Una laurea per formare ‘l’umanista digitale’

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Ad illustrare il nuovo percorso Magistrale il prof. Edoardo D’Angelo

“È un percorso didattico multidisciplinare unico in Campania che, con i suoi due curricula in Beni Culturali e Materie Letterarie, formerà l’umanista digitale”. Tramite le parole del prof. Edoardo D’Angelo, Coordinatore della Magistrale in Archeologia e Storia dell’Arte, l’Università Suor Orsola Benincasa presenta il suo ultimo gioiello, il biennio conclusivo in Digital Humanities. Cultural Heritage and Literature, rivolto ad un massimo di 100 iscritti l’anno, che offrirà ai propri studenti l’occasione di conoscere la tecnologia più moderna per piegare la digitalizzazione a favore del patrimonio culturale nella sua interezza. È il digitale applicato all’ambito umanistico; è l’ambito umanistico che si mette al passo con i tempi garantendo sbocchi lavorativi più consistenti a chi si forma nel settore. “La novità principale – spiega D’Angelo – riguarda il fatto che non si tratta più di una laurea interclasse, ma di classe unica (LM-43, ndr) dove è centrale l’informatica umanistica, cioè le discipline umanistiche studiate attraverso l’informatica, non a caso il piano di studi prevede 30 crediti formativi obbligatori di ingegneria/informatica. Senza questa, ormai non si può fare più nulla, c’era quindi la necessità impellente di arricchire il percorso precedente che, sottolineo, non muore, ma fa un passo in avanti”

A proposito dei due curricula, il Coordinatore entra nel dettaglio offrendo informazioni importanti anche in chiave lavorativa: “Dunque, sul primo, gli studenti saranno chiamati scegliere per ogni singolo esame se orientarsi maggiormente sull’archeologia o sulla storia dell’arte; il secondo invece è del tutto nuovo e ricco di insegnamenti letterari, linguistici, filologici. Qui, il vero vantaggio sta nel fatto che consente di accedere direttamente ai concorsi per insegnare. Basti pensare che con il precedente Corso di Laurea, che purtroppo non garantiva grossi sbocchi, i nostri studenti erano costretti ad integrare ben 40, 50 crediti extra una volta terminato il percorso universitario. Ora, è garantito l’accesso a classi di concorso sia delle medie che delle superiori”. Digital Humanities, che in tutta Italia conta solo sette percorsi simili, rappresenta quindi un’opportunità da cogliere per quanti desiderino dedicarsi allo studio umanistico senza l’ansia costante di non sapere quale possa essere il futuro occupazionale. Già, perché detto dell’insegnamento della storia dell’arte e delle materie letterarie – che pure rappresenta il naturale ‘sfogo’ di chi segue questo percorso – offre anche altre prospettive. L’umanista digitale sarà un baluardo della cosiddetta digital transition che sta coinvolgendo le scienze umanistiche: se l’idea di stare dietro una cattedra non risultasse così attraente, ci si potrà gettare anima e corpo nel diventare “esperto in gestione digitale di risorse culturali, animatore digitale in ambito scolastico ed extrascolastico o promotore di processi di digitalizzazione”

Claudio Tranchino