Il Rettore: percorsi di  formazione in un Ateneo “le cui specificità sono uniche in Italia”

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L’Orientale si presenta ai diplomandi

Un viaggio alla scoperta di altri mondi che consta di molteplici tappe. Lingua, letteratura, cultura, storia, saperi antropologici e istituzioni politiche, sono tutti tasselli che, accostati con pazienza l’uno all’altro, compongono un quadro più grande che, a seconda delle proprie scelte, potrà disegnare un paese, un’area geografica o un intero continente. Mettere piede a L’Orientale significa proprio questo: cominciare un viaggio alla scoperta dell’altro, e di se stessi in relazione con l’altro, in un contesto che mira all’acquisizione degli strumenti atti a vincere le sfide poste da un mondo sempre più globalizzato in cui, però, le differenze culturali sono ancora tanto distintive. È questo il quadro delineato alle aspiranti matricole, giovedì 7 aprile, in occasione del consueto appuntamento di orientamento che l’Università L’Orientale organizza in primavera, quest’anno trasmesso in diretta YouTube in due sessioni, mattutina e pomeridiana.

Ad aprire l’incontro è il Rettore Roberto Tottoli che saluta gli studenti dal Palazzo Du Mesnil, sede del Rettorato: “Vi accingete a cominciare un percorso di formazione all’interno di un Ateneo le cui specificità sono uniche in Italia, è la sua premessa. Fondato nel 1732 dal missionario gesuita Matteo Ripa, di rientro da un viaggio in Asia Orientale, il nostro Ateneo si avvicina al compimento di ben tre secoli di storia. E, nato come centro di formazione per i cinesi che volevano apprendere l’italiano e viceversa, adesso consente lo studio di oltre 40 lingue. Una notevole evoluzione, avvenuta nell’alveo della tradizione, “che fa dell’Orientale l’Università adatta a chi desidera muoversi in una realtà sempre più globalizzata in cui è fondamentale capire ciò che muove il pensiero degli altri”. Sei i Corsi di Laurea Triennale erogati: Civiltà Antiche e Archeologia: Oriente e Occidente; Mediazione Linguistica e Culturale; Scienze Politiche e Relazioni Internazionali; Lingue e Culture Comparate; Lingue e Culture Orientali e Africane; Lingue, Letterature e Culture dell’Europa e delle Americhe. “Allo studio delle lingue i nostri Corsi affiancano l’approfondimento dei contesti culturali, letterari, storici, sociologici, politici ed economici delle aree interessate. Offrono, insomma, una conoscenza globale e profonda. E conclude: “Ricordate che l’interpretazione del presente, alla luce della conoscenza del passato, è fondamentale per padroneggiare il futuro”. La parola passa al prof. Michele Gallo, Referente per l’orientamento in ingresso, che condivide qualche dato: “L’Orientale è un Ateneo di dimensioni medie che accoglie poco più di duemila immatricolati l’anno. Abbiamo 240 docenti strutturati, circa 350 insegnamenti attivati per le Lauree Triennali e 250 per quelle Magistrali. Con questi numeri copriamo uno spettro di saperi davvero molto ampio”.

I sei Corsi di Laurea

L’incontro entra poi nel vivo con i Coordinatori dei Corsi di Laurea che, slide alla mano, presentano le rispettive offerte formative. Si parte con Civiltà Antiche e Archeologia: Oriente e Occidente: “Questo Corso spazia dall’Africa Occidentale all’Estremo Oriente e propone un focus sul mondo antico, con un arco cronologico che si allarga fino all’età medievale”, spiega il prof. Antonio Rollo. Studiare Archeologia all’Orientale significa “spaziare in un complesso di discipline che afferiscono ai settori storico-artistico, geografico, sociale, antropologico, filologico, con attenzione agli aspetti connessi alla legislazione e alla gestione del patrimonio culturale, agli strumenti informatici e alle applicazioni digitali per la ricerca archeologica avanzata”. Laboratori e tirocini sul campo arricchiscono l’esperienza dello studente. Ulteriori fonti di  approfondimento si trovano nell’ambito “del Centro Interdipartimentale dei Servizi di Archeologia, che offre la possibilità di fare pratica con strumenti d’avanguardia e metodologie innovative di classificazione e catalogazione, e il Museo Didattico Umberto Scerreto in cui è possibile maneggiare reperti rinvenuti durante gli scavi archeologici”. Fonde in sé un mix di competenze diverse il laureato in Mediazione Linguistica e Culturale: Allo studio delle lingue straniere affianchiamo il potenziamento delle competenze di lingua italiana e l’approfondimento di discipline tecniche come l’Economia e il Diritto. L’obiettivo: incentivare e facilitare la collocazione dei nostri laureati nel mondo del lavoro, in contesti aziendali, istituzionali o nel settore terziario”, è la sintesi della prof.ssa Jana Altmanova. Le lingue offerte nell’ambito del Corso sono tante e l’unica combinazione che non incentiviamo è inglese-spagnolo, avverte. E conclude: “Un mediatore linguistico e culturale è in grado di gestire le più svariate situazioni comunicative. Può collocarsi facilmente già dopo il Triennio, ma il consiglio è sempre quello di continuare gli studi”. Scienze Politiche e Relazioni Internazionali forma un professionista capace di familiarizzare con la realtà attraverso l’analisi dei complessi fenomeni politici, sociali ed economici che la dominano: “Il nostro laureato è interessato alla comprensione della realtà contemporanea, a livello globale e sul piano delle articolazioni areali, e comprende e padroneggia i problemi e le strategie di sviluppo e della cooperazione internazionale”, chiarisce la prof.ssa Libera D’Alessandro. I curricula tra cui è possibile scegliere sono tre: uno più generalista, uno focalizzato sulle lingue e le culture dell’Asia e dell’Africa, mentre il terzo guarda all’Europa e alle Americhe. Anche quest’anno, “abbiamo riscontrato la percentuale di laureati soddisfatti più alta”. Si fonda su un deciso scambio culturale tra Oriente e Occidente il Corso in Lingue e Culture Comparate. Due le lingue da scegliere: una europea o anglo-americana e l’altra da selezione tra 22 opzioni dell’Europa Orientale, Asia e Africa (che includono anche lingue come berbero, swahili, turco, persiano, tibetano, hindi). Il modo migliore per apprenderle? “Studiarle all’estero. Per questo Corso abbiamo un altissimo numero di convenzioni attivate con Università europee ed extra-europee, risponde la prof.ssa Bianca Del Villano. Gli sbocchi più naturali per i laureati: “Editoria, giornalismo, turismo culturale, agenzie di viaggio, produzione televisiva, cinematografica e radiofonica”. Lingue e Culture Orientali e Africane “è dedicato a studenti e studentesse che hanno desiderio e curiosità di scoprire nuovi mondi e nuove culture che appartengono al continente asiatico e africano”, sono le parole della prof.ssa Daniela Pioppi. Africa, Medio e Vicino Oriente, Asia Orientale sono le aree linguistiche e culturali a cui afferiscono i tre curricula in cui si divide il Corso. Due le lingue da scegliere, “in base alla vicinanza geografica e culturale. Una si studia per tre anni, l’altra per due ma, volendo, si può triennalizzare anche quella”. L’approccio all’inglese è peculiare: “Si studia per due anni e non è affiancato dalla letteratura perché, per noi, è uno strumento di lavoro”. Sugli sbocchi occupazionali: “Riceviamo spesso richieste di profili che sappiano parlare, ad esempio, il turco o il somalo, quelle lingue che generalmente vengono scelte meno”. Focalizzato sulla riflessione sulle lingue e sull’analisi dei fenomeni letterari nei loro rapporti interdisciplinari, Lingue, Letterature e Culture dell’Europa e delle Americhe si divide in due curricula: l’uno incentrato sull’Europa, l’altro sugli studi americani. “Consente anche l’accostamento di inglese e spagnolo”, chiarisce la prof.ssa Francesca De Cesare. Tra le altre attività formative: “Ad esempio, la partecipazione a manifestazioni scientifiche. Un suggerimento: “Il Corso, comprensivo di percorso Magistrale, consente di acquisire buona parte dei crediti necessari per partecipare ai concorsi a cattedra. Consiglio, a chi volesse perseguire la strada dell’insegnamento, di porre particolare attenzione al piano di studi onde inserire tutti gli esami utili”.

Carol Simeoli