Letteratura Italiana uno degli esami più impegnativi per gli studenti di Lettere. Come affrontarlo? “Lo studente dovrebbe armarsi di carta e penna e provvedere a sunteggiare o a fare degli schemi che successivamente potranno aiutarlo nel ripetere lo studio del manuale. Non sarebbe male anche uno sforzo per imparare le date di nascita e di morte degli autori”, suggerisce il prof. Raffaele Giglio. Il programma è molto vasto. Dunque occorre organizzarsi. “Un consiglio di elementare buon senso è quello di graduare lo studio, voglio dire molte centinaia di pagine vanno distribuite nel tempo e non affrontate a stretto ridosso dell’esame. Questa graduazione nel tempo permette di non essere sopraffatti dalla materia” dice il prof. Antonio Palermo. Una notizia rasserenante per gli ascoltatori di Radio Kiss Kiss Napoli- studenti di Lettere (entrambi i docenti sono stati intervistati da Ida Di Martino): l’esame verte “esclusivamente sugli autori maggiori. Nessuno di noi va a chiedere i minori ai quali su un testo della letteratura sono dedicati cinque-sei righe”, puntualizza il prof. Giglio. Il programma, spiega il prof. Palermo “consta di due parti essenziali, ben distinte l’una dall’altra. Una parte istituzionale nella quale viene richiesto lo studio della storia della letteratura e qui naturalmente si fa riferimento ai testi più accreditati, magari già usati a scuola, oggi c’è una larga circolazione del manuale di Ferroni, qualche anno fa quello Petronio. Il manuale cambia da cattedra a cattedra in relazione anche, e questo è l’elemento distintivo, a quella che viene chiamata la parte monografica. Il corso monografico che ciascun docente è tenuto a svolgere e che muta di anno in anno è dedicato ad un particolare argomento. Nel mio caso, quest’anno, ho svolto un corso che ho intitolato ‘L’idea civile di letteratura nell’Ottocento italiano’”. La prova d’esame con il prof. Giglio parte dalla lettura di un brano di un classico che lo studente ha scelto, poi il commento: “se è un testo poetico si pongono domande relative alla metrica; se è un testo di prosa, invece, sulla retorica. Dal brano si passa con paragoni e per accenni ad esaminare altri autori della letteratura italiana”. Episodi curiosi in sede d’esame: “ce ne sono tantissimi”. Una premessa: “gli studenti non adoperano più la lingua italiana ma i segni matematici”. Cosi scrivono invece di per il segno ics. “Un giorno ho ascoltato dalla viva voce di un ragazzo che uno dei fedeli compagni di Giuseppe Garibaldi era Nino Biperio, ovvero Nino Bixio. Per lui la ics equivaleva al per !”.







