Laurearsi presto e bene, fare rete e scegliere i giusti campi di applicazione

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Le regole d’oro dei docenti del Dipartimento di Matematica e Statistica

Sono percorsi di apprendimento difficili, per i quali bisogna avere già delle solide conoscenze in materia, e che non offrono molti sbocchi professionali. Sono i due miti che prontamente sfatano i professori Giovanni Pisante, Umberto Dello Iacono, Daniele Vivolo e Rosanna Verde nella presentazione dell’offerta Triennale del Dipartimento di Matematica e Fisica. Le opportunità di studio e di lavoro, dicono, sono tante. A patto di seguire le quattro regole d’oro da loro condivise: “Laurearsi velocemente. Laurearsi con un buon vuoto. Creare un network. Scegliere i giusti campi di applicazione della disciplina”. E a riprova dell’effettiva validità di queste regole ci sono le testimonianze di giovani studenti e laureati. Studia la Matematica da ormai sette anni Roberta De Fazio, dottoranda: “Nel corso della mia carriera mi sono occupata dell’applicazione dei modelli matematici ai problemi della vita quotidiana, racconta. Qualche esempio: “Durante la Triennale, in collaborazione con i colleghi ingegneri, ho studiato la deformazione del suolo con tecniche di analisi dei dati, lavorando su informazioni provenienti dalla Piana Campana. Alla Magistrale, invece, mi sono occupata di bioinformatica. Sono stata contattata da varie multinazionali, ho lavorato nella consulenza e ora ho cominciato una nuova fase della mia carriera”. Centra il punto sull’analista dei dati Alessandro Gaeta, terzo anno di Data Analytics: È un curioso che sa risolvere problemi in qualunque settore. Pensiamo al calcio: accanto all’allenatore, oggi, c’è l’analista sportivo che analizza le tattiche di gioco sulla base dei numeri in un contesto che va oltre il dato esperienziale”. Punto di forza del Corso: “È interamente in lingua inglese”. Tra i relatori c’è anche Maria Rosaria Musone, assegnista di ricerca, che dice: “Studiare Fisica non era nei miei programmi poiché mi sentivo più portata per l’Ingegneria. Ora rifarei questa scelta”. Il momento più bello del suo percorso: Aver toccato con mano un vero acceleratore di particelle. E ringrazio i miei docenti che mi hanno proiettata in una comunità scientifica aperta e all’avanguardia”. Offre un punto di vista diverso l’assegnista di ricerca Marco Menale: “Valutate, tra gli sbocchi occupazionali, il settore della comunicazione e divulgazione scientifica. Bisogna saper raccontare la scienza e i suoi progressi e solo uno scienziato può farlo. La infodemia che abbiamo vissuto durante la pandemia è la prova di quanto può essere rischiosa una narrazione inaccurata”.