A Lingua Inglese aumenta il livello del test

Gli studenti di inglese sono quelli più scoraggiati in vista della sessione estiva. “Sono andata persino a Wimbledon per un mese per studiare in una scuola straniera e a ripetizioni da una madrelingua inglese, ma non sono mai riuscita a superare l’esame di Lingua inglese I. Non mi sembra giusto che l’Università ci dia solo tre volte all’anno la possibilità di sostenere lo scritto delle lingue persino a noi fuoricorso. Ho chiesto alla mia docente di poter sostenere Inglese I e II entrambi a giugno, ma non è possibile. Se sono fortunata, finirò con Inglese III a gennaio dell’anno prossimo e intanto le tasse e l’avvilimento aumentano. Io non capisco davvero perché aumentare il livello di una prova se soltanto nel mio gruppo, all’esame di gennaio, ci siamo presentati in 80 ed erano solo 19 i promossi, tanto più facile superare Arabo e Coreano che Inglese ormai, almeno lì si parte da un livello elementare”, afferma Eva Accardo, immatricolata in origine all’ex Corso di Laurea in Linguaggi multimediali e informatica umanistica. Le fa eco una collega scherzando: “per le prove scritte di Lingua inglese I e II, bisogna ripetere bene solo il libro delle preghiere, però, se si vuole avere maggiore probabilità di superarlo, consiglio di rispolverare un po’ anche il rosario”. 
Il dettato nella
prova scritta
di Lingua
Francese I e II
Lingua e Linguistica francese I e II sono gli unici esami a prevedere come primo step un dettato nella prova scritta. “Gli strumenti informatici sono fondamentali, infatti è previsto un percorso di 20 ore di autoapprendimento presso il laboratorio del CILA (Centro Interdipartimentale di servizi Linguistici e Audiovisivi) che fornisce moltissimo materiale su cui esercitarsi, tra cui le letture registrate dai nostri madrelingua per la trascrizione del dettato. Così, se uno studente non ha la possibilità di seguire tutte le loro lezioni, al CILA può imparare a conoscere la loro pronuncia prima dell’esame. Chiaramente, non tutti i nostri lettori sono francesi di Parigi, della cosiddetta France hexagonale (Francia esagonale): alcuni hanno studiato al Québec, altri provengono dal Nord Africa e ognuno di loro conserva delle abitudini prosodiche individuali. Al terzo anno le cose si complicano, nello scritto conta molto la composizione e subentra più linguistica nel colloquio orale mentre i madrelingua nelle loro lezioni hanno puntato di più sulla traduzione”, spiega Claudia Attianese, studentessa iscritta a Lingue, Letterature e Culture dell’Europa e delle Americhe. 
Non preoccupano gli orali con i lettori, soprattutto perché la prova scritta superata ha validità per almeno un anno e si hanno tre appelli a disposizione per sostenerli. “Se si supera lo scritto, il colloquio è una passeggiata. In molti esami, i madrelingua fanno leggere un articolo e lasciano qualche minuto per elaborare mentalmente un discorso. Dopodiché viene valutata la lettura di qualche paragrafo e ci viene posta qualche domanda di grammatica sui tempi verbali o la funzione di alcune parole. La conversazione spazia su più argomenti e mira alle domande personali, come i nostri progetti futuri. Così funziona a Spagnolo, Tedesco e Francese per il primo e il secondo anno”, commenta Gianluca Catalano, iscritto a Mediazione linguistica e culturale.
Esami
propedeutici
a Mediazione
linguistica
e culturale
Se l’incubo ricorrente della maggior parte degli studenti di Lingue europee resta l’esame di Inglese, è Linguistica generale la materia più ostica a Mediazione linguistica e culturale: “Linguistica generale è un punto cruciale nel nostro piano carriera e pone le basi per tantissimi altri esami. La difficoltà più grande consiste negli esercizi di fonetica, come la trascrizione di alcune parole dall’italiano all’Alfabeto Fonetico Internazionale (IPA). Per allenarsi esiste solo Internet, perché la fonetica non ci viene spiegata nel dettaglio durante il corso”, fa presente la studentessa Federica Coppola e continua: “l’unico modo per passarlo è memorizzare tutti i nomi delle variazioni e teorie linguistiche e cercare di entrare il più possibile nel ragionamento dei vari linguisti, del loro tempo e delle teorie. Consiglio sempre di seguire i corsi per gli esami di Linguistica o in alternativa di esercitarsi sulle prove che fornisce il CILA, che ha una raccolta di tutte le domande più frequenti nelle sessioni degli ultimi 7 anni. I libri non servono, ogni professore chiede ciò che ha spiegato. La prima volta che sostenni l’esame non lo passai e li avevo studiati tutti. La seconda volta non li ho neanche aperti e, concentrandomi solo sulle spiegazioni del corso, l’ho superato con un bel voto”. 
Linguistica generale è propedeutico al secondo anno per Linguistica applicata, Multiculturalità e apprendimento linguistico e Traduttologia generale e al terzo anno per Lessicografia e Lessicologia ed Etnolinguistica. “Anche a Linguistica applicata il problema è il linguaggio settoriale. In più, gli argomenti sono abbastanza complicati e richiedono molta logica. Consiglio di curare molto la parte che riguarda i concetti e i processi grammaticali, con esempi in lingua italiana, così da dimostrare in sede di esame di non aver studiato superficialmente”, suggerisce Grazia Giordano. Aggiunge la collega Marianna Cefariello: “a Linguistica applicata, anche saper usare il computer è importante perché i professori pretendono da noi dimestichezza con le raccolte di testi online, i cosiddetti corpora, che sono rappresentativi dell’italiano attuale e vengono aggiornati periodicamente in base alle variazioni che l’italiano subisce negli anni. Imparate ad usare bene siti come quelli del CORIS, ossia corpus di italiano scritto (http://corpora.dslo.unibo.it/coris_ita.html)”. Aggiunge Anna Cifali: “non bisogna accumulare gli esami di Linguistica uno in fila all’altro, sostenere Linguistica applicata e Traduttologia generale insieme nella sessione estiva sarebbe un incubo, perché ci sono troppe teorie e definizioni che si confondono. La traduttologia è un campo di studi recente e si ricollega a moltissime altre discipline, come l’informatica, la semiotica e la filosofia del linguaggio, per questo motivo schematizzate ogni passaggio”. 
Pongono meno problemi gli esami di linguistica del terzo anno: “per Etnolinguistica bisogna scrivere una tesina su un argomento a piacere. Scegliete bene perché il nostro docente è specialista nelle lingue del Sud America e si interessa molto alle tesine più particolari, come quelle sui modi di dire o le ricette di piatti tipici stranieri. Non siate banali nella scelta del vostro topic e consiglio di non sostenere l’esame al primo appello ma prendere un po’ di tempo, perché ci sono troppi studenti e per concordare il tema della tesina in anticipo ai ricevimenti si perdono intere giornate. Non sottovalutate i saggi in spagnolo e in inglese e aiutatevi in gruppo se non conoscete queste lingue. Anche il programma di Lessicografia e lessicologia prevede delle dispense in inglese, perché in Italia esistono pochissimi manuali su questi nuovi insegnamenti, quindi siamo costretti ad apprendere la terminologia in inglese, mentre in italiano non sapremmo nemmeno come tradurla”, illustra la studentessa Fabiola Aiello.
Filologia,
Filosofia e
Diritto
Tra gli esami più incresciosi per gli studenti di Lingue vi sono quelli di ambito filologico, perché riprendono la linguistica: “l’esame di Filologia germanica non è da sottovalutare. Il programma è molto vasto ma la parte peggiore è quella che riguarda le variazioni fonetiche di alcune parole prese da lingue come ad esempio lo svedese e l’antico nordico di cui molti studenti non hanno alcuna base. Il mio consiglio è quello di allenare la memoria costantemente perché anche una vocale può fare la differenza”, commenta Teresa Merone, ex studentessa di Lingue, Lettere e Culture comparate. “Filologia germanica è stato l’esame più brutto della mia carriera, perché è come studiare un’altra lingua per di più antica. Nel mio caso, studio Giapponese e anche le lingue orientali non sono da meno, perché se non ci si impegna costantemente l’esame non si supera. Ma almeno la grammatica e i kanji, cioè gli ideogrammi che ci sono richiesti allo scritto, rappresentano la lingua attuale”, commenta Cristian Picardi, studente di Lingue, Lettere e Culture comparate. “All’esame di Filologia germanica mi fecero delle domande sulla prosa alto tedesca antica e non la ricordavo, perché il programma è talmente dettagliato che sembra un’assurdità imparare ogni singola cosa! Occorre conoscere per ogni fenomeno linguistico un paio di esempi perché i professori ci tengono molto”, replica la studentessa Giovanna Mazzarella di Lingue, Letterature e Culture dell’Europa e delle Americhe. Continua la collega Chiara Di Luca: “ho seguito due volte il corso di Filologia romanza, perché la prima volta saltai alcune lezioni e in sede d’esame queste si dimostrarono importantissime, perché il nostro docente si era soffermato su alcuni testi che nei libri non erano presenti. I frequentanti hanno sempre una marcia in più”.
Anche gli esami di filosofia non sono un ostacolo facile da superare per tutti: “per esami come Filosofia del linguaggio consiglio di allenare la memoria senza dubbio, ma essere pronti anche al ragionamento, perché le domande non sono mai scontate e spesso non hanno una sola possibile risposta”, riprende Teresa. “Se non si ha una buona base di filosofia teoretica studiata al liceo o nozioni sulla video arte, si fa difficoltà a stare al passo con i docenti di Estetica”, sottolinea Giovanna. 
Estranei alla panoramica linguistica sono gli studenti di Scienze politiche, per i quali gli esami più gravosi in vista della sessione estiva si riconfermano Economia e Diritto: “gli esami più difficili che ho dovuto affrontare sono quelli relativi alle materie economiche, soprattutto se legati alla valutazione dei fondi strutturali, e quelli relativi alle materie giuridiche dell’area privata: quindi Diritto privato, commerciale e bancario. Consiglierei di affrontare queste materie con tutta la passione di cui si è capaci, poiché rappresentano un’importante carta per una maggiore professionalizzazione del proprio percorso di studi”, conclude Dario Pezzella, iscritto al Corso di Laurea Magistrale in Studi Internazionali.
Sabrina Sabatino
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