“Quando mi sono iscritto non sapevo l’economia cosa fosse. Volevo lavorare nella City, ero interessato ai fenomeni finanziari, ma non sapevo in realtà cosa volesse dire. Così come penso che non lo sappiate neanche voi”, racconta il prof. Luigi Benfratello, del Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche (Dises) della Federico II. Poi si rivolge alla platea di studenti intervenuti alla presentazione dei Corsi di area economica offerti dai quattro Atenei napoletani: “Penso che non lo sappiate neanche voi”. E quindi spiega: “l’economia cerca di interpretare l’interazione tra soggetti economici, studia i comportamenti dei soggetti economici usando strumentazioni di tipo analitico, cioè la matematica e la statistica. Ma non lasciatevi spaventare da queste materie: non siamo ad ingegneria e la matematica non si usa certo a livelli avanzati”.
“Vi siete chiesti perché l’Ipod è il lettore più venduto nel mondo?- incalza il prof. Enrico Bonetti della Seconda Università – Questo è un problema complesso. Per rispondere bisogna analizzare tutto il contesto di riferimento: sociale, giuridico e finanziario. Anche questo significa studiare economia”.
Da Economia e Commercio, alle varie traduzioni di Economia Aziendale, fino al settore del turismo: sono diverse le opportunità offerte dagli Atenei campani e per i quali si è invitato gli studenti a raccogliere quante più informazioni possibili e a farsi un giro nelle sedi universitarie per chiarirsi meglio le idee.
Per lasciare più margine di errore ai giovani, molti Corsi hanno in comune il primo anno e alcuni esami del secondo. “Quello della Triennale è un Corso qualificante – spiega il prof. Mario Rosario Lamberti, Dipartimento di Economia, Management ed Istituzioni (Demi) sempre della Federico II – I Corsi dei due Dipartimenti economici della Federico II hanno in comune il primo anno e mezzo, e diventano minimamente specialistici solo dal secondo semestre del secondo anno”.
“Durante i primi semestri della Triennale troverete molti esami in comune tra Economia e Commercio ed Economia Aziendale, i due corsi attivi presso il nostro Dipartimento – assicura anche la prof.ssa Cristiana Donati per la Seconda Università – Se vi rendete conto che il percorso che avete scelto non incontra i vostri interessi potrete cambiare senza debiti”.
L’importante è non lasciarsi prendere dalla fretta, ma pensare a laurearsi con buoni voti. “Nessuno vi può garantire che con un titolo di studio troverete di sicuro un lavoro – avverte il prof. Marco Gherghi del Dises Federico II – Dipende da come vi laureate”.
Inoltre, è bene pensare fin dall’inizio ad un percorso quinquennale. “Con il titolo triennale si può trovare lavoro, se preso bene ma con pochissime prospettive di carriera”, specifica la prof.ssa Simona Catuogno del Demi Federico II. “Non pensate a finire in fretta la Triennale, anche se con tutti voti bassi, per poi iscrivervi di corsa alla Magistrale e pensare così di aver fatto bene – tiene a sottolineare allora il prof. Benfratello – Con una Triennale fatta male, farete male anche la Magistrale. Bisogna cercare di laurearsi in tempo, ma con buoni voti per poter poi avere successo anche nel biennio e trovare più facilmente lavoro. Il voto di laurea è essenziale”.
Un altro must per un laureato in Economia è naturalmente la conoscenza dell’inglese. Presso il Demi è attivo un curriculum sperimentale con corsi in lingua inglese, al quale si può accedere per merito. “I nostri Dipartimenti puntano molto sull’internazionalizzazione – evidenzia inoltre la prof.ssa Germana Scepi, della Federico II – fondamentale in un mercato globalizzato. Abbiamo diversi progetti per scambi con l’estero e ogni anno 50 dei nostri giovani partono per l’Erasmus”. “L’apertura ai contesti internazionali e gli stage presso aziende anche straniere sono tra i punti di forza dei Corsi della Parthenope”, illustra anche il prof. Flavio Boccia.
Con il titolo di studi in tasca e le carte in regole si possono ottenere ottimi risultati professionali, assicurano i docenti. “Quelle di Economia sono le lauree con maggior premio economico. Cioè i nostri laureati guadagnano più degli altri”, spiega con tanto di grafici la prof.ssa Scepi. “I nostri Corsi offrono quella elasticità mentale di cui oggi c’è bisogno per trovare un buon inserimento”, assicura anche la prof.ssa Antonella Miletti (Federico II).
Discorso a parte per chi sceglie il Corso proiettato sul turismo ed altamente professionalizzante dell’Università Suor Orsola Benincasa. “Chi è interessato agli aspetti economici, però non vuole studiare solo economia ma anche i beni culturali, può trovare nel nostro Corso Triennale un ottimo sbocco – spiega la prof.ssa Paola Villani – Gli esperti nel turismo culturale sono figure che mancano”. “Inoltre il numero limitato di studenti del nostro Ateneo – aggiunge il dott. Ettore Regina – ci permette di seguirvi in tutte le fasi del vostro percorso e anche dopo la laurea fino all’ingresso nel mondo del lavoro, attraverso un vero e proprio servizio di ‘collocamento’”.
Chi è interessato ad iscriversi ad un Corso dell’area economica, è bene che si inizi ad allenare per i test d’ingresso che sono selettivi per i Corsi di Economia della Federico II e autovalutativi per gli altri. “Sono tutti test del Cisia – spiega il prof. Domenico Salvatore della Parthenope – Non dovete spaventarvi: per la matematica dovrebbe essere sufficiente la preparazione dell’ultimo anno di liceo, per il resto delle materie è possibile allenarsi sul sito del Consorzio”.
“Vi siete chiesti perché l’Ipod è il lettore più venduto nel mondo?- incalza il prof. Enrico Bonetti della Seconda Università – Questo è un problema complesso. Per rispondere bisogna analizzare tutto il contesto di riferimento: sociale, giuridico e finanziario. Anche questo significa studiare economia”.
Da Economia e Commercio, alle varie traduzioni di Economia Aziendale, fino al settore del turismo: sono diverse le opportunità offerte dagli Atenei campani e per i quali si è invitato gli studenti a raccogliere quante più informazioni possibili e a farsi un giro nelle sedi universitarie per chiarirsi meglio le idee.
Per lasciare più margine di errore ai giovani, molti Corsi hanno in comune il primo anno e alcuni esami del secondo. “Quello della Triennale è un Corso qualificante – spiega il prof. Mario Rosario Lamberti, Dipartimento di Economia, Management ed Istituzioni (Demi) sempre della Federico II – I Corsi dei due Dipartimenti economici della Federico II hanno in comune il primo anno e mezzo, e diventano minimamente specialistici solo dal secondo semestre del secondo anno”.
“Durante i primi semestri della Triennale troverete molti esami in comune tra Economia e Commercio ed Economia Aziendale, i due corsi attivi presso il nostro Dipartimento – assicura anche la prof.ssa Cristiana Donati per la Seconda Università – Se vi rendete conto che il percorso che avete scelto non incontra i vostri interessi potrete cambiare senza debiti”.
L’importante è non lasciarsi prendere dalla fretta, ma pensare a laurearsi con buoni voti. “Nessuno vi può garantire che con un titolo di studio troverete di sicuro un lavoro – avverte il prof. Marco Gherghi del Dises Federico II – Dipende da come vi laureate”.
Inoltre, è bene pensare fin dall’inizio ad un percorso quinquennale. “Con il titolo triennale si può trovare lavoro, se preso bene ma con pochissime prospettive di carriera”, specifica la prof.ssa Simona Catuogno del Demi Federico II. “Non pensate a finire in fretta la Triennale, anche se con tutti voti bassi, per poi iscrivervi di corsa alla Magistrale e pensare così di aver fatto bene – tiene a sottolineare allora il prof. Benfratello – Con una Triennale fatta male, farete male anche la Magistrale. Bisogna cercare di laurearsi in tempo, ma con buoni voti per poter poi avere successo anche nel biennio e trovare più facilmente lavoro. Il voto di laurea è essenziale”.
Un altro must per un laureato in Economia è naturalmente la conoscenza dell’inglese. Presso il Demi è attivo un curriculum sperimentale con corsi in lingua inglese, al quale si può accedere per merito. “I nostri Dipartimenti puntano molto sull’internazionalizzazione – evidenzia inoltre la prof.ssa Germana Scepi, della Federico II – fondamentale in un mercato globalizzato. Abbiamo diversi progetti per scambi con l’estero e ogni anno 50 dei nostri giovani partono per l’Erasmus”. “L’apertura ai contesti internazionali e gli stage presso aziende anche straniere sono tra i punti di forza dei Corsi della Parthenope”, illustra anche il prof. Flavio Boccia.
Con il titolo di studi in tasca e le carte in regole si possono ottenere ottimi risultati professionali, assicurano i docenti. “Quelle di Economia sono le lauree con maggior premio economico. Cioè i nostri laureati guadagnano più degli altri”, spiega con tanto di grafici la prof.ssa Scepi. “I nostri Corsi offrono quella elasticità mentale di cui oggi c’è bisogno per trovare un buon inserimento”, assicura anche la prof.ssa Antonella Miletti (Federico II).
Discorso a parte per chi sceglie il Corso proiettato sul turismo ed altamente professionalizzante dell’Università Suor Orsola Benincasa. “Chi è interessato agli aspetti economici, però non vuole studiare solo economia ma anche i beni culturali, può trovare nel nostro Corso Triennale un ottimo sbocco – spiega la prof.ssa Paola Villani – Gli esperti nel turismo culturale sono figure che mancano”. “Inoltre il numero limitato di studenti del nostro Ateneo – aggiunge il dott. Ettore Regina – ci permette di seguirvi in tutte le fasi del vostro percorso e anche dopo la laurea fino all’ingresso nel mondo del lavoro, attraverso un vero e proprio servizio di ‘collocamento’”.
Chi è interessato ad iscriversi ad un Corso dell’area economica, è bene che si inizi ad allenare per i test d’ingresso che sono selettivi per i Corsi di Economia della Federico II e autovalutativi per gli altri. “Sono tutti test del Cisia – spiega il prof. Domenico Salvatore della Parthenope – Non dovete spaventarvi: per la matematica dovrebbe essere sufficiente la preparazione dell’ultimo anno di liceo, per il resto delle materie è possibile allenarsi sul sito del Consorzio”.







