Un\’opportunità unica per conoscere il mondo accademico tedesco

Anche quest’anno L’Orientale è partner del progetto DAAD (tradotto in italiano, Servizio Tedesco per lo Scambio Accademico) che offre la possibilità agli studenti di usufruire di diverse tipologie di borse di studio messe a disposizione da 400 Università, centri di ricerca e altre istituzioni in Germania. Una prestigiosa convenzione stipulata da lungo tempo e che prevede, tra le altre attività, di diffondere tutte le informazioni volte a facilitare lo scambio accademico tra i due Paesi. Da qualche settimana a fornire consulenza online sulle varie opportunità (accessibili anche ai non laureati) è la nuova lettrice Inkeri Tunningkeit, arrivata a Napoli lo scorso febbraio ed entrata a far parte della squadra di germanistica dell’Ateneo. Oltre alle borse DAAD, “mi occuperò lungo questo anno accademico anche delle esercitazioni linguistiche. Insegno adesso al primo e terzo anno dei Corsi di Laurea Triennale e del biennio Magistrale. E, come tutti, aspetto impazientemente il ritorno in presenza”. Il quesito più ricorrente che gli studenti – più di 150 i partecipanti nei primi appuntamenti – le hanno rivolto in occasione degli incontri informativi, cominciati lo scorso 21 ottobre e che proseguiranno fino al 17 novembre in collaborazione con il Centro Informazioni DAAD Roma e gli altri lettori residenti in Italia, è: come si può entrare a far parte del mondo accademico tedesco? Innanzitutto, spiega la lettrice, esistono borse per ogni livello: “per studenti e laureati, dottorandi e post-doc, ricercatori, visiting professors e senior scientists”. Molte volte, infatti, “ottenere una borsa DAAD rappresenta solo l’inizio di un’eccellente carriera accademica che apre le porte ad altre esperienze linguistiche e professionali”. Percorsi che, sin dai primi anni di studio, “spingeranno il profilo del candidato sempre più in alto”. 
I rimborsi (che partono da un minimo di 861 fino a 1200 euro mensili, a seconda del programma selezionato) permettono di accedere a una fitta rete di contatti, grazie a “un collegamento internazionale molto promettente, perché consente a borsisti da ogni parte del mondo di entrare in contatto tra loro”. Viste anche le difficoltà incontrate dagli studenti impossibilitati a viaggiare nell’ultimo anno a causa della pandemia, il significato dei soggiorni all’estero assume un valore prezioso, siccome “garantiscono occasioni uniche di crescita e arricchiscono la vita in maniera straordinaria. Si stringono amicizie (o amori) magari per sempre, si migliorano le competenze interculturali e si acquisisce un altro sguardo sulla propria cultura”. Va precisato, tra l’altro, che il Centro di informazioni DAAD allocato a L’Orientale “costituisce il punto di riferimento per gli studenti di tutte le Università campane e risponde alle richieste di ogni interessato”. Chiaramente, a L’Orientale – considerata la sua naturale predisposizione verso lo scambio interculturale – “le percentuali di successo in termini di partecipazioni sono altissime”. E “tra i vincitori dell’ultimo bando per l’Italia ci sono proprio due studentesse, laureate del triennio, attualmente iscritte alla Magistrale, che hanno vinto una borsa per un soggiorno di ricerca di 5 mesi”. 
Al di là dell’assistenza fornita, tuttavia, “la domanda di partecipazione – che quest’anno deve essere inviata entro il 1° dicembre – viene presentata individualmente”. Ed è indispensabile, per aspirare allo step successivo, preparare con cura i documenti richiesti per la candidatura. Cosa serve? “Il curriculum vitae, una lettera di motivazione, i voti e le lauree ottenute, possibilmente la presentazione di un docente di riferimento del proprio Ateneo e un certificato delle conoscenze di lingua”.
Requisiti di selezione e consigli per fare bella impressione
“Le borse vengono assegnate per merito accademico e occorre provare di aver fatto un’ottima performance agli esami”. Non è indispensabile la conoscenza del tedesco, sebbene preferenziale. Ciononostante, “può candidarsi alla borsa anche chi è in grado di interagire in inglese, visto che in Germania vi sono Corsi di Laurea interamente programmati in questa lingua”. In effetti, “i requisiti di lingua variano a seconda della borsa prescelta. Ai dottorandi in genere si richiede quasi sempre un livello A1, mentre agli altri si parte almeno da un B1 sia per il tedesco che per l’inglese. La borsa per i corsi estivi è l’unica a cui possono aspirare gli studenti non laureati, iscritti al primo/secondo anno universitario o in procinto di terminare il ciclo, mentre per i laureati è necessario che al momento della candidatura non siano trascorsi più di sei anni dal conseguimento del titolo”.
Nella compilazione della domanda, ciò che fa la differenza è senza dubbio la lettera motivazionale, “perché permette al candidato di distinguersi dagli altri”. E va redatta con l’idea di “convincere il recruiter di meritare davvero la borsa, perché la frequenza presso quell’Ateneo di destinazione – e non un altro – sarebbe di grande utilità per i propri scopi accademici e professionali”. È questo il momento “per far capire a chi legge che ci si è informati benissimo sui programmi delle università tedesche”. Una strategia giusta può essere anche quella di “menzionare lavori svolti, hobby, impegni extra-universitari e altre informazioni per rendere più accattivante il proprio profilo. Una lettera ben strutturata deve essere esplicita e chiara, senza dati superflui, ma allo stesso tempo originale”.
Non devono invece spaventare le differenze con il sistema universitario tedesco, perché “è abbastanza simile a quello italiano, con tre anni di Laurea Triennale più uno o due di Laurea Magistrale e qualche disciplina a ciclo unico. Le principali differenze riguardano più la vita degli studenti: gli edifici sono modernamente attrezzati, le biblioteche aperte fino a tardi, le lezioni interattive”. In più, “la maggior parte non vive più dai genitori, ma insieme ad altri studenti in residenze universitarie o case condivise”. Anche se si conseguono titoli accademici d’ottima fama internazionale, “in Germania non ci sono tasse universitarie, soltanto un irrisorio contributo amministrativo che peraltro copre un abbonamento ai mezzi pubblici molto vantaggioso”. Ultima dritta per individuare l’Università più giusta per sé è “consultare motori di ricerca utili – come i siti DAAD, ma anche study-in-germany.de, myguide.de e spulciare l’offerta formativa dei vari Corsi di Laurea”. Attenzione, però, perché la scelta della cattedra non è il solo criterio da valutare: “il nostro lavoro di orientatori a un certo punto si ferma. Vanno considerati anche il costo della vita, la posizione della città e dell’istituto; quindi, resta sempre una scelta molto personale”. 
 
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