Convegno su Maradona, causa pandemia si rinvia all’autunno

“Spero vivamente che la terza sarà la volta buona”. Il prof. Nicola Colacurci, ordinario di Ginecologia ed ostetricia, Direttore del Dipartimento della Donna, del Bambino e di Chirurgia Generale e Specialistica, delegato alle attività sportive dell’Ateneo, dà appuntamento all’autunno, forse già a settembre, per l’incontro ‘Giovani e sport: cosa ci lascia Maradona’. Era previsto che si svolgesse a febbraio, ma è stato rinviato una prima volta per la pandemia, che ha reso impraticabile l’organizzazione di una iniziativa che avrebbe certamente attirato molte persone. Per gli stessi motivi è saltata anche la seconda data prevista, ad aprile. “A questo punto – dice il docente – forse anche per scaramanzia rimando tutto all’autunno. Tra l’altro, mi auguro che ci sarà l’opportunità, anche grazie al progredire della campagna vaccinale, di accogliere un numero di persone maggiore di quanto si potrebbe fare adesso”. L’idea di un incontro virtuale è stata rapidamente scartata: “Siamo sommersi da convegni, riunioni, lezioni su piattaforma informatica. Non mi pareva il caso di relegare ad una dimensione virtuale anche l’iniziativa su Maradona. Per questo ho preferito rinviare per la seconda volta. Con rammarico, ma con fiducia che tra qualche mese ci si ritrovi tutti in Ateneo a celebrare il grande campione. Vorrei che l’evento si tenesse al rettorato di Caserta”. Resta invariata, o magari potrebbe ancora arricchirsi, la lista degli invitati. Eccone alcuni: lo scrittore Maurizio De Giovanni, grande appassionato del Napoli; il regista Paolo Sorrentino, che ha scritto uno splendido articolo su Maradona; il produttore cinematografico e presidente della Società Calcio Napoli Aurelio De Laurentiis; il figlio di Maradona, Diego Armando Maradona Junior; il nuotatore Massimiliano Rosolino o la sciatrice alpina Sofia Goggia, per discutere con loro del perché i giovani si riflettano tanto nel calcio e non invece in altre discipline olimpioniche; Luca Botti e Guido Clemente Di San Luca, tra i fondatori del Te Diegum.
Per raccontare i motivi che lo hanno indotto a progettare una iniziativa in Ateneo su Maradona, il docente pesca nei ricordi personali: “Ero a casa con il Covid quando è morto il campione. Ho due figli. Uno assegnista di ricerca ed uno studente di Medicina ed erano entrambi sconvolti. Non me lo aspettavo. Avrei potuto capirlo per uno della mia età, che andava allo stadio ad ammirare Diego quando abbiamo vinto lo scudetto, ma non per i giovani di adesso. Mi sono interrogato sul perché e da lì è scaturita l’idea di una discussione su quanto trainante sia un personaggio come Maradona per i giovani e sui motivi per i quali altri sport, non meno belli e magari più faticosi, non siano considerati”. Con la ripresa, sia pure parziale, delle attività universitarie in presenza, si ricomincia a pensare, intanto, anche alla necessità di incentivare e facilitare la pratica sportiva tra gli studenti ed in genere nella comunità universitaria. “Nelle brochure on-line che si stanno preparando – dice il prof. Colacurci – ho chiesto anche di indicare le opportunità di attività sportive. Assolutamente bisogna andare a rinforzare nell’animo dei giovani l’idea che il benessere è fatto anche di sport. Certamente una delle conseguenze negative della pandemia per i ragazzi è stata la diminuzione dell’opportunità di praticare sport. Come Università, dobbiamo essere presenti anche su questo versante della ripresa”.
 
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