Sviluppo sostenibile, un Piano per l’Ateneo

Si è appena conclusa l’attività di elaborazione di una proposta per un Piano di Sostenibilità per l’Università Suor Orsola Benincasa promosso dalla prof.ssa Alessandra Storlazzi. Nato dalla collaborazione tra otto studenti del secondo anno del Corso di Laurea Magistrale in Economia, Management e Sostenibilità (Dario Catania, Maria Diletta Iannuzzo, Virginia Mastrogiovanni, Francesco Molaro, Martina Pantano, Claudia Pignatiello, Simona Sacco e Francesca Romana Sebastiano), il progetto per il momento è solo un’esercitazione ma, in futuro, alcune delle proposte potrebbero essere prese in considerazione per incrementare lo sviluppo sostenibile dell’Ateneo. “Al centro di questo piano c’è la consapevolezza che il Suor Orsola Benincasa forma molti insegnanti con i suoi Corsi, e sappiamo bene come i giovani siano i primi attori da sensibilizzare sui temi della sostenibilità. Per questo motivo, nel piano elaborato, i nostri studenti sottolineano quanto sia importante formare gli insegnanti del domani sui temi dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile in modo che l’Ateneo possa dare il suo contributo alla sostenibilità attraverso un’attività di formazione specifica fatta ai nostri discenti”, afferma la prof.ssa Storlazzi.
Il termine ‘sostenibilità’ non indica solo quella ambientale, ma anche quella economica e sociale che si possono ben realizzare in un Ateneo dove la struttura architettonica rende complesso l’efficientamento energetico, per questo motivo un tema che è stato ampiamente affrontato dagli studenti incaricati della realizzazione del progetto è stato quello dell’applicazione dei “nudge” per la sostenibilità (la ‘spinta gentile’) con la proposta di inserire degli avvisi prima di scale e ascensori per sollecitare l’utilizzo di comportamenti più sani come l’impiego delle scale.
A proposito di scale, l’iniziativa proposta dallo studente Dario Catania coniuga una sana attività fisica con la produzione di energia pulita: “questo progetto risponde al punto 9 degli SDG (Sustainable Development Goal) dell’Onu con la creazione di una vera e propria ‘scalinata sostenibile’ realizzata con delle apposite mattonelle che, quando calpestate, generano energia pulita. Un’altra idea per il rinnovamento delle infrastrutture è anche quella di installare dei pannelli fotovoltaici ad uso del Suor Orsola con la destinazione del surplus energetico all’illuminazione pubblica o alle famiglie meno abbienti della zona”, spiega Dario.
Le infrastrutture resilienti non sono l’unico obiettivo preso in esame da questo gruppo di studenti. Molto elaborata, infatti, è stata anche la risposta all’SDG numero 5 dedicato alla discriminazione di genere. “Per introdurre il concetto della non discriminazione di genere abbiamo deciso di sfruttare la genesi storica dell’Ateneo dedicato agli studi umanistici per enfatizzare il legame che intercorre tra i diversi ambiti disciplinari abbracciati dal Suor Orsola a partire dalla derivazione latina del termine ‘humanitas’ inteso come ‘comunità’, per questo, all’interno del nostro piano lavorativo, abbiamo introdotto il GEP (Gender Equality Plan), che altro non è che un bilancio di genere, presentando una serie di suggerimenti che si muovessero nell’ottica dell’uguaglianza di genere”, riferisce Maria Diletta Iannuzzo. Tra le varie proposte elencate, l’inserimento dell’Unisob nella rete universitaria Un.I.Re (Università In Rete) contro la violenza di genere, il cui obiettivo è quello di attuare la Convenzione di Istanbul sulla prevenzione e sul contrasto alla violenza di genere intesa non solo in ambito domestico ma anche in quello lavorativo e accademico. A questa iniziativa seguono le proposte volte a combattere la tendenza femminile all’autoeliminazione dai contesti istituzionali, economici e politici e la creazione di una serie di corsi e mentoring che affermino questa balance policy.
Strettamente collegato al tema della discriminazione è l’SDG 10 sulla ‘riduzione delle ineguaglianze’ al quale Simona Sacco ha affiancato un progetto di inclusione con riferimento particolare alle persone con disabilità prevedendo corsi mirati per studenti con handicap specifici e bonus per le assunzioni per incentivare la loro entrata nel mondo del lavoro.
Un progetto per il punto 11 dei Sustainable Development Goal che riguarda le ‘città sostenibili’ è ben esplicato da Francesco Molaro che propone una soluzione tanto semplice quanto efficiente: la creazione di parcheggi per biciclette e monopattini in modo da incentivare non solo l’utilizzo di questi mezzi di trasporto non inquinanti ma anche la riduzione del traffico. “Visto che la posizione dell’Università non è molto comoda per chi, come me, arriva in auto, questa potrebbe essere una soluzione alquanto vantaggiosa per tutti gli studenti che non vivono in prossimità dell’Ateneo. C’è da dire, però, che questa è una proposta che andrebbe a incrementare l’uso già adottato dal Suor Orsola di una rastrelliera per le biciclette”. spiega Francesco. Il punto 11 può anche essere letto attraverso il tema della salvaguardia del patrimonio culturale e, dal momento che la cittadella monastica del Suor Orsola ha un passato storico importante, gli studenti hanno ritenuto opportuno inserire nel loro piano di lavoro anche l’incremento delle giornate in Ateneo dedicate alla visita dei luoghi, con l’impiego di audioguide con batterie al litio che sono più ecologiche.
Per essere stato realizzato solo in una settimana, il progetto dimostra quale sia il potenziale di questi otto studenti che hanno messo a frutto tutte le competenze acquisite durante il loro percorso accademico e di stage, provando che la sostenibilità si rafforza grazie anche al senso di comunità che permea l’Ateneo. “La nostra forza è stata l’unione tra tutti perché siamo delle persone complementari l’una all’altra. Abbinando i nostri modi di pensare, abbiamo creato un output che ci rappresenta del tutto”, conclude Maria Diletta.
 
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