Dipartimento della Donna, del Bambino e di Chirurgia Generale e Specialistica

Le pratiche mediche che ogni anno salvano la vita a migliaia di persone non nascono in corsia, ma nei laboratori di ricerca. Il Dipartimento della Donna, del Bambino e di Chirurgia Generale e Specialistica della Vanvitelli ne ha due di particolare rilievo, Biologia molecolare e cellulare e Biologia della riproduzione. Ce ne ha parlato la prof.ssa Francesca Rossi, docente di Pediatria e Delegata di Dipartimento per la Ricerca. “Orbitano intorno al Dipartimento cinque gruppi di ricerca”, ha detto la docente, che poi è passata ad elencarli: “Ematologia ed Oncologia pediatrica, Patologie dell’età evolutiva, Patologie urologiche dell’adulto e del bambino, Ginecologia ed Ostetricia ed Anestesiologia, a cui afferiscono 36 tra docenti e ricercatori, 11 assegnisti di ricerca, 6 borsisti e 5 dottorandi. L’unico gruppo che afferisce a  Biologia della riproduzione è quello di Ginecologia ed Ostetricia, mentre gli altri fanno tutti capo a Biologia molecolare e cellulare”. Sono numerosissime le attività che si svolgono nei due Laboratori, specialmente per quanto riguarda il primo, prevalentemente in ragione del numero dei gruppi coinvolti: “Biologia molecolare e cellulare, di cui è responsabile il prof. Emanuele Miraglia Del Giudice, che è anche Direttore di Dipartimento, si trova al primo piano della Clinica pediatrica – ha spiegato la prof.ssa Rossi – Qui si svolgono attività di ricerca relative allo studio delle varianti genetiche nella predisposizione all’obesità infantile (la Campania è la regione con il numero più alto di bambini obesi) e alle sue principali complicanze, agli studi genetici sulla pubertà precoce, sulla bassa statura e sulle complicanze endocrinologiche di patologie rare, studi immunologici sulla mucosa intestinale di bambini affetti da malattie infiammatorie croniche intestinali e da celiachia, sulle patologie autoimmuni e infiammatorie dell’età pediatrica e i tumori infantili, sulla terapia del dolore e sulle malattie rare come piastrinopenie ereditarie, anemie rare e policitemie congenite. Naturalmente il ventaglio delle attività è più ampio, ma queste sono le principali”. Per quanto riguarda invece Biologia della riproduzione, si svolgono attività inerenti la sfera riproduttiva femminile: “dallo studio sull’impatto degli inquinanti ambientali sulla sfera riproduttiva femminile, alla ricerca dei potenziali marcatori per il miglioramento delle tecniche di fecondazione in vitro e alla oncofertilità. Ma non solo, si indagano anche nuovi approcci terapeutici per i difetti del pavimento pelvico, per le cistiti rare e per le disfunzioni vescicali, oltreché nuovi approcci farmacologici per il trattamento dei tumori ginecologici”. Sebbene il gruppo di Ginecologia ed Ostetricia si occupi prevalentemente della sfera femminile, non mancano apporti per quanto riguarda il genere maschile. Nel Laboratorio vengono infatti studiate “tecniche di preservazione dello sperma a seguito di tumori dell’apparato riproduttivo maschile”. Si tratta dunque di attività molto importanti i cui risultati vengono messi in pratica nelle corsie degli ospedali: “Quando si parla di medicina, bisogna considerare che tutto l’insieme delle pratiche che oggi consentono di salvare le vite dei nostri cari sono state prima oggetto di ricerca. Il lavoro del medico consiste prevalentemente in questo: ricerca, formazione dei futuri medici e applicazione pratica in ospedale, ha sottolineato la docente, che poi ha concluso: “In questi Laboratori cerchiamo il modo di rendere più lunghe e sane le vite delle persone, si può dire che in fondo sia questa la cosa più importante che facciamo”.

Nicola Di Nardo