Automotive: un radar per Huawei

Huawei, il colosso cinese tra i protagonisti del panorama tecnologico globale, è associato alla telefonia e alla computeristica, ma è ormai in espansione nei più svariati settori dell’hi-tech. Uno tra questi è l’automotive, ed è proprio in questo ambito che il prof. Raffaele Solimene, associato di Campi elettromagnetici e docente di Circuiti a microonde e Radar imaging al Dipartimento di Ingegneria della Vanvitelli, ha siglato con la società un importante contratto. “Non posso parlare nel dettaglio di questa collaborazione, in particolare di compensi o specifiche tecniche, perché coperti da segreto industriale”, dice il docente, che però precisa che la partnership con la società cinese risale a un anno fa. Da anni ormai impazza la corsa all’automazione dei dispositivi elettronici, ivi comprese le automobili. In sostanza, più un’automobile è autonoma, più è appetibile sul mercato, o quantomeno su un certo tipo di mercato, visto che i prodotti più avanguardistici non sono immediatamente accessibili alle tasche di tutti. Con Huawei, Solimene sta lavorando a un radar che avrà lo scopo di rilevare l’ambiente circostante all’automobile. “Esistono già sensori di questo tipo, che vengono applicati sul paraurti del veicolo – spiega Solimene – In questo caso si parla di un prodotto diverso, di più alta risoluzione. Huawei è una società molto esigente e, come tale, mi ha chiesto di lavorare a un radar che sia estremamente sensibile. Semplificando: gli attuali radar possono rilevare l’ambiente intorno all’automobile a partire da due o tre metri di distanza, il mio scopo è quello di abbassare ulteriormente questa soglia. Si tratta di qualcosa di molto ambizioso”. E in quanto all’esigenza di Huawei, basti pensare che “lavoriamo per obiettivi. Fissiamo una scadenza ed entro quella data dobbiamo aver raggiunto dei risultati, anche da questo, naturalmente, dipende la retribuzione”. Solimene si interfaccia direttamente con la società cinese, ma dispone anche di un intermediario italiano (sede di Milano). Per per gli studenti del Dipartimento, “che si occupino del mio stesso settore disciplinare e che siano particolarmente abili”, l’opportunità di essere coinvolti nella collaborazione.
 
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