Leadership femminile a Giurisprudenza

Cambio di guardia al Dipartimento di Giurisprudenza, dove il 1° novembre si insedieranno le due nuove Presidentesse dei Corsi di Laurea Magistrale in Giurisprudenza e Triennale in Scienze dei Servizi giuridici. A capo del primo sarà la prof.ssa Maria Eugenia Bartoloni, docente di Diritto dell’Unione Europea, che succede alla prof.ssa Maria Chiara Vitucci. Dopo l’iniziale entusiasmo a seguito dell’elezione, si è subito interrogata sulle sfide del prossimo triennio: “bisogna considerare che il mio insediamento avviene in un momento particolare, e cioè quello della pandemia, dal quale non siamo ancora usciti e che ci ha posto davanti a nuove frontiere”, racconta. Il riferimento è chiaramente alla didattica a distanza e all’impiego delle nuove tecnologie, che “non devono andare a sostituire la didattica tradizionale, ma integrarla”. Il Corso di Laurea Magistrale in Giurisprudenza si propone di formare gli studenti nell’ambito delle professioni legali tradizionali quali avvocato, magistrato o notaio, e di per sé non è un percorso semplice. Capita spesso di pensare che la giurisprudenza sia un insieme di regole e codici da imparare a memoria, ma non c’è nulla di più sbagliato secondo la docente. La giurisprudenza si propone, infatti, di risolvere problemi pratici della vita degli individui, di conseguenza deve essere compresa e non imparata a pappagallo: “quello che suggerisco sempre ai miei studenti è di risalire dal problema alla norma e non il contrario”, dice. Ma le criticità che la docente ha individuato non si riferiscono soltanto al metodo di studio, quanto alla generale scarsa preparazione dopo le scuole superiori: “spesso gli studenti non sono stati preparati a scrivere un testo o esporlo oralmente, di conseguenza presentano difficoltà – spiega – Il nostro Dipartimento ha cercato di fare il possibile istituendo, ad esempio, dei corsi di Scrittura giuridica. Personalmente, invece, dato che un altro dei problemi è la scarsa predisposizione ad informarsi, dedicherò un’ora del mio insegnamento a settimana alla lettura dei giornali”. Ma la vera parola chiave per la prof.ssa Bartoloni è “europeizzazione”: “sì, forse per la mia forma mentis, ma anche perché ho notato che le nuove generazioni tendono all’immobilismo. Gli iscritti a Giurisprudenza, che risiedono tutti nelle vicinanze, si allontanano difficilmente dalle loro zone di comfort, con spesso complici genitori molto protettivi”. Il Dipartimento e l’Ateneo lavorano da anni sugli accordi internazionali, tra cui spicca l’opportunità di conseguire il doppio titolo di laurea, uno italiano e uno del paese estero in cui si è intrapreso un periodo di studio. “Credo che queste occasioni, in un mondo sempre più connesso come il nostro, debbano essere colte senza remore. Ampliano la mente, così come anche il confrontare testi di lingue diverse. Siamo abituati al classico manuale in italiano, ma oggi è davvero necessario confrontarsi con realtà linguistiche differenti per poter attingere da fonti di conoscenza più ampie”. Un giurista deve essere ben inserito nel contesto sociale, perché è in questi che si svolge tutto il suo operato: “se si è coscienti di questo – conclude Bartoloni – il Corso di Laurea in Giurisprudenza risulterà meno ostico di quanto possa apparire”.
Novità sono previste per il Corso di Laurea Triennale in Scienze dei Servizi giuridici, al cui timone andrà la prof.ssa Andreana Esposito, docente di Diritto privato, che prende il posto della prof.ssa Valeria Nuzzo. Dei tre curricula dell’offerta formativa, infatti, “uno verrà erogato esclusivamente da remoto, anche se non abbiamo ancora deciso su quale ricadrà la scelta”, come spiega la docente. I tre curricula – Istituzionale, Scienze delle Investigazioni e della Sicurezza e Diritto e management dello Sport – propongono un approccio professionalizzante a tutti coloro che non vogliano intraprendere il ciclo unico, anche se è prevista la possibilità di proseguire con la Magistrale. “In realtà non abbiamo una prosecuzione ad hoc per questo Corso di Laurea – spiega la prof.ssa Esposito – il quale paga lo scotto di essere stato inaugurato alla vigilia della pandemia, dinamica che ha interrotto gran parte dei progetti in corso. Tuttavia i numeri mostrano una realtà in crescita, considerando anche che Scienze dei Servizi giuridici, al Sud, è presente soltanto in alcuni Atenei”. Alla Vanvitelli si lavora, ed è per questo che si deciderà per l’erogazione a distanza di uno dei curriculum, all’incremento delle iscrizioni da fuori provincia e regione: “un Corso professionalizzante come quello che offriamo può essere una buona risorsa per tutti quegli studenti che vogliano inserirsi immediatamente nel mondo del lavoro. Credo, dunque, che ci siano i presupposti per tentare di esportarlo e raccogliere iscritti anche da fuori”, conclude la prof.ssa Esposito.
 
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