“Mura e persone i soggetti della nostra quotidiana sfida. Procediamo con vigore in mezzo a mille difficoltà, dove il mondo giovanile è ingannato da una presunta formazione. Resistiamo alla falcidie degli abbandoni, incrementando gli iscritti. I nostri sono ‘giovani favolosi’, come il Leopardi del film di Martone (in parte girato tra queste mura) meritano qualcosa di più serio di percorsi formativi frustranti e fasulli”. Trascorsi 113 anni dalla nascita dell’Ateneo Suor Orsola Benincasa, per celebrarne i successi il Rettore Lucio d’Alessandro introduce il nuovo anno accademico in un clima di gioiosa e frenetica attività.
Il mondo giuridico, politico, accademico si è infatti riunito lunedì 3 novembre presso l’Aula Magna, sede della cerimonia inaugurale. Per citare solo alcune delle personalità di spicco intervenute: Fulvio Tessitore, Rosa Russo Iervolino, Guido Trombetti, Massimo Marrelli, Gaetano Manfredi, il Questore di Napoli Guido Maria Marino e il Presidente della Corte Costituzionale Giuseppe Tesauro, cui è stata affidata la Lectio inauguralis su “Il dialogo della Corte Costituzionale italiana con le Corti europee”. Il Rettore prosegue anticipando i progetti futuri: “sta iniziando un anno di svolta, frutto della nostra rivoluzione. Diamo infatti il via ad un progetto complesso e ambizioso che ha come obiettivo la valorizzazione e la conservazione del patrimonio della Cittadella monastica del Suor Orsola”. Interventi di recupero e messe in valore interesseranno le mura, le rampe, il portale storico e le chiese: “per un’apertura alla città e al turismo internazionale delle nostre bellezze storiche e artistiche, in procinto di diventare patrimonio Unesco. Previsto il restauro della quattrocentesca Cappella Pignatelli al Seggio di Nido, per la quale stiamo lavorando ad un’ipotesi di riallestimento che ne farà Porta del Sito Unesco Centro Storico di Napoli”. Ulteriore progetto riguarda il recupero di parte del Complesso di Trinità delle Monache: “che diventerà un presidio culturale nel cuore dei Quartieri spagnoli. Altre iniziative: il corso d’inglese in pillole, recitato dai nostri studenti e diffuso attraverso video nelle metropolitane e funicolari di Napoli; in più la versione demo dell’applicazione smartphone di visita alla Cittadella”. Fin qui si è detto delle mura: “ora vi parlerò delle persone. L’ANVUR ci ha qualificati eccellenze nella ricerca, che va in direzione dell’internazionalizzazione. Il risultato è dovuto ai singoli docenti e al personale non docente duttile e disposto ad accettare sfide e rinunce, come la dematerializzazione dell’offerta formativa disponibile attraverso portale. I nostri studenti vivono continue occasioni culturali e sono coinvolti in diverse esperienze”. Conclude dunque rivolgendosi ai ragazzi presenti: “uscirete fuori pronti a mettervi in gioco, tutto ciò che il Suor Orsola potrà fare per voi, l’avrà fatto per se stesso”.
In rappresentanza dei laureati eccellenti formatisi nell’Ateneo, Federica Acquaviva Coppola racconta la realizzazione di un sogno: diventare magistrato. “Rincorrere un sogno comporta sacrifici. Ho deciso prima di fare il magistrato e poi mi sono iscritta a Giurisprudenza. Durante il percorso ho avuto la fortuna di incontrare docenti illuminati, i quali mi hanno fatto capire che il mio era un sogno realizzabile. Il Suor Orsola riduce lo spazio tra professore e studente, questo è importante. Nel 2006 mi sono laureata e iscritta alla Scuola Superiore per Professioni legali. Nel 2012 ho vinto il Concorso in Magistratura ed oggi tiro le fila”. Il personale docente è stato sempre disponibile ad aprirle nuovi scenari: “ho avuto possibilità di uno stage al TAR, ad esempio, che mi ha permesso di lavorare al mio desiderio. Ho sempre pensato che, se non lavori al tuo sogno, il tuo sogno non sarà mai il tuo lavoro. Auguro a tutti che lo diventi”.
Da quarant’anni al Suor Orsola, anche Giuseppina Durazzo, rappresentante del Personale Tecnico e Amministrativo, desidera rendere i presenti partecipi della sua storia e del suo senso di appartenenza: “arrivata nel 1976 ho sempre sentito di appartenere all’Istituzione. Il senso di appartenenza è un fattore identitario, emotivo, psicologico, se ne possono solo creare le premesse. Quest’officina mi ha formato, è ricca di humus che si prende cura di ogni singolo studente, anche quando si è concluso il percorso di studi. È una filiera di didattica e ricerca, sulla quale vale la pena investire”.
Prima di iniziare la Lectio, il Presidente Tesauro ricorda con nostalgia l’appartenenza al luogo: “quanto sia legato a queste mura lo dice chiaro un ricordo: quello del cappellinaio. Era il posto dove mi sentivo meglio. Avevo una simpatia per una collega e la aspettavo lì davanti, per aiutarla ad indossare cappello e cappotto”. Motivo centrale del suo intervento: “l’Europa è una grande sfida di crescita e sviluppo. Pian piano stiamo imparando a vivere insieme tra diversi, così come stiamo trovando il giusto equilibrio giuridico tra il legittimo riconoscimento delle sovranità nazionali dei singoli Stati membri ed un sistema normativo europeo che rappresenti la giusta tutela dell’eguaglianza dei diritti inviolabili dell’individuo, soprattutto quando il singolo Stato non riesce a garantirli”.
Allegra Taglialatela
Il mondo giuridico, politico, accademico si è infatti riunito lunedì 3 novembre presso l’Aula Magna, sede della cerimonia inaugurale. Per citare solo alcune delle personalità di spicco intervenute: Fulvio Tessitore, Rosa Russo Iervolino, Guido Trombetti, Massimo Marrelli, Gaetano Manfredi, il Questore di Napoli Guido Maria Marino e il Presidente della Corte Costituzionale Giuseppe Tesauro, cui è stata affidata la Lectio inauguralis su “Il dialogo della Corte Costituzionale italiana con le Corti europee”. Il Rettore prosegue anticipando i progetti futuri: “sta iniziando un anno di svolta, frutto della nostra rivoluzione. Diamo infatti il via ad un progetto complesso e ambizioso che ha come obiettivo la valorizzazione e la conservazione del patrimonio della Cittadella monastica del Suor Orsola”. Interventi di recupero e messe in valore interesseranno le mura, le rampe, il portale storico e le chiese: “per un’apertura alla città e al turismo internazionale delle nostre bellezze storiche e artistiche, in procinto di diventare patrimonio Unesco. Previsto il restauro della quattrocentesca Cappella Pignatelli al Seggio di Nido, per la quale stiamo lavorando ad un’ipotesi di riallestimento che ne farà Porta del Sito Unesco Centro Storico di Napoli”. Ulteriore progetto riguarda il recupero di parte del Complesso di Trinità delle Monache: “che diventerà un presidio culturale nel cuore dei Quartieri spagnoli. Altre iniziative: il corso d’inglese in pillole, recitato dai nostri studenti e diffuso attraverso video nelle metropolitane e funicolari di Napoli; in più la versione demo dell’applicazione smartphone di visita alla Cittadella”. Fin qui si è detto delle mura: “ora vi parlerò delle persone. L’ANVUR ci ha qualificati eccellenze nella ricerca, che va in direzione dell’internazionalizzazione. Il risultato è dovuto ai singoli docenti e al personale non docente duttile e disposto ad accettare sfide e rinunce, come la dematerializzazione dell’offerta formativa disponibile attraverso portale. I nostri studenti vivono continue occasioni culturali e sono coinvolti in diverse esperienze”. Conclude dunque rivolgendosi ai ragazzi presenti: “uscirete fuori pronti a mettervi in gioco, tutto ciò che il Suor Orsola potrà fare per voi, l’avrà fatto per se stesso”.
In rappresentanza dei laureati eccellenti formatisi nell’Ateneo, Federica Acquaviva Coppola racconta la realizzazione di un sogno: diventare magistrato. “Rincorrere un sogno comporta sacrifici. Ho deciso prima di fare il magistrato e poi mi sono iscritta a Giurisprudenza. Durante il percorso ho avuto la fortuna di incontrare docenti illuminati, i quali mi hanno fatto capire che il mio era un sogno realizzabile. Il Suor Orsola riduce lo spazio tra professore e studente, questo è importante. Nel 2006 mi sono laureata e iscritta alla Scuola Superiore per Professioni legali. Nel 2012 ho vinto il Concorso in Magistratura ed oggi tiro le fila”. Il personale docente è stato sempre disponibile ad aprirle nuovi scenari: “ho avuto possibilità di uno stage al TAR, ad esempio, che mi ha permesso di lavorare al mio desiderio. Ho sempre pensato che, se non lavori al tuo sogno, il tuo sogno non sarà mai il tuo lavoro. Auguro a tutti che lo diventi”.
Da quarant’anni al Suor Orsola, anche Giuseppina Durazzo, rappresentante del Personale Tecnico e Amministrativo, desidera rendere i presenti partecipi della sua storia e del suo senso di appartenenza: “arrivata nel 1976 ho sempre sentito di appartenere all’Istituzione. Il senso di appartenenza è un fattore identitario, emotivo, psicologico, se ne possono solo creare le premesse. Quest’officina mi ha formato, è ricca di humus che si prende cura di ogni singolo studente, anche quando si è concluso il percorso di studi. È una filiera di didattica e ricerca, sulla quale vale la pena investire”.
Prima di iniziare la Lectio, il Presidente Tesauro ricorda con nostalgia l’appartenenza al luogo: “quanto sia legato a queste mura lo dice chiaro un ricordo: quello del cappellinaio. Era il posto dove mi sentivo meglio. Avevo una simpatia per una collega e la aspettavo lì davanti, per aiutarla ad indossare cappello e cappotto”. Motivo centrale del suo intervento: “l’Europa è una grande sfida di crescita e sviluppo. Pian piano stiamo imparando a vivere insieme tra diversi, così come stiamo trovando il giusto equilibrio giuridico tra il legittimo riconoscimento delle sovranità nazionali dei singoli Stati membri ed un sistema normativo europeo che rappresenti la giusta tutela dell’eguaglianza dei diritti inviolabili dell’individuo, soprattutto quando il singolo Stato non riesce a garantirli”.
Allegra Taglialatela







