A 66 anni si iscrive all’università

Un amore sbocciato in ritardo, ma non per questo meno intenso. E’ quello tra  Antonio Manganiello e la Fisica. 
Sessantasei anni, nato a Camposano – un centro di cinquemila anime a qualche chilometro da Nola, il signor Manganiello è probabilmente la più anziana matricola di Fisica in tutta Italia. Si stacca per qualche minuto dai libri – sta preparando con grande impegno l’esame di Fisica – e racconta la sua storia curiosa. “Mi sono iscritto lo scorso autunno, quando sono tornato a Camposano dopo trent’anni trascorsi a Vicenza. Sono perito industriale ed in Veneto ho trascorso una vita di lavoro, fino a dirigere una azienda di trasformatori elettrici di Vicenza. Lo scorso anno sono andato in pensione e mi sono separato da mia moglie. Sono tornato in Campania e mi sono detto: devi trovare qualcosa che ti impegni. Leggere il giornale sulle panchine è bello un giorno, due ed anche tre. Poi diventa una noia infinita. Non sono stato più a pensarci: sono andato in segreteria, ho ritirato i moduli e mi sono immatricolato. Ho scelto il corso di laurea in Fisica perché, dopo aver fatto il tecnico tutta la vita, avverto il bisogno di affrontare qualcosa che vada oltre, che stia dietro la pura e semplice tecnica. E poi  alcuni principi fisici, sia pure ad un livello di approfondimento diverso, li ho già incontrati nel corso della mia attività professionale”. 
Forte di queste buone intenzioni, dell’approvazione delle sorelle e della figlia – laureata a Vicenza in Scienze statistiche – e del sostegno degli amici di Camposano, il signor Manganiello ha iniziato in autunno la sua nuova vita, quella da studente universitario. “Il primo impatto con la disciplina è stato duro- ricorda- Tornare a studiare dopo oltre quarant’anni è davvero difficile. Mi hanno aiutato la solidarietà dei docenti ed il sostegno dei ragazzi, degli studenti. Mi chiamano nonnino ed io sono ben felice di avere dei nipoti come loro: coscienziosi, seri, impegnati e responsabili. E’ stato davvero una sorpresa positiva: credevo che l’Università fosse frequentata da bambinoni ed invece ho trovato persone mature”. 
Giorno dopo giorno, mattina dopo mattina, nel corso di tutto il primo semestre è uscito di casa di buon’ora, per andare a Monte Sant’Angelo a seguire le lezioni, le esercitazioni ed i laboratori. “Rispetto al primo semestre adesso i ritmi sono un po’ meno serrati – sottolinea- Abbiamo il giovedì ed il sabato liberi. Prima, invece, si seguiva sei giorni su sette”. La disciplina più ostica, fino a questo momento? ”Direi certamente la Matematica. Rispetto a quando io sedevo tra i banchi di scuola è completamente cambiato il sistema di insegnamento. Io ho studiato negli anni quaranta e cinquanta, quando l’insiemistica non esisteva”. La più interessante? ”Certamente la Fisica”. A giugno il primo appuntamento con gli esami. ”Conto di dare quello di Fisica; a settembre, invece, spero di superare Matematica. L’emozione sarà grande, c’è da giurarci, ma mi sto preparando coscienziosamente. Seguo e poi studio a casa tre ore circa, ogni giorno. Di più non posso, perché rispetto ai miei colleghi più giovani mi stanco facilmente”. 
Nei primi mesi di studente non sono mancati i momenti di scoramento. ”Qualche volta capita che mi chieda chi me lo abbia fatto fare. L’impegno è duro; molto interessante, ma anche molto faticoso. Succede, per esempio, quando non riesco a venire a capo di un determinato fenomeno fisico. Comunque sono attimi che passano subito. Anche perché, almeno così mi piace pensare, finché c’è voglia di studiare significa che c’è buona salute”. 
Fabrizio Geremicca
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