Fobia per formule e numeri al primo anno del Corso di Laurea in Medicina. La si percepisce chiaramente parlando con i tanti studenti che hanno scelto di partecipare alle attività di tutorato iniziate lo scorso 19 novembre nell’Aula E dell’edificio 5 del Policlinico. In molti fanno mea culpa, adducendo le difficoltà in aula a una scarsa preparazione pregressa. Capire come applicare le formule, abituarsi a esporre in pubblico e studiare in gruppo alcune delle motivazioni che hanno spinto matricole e non ad affidarsi alle spiegazioni di un tutor. Benedetta, matricola di Medicina: “ho pensato sarebbe stato utile avere un aiuto in più su materie come Statistica e Fisica che ho affrontato poco o mai prima d’ora. È importante soprattutto per gli esercizi”. Alle lezioni di tutorato, i frequentanti saranno divisi in piccoli gruppi: “ognuno dovrà preparare un argomento assegnato ed esporlo agli altri. Per lo scritto, invece, svolgiamo esercizi che vengono corretti di volta in volta. È importante per chiarire dubbi o aiutare chi ha più difficoltà. Lo trovo interessante”. Chiederà un aiuto anche per Statistica: “ha un linguaggio tutto suo. Si tratta di una materia fatta interamente di ragionamento. Per quanto sia affascinante, il primo impatto è duro. Il tutorato è un supporto molto utile. Offre una possibilità in più a chi si sente insicuro. Fa arrivare all’esame con l’anima in pace”. Più di trenta gli studenti in aula. Tonia, iscritta al primo anno: “il problema è capire come applicare le formule e come svolgere gli esercizi. Fisica è un esame che preoccupa particolarmente. Ho notato che al tutorato ci sono anche ragazzi di anni successivi al primo”. Tra loro, uno studente del quarto anno spiega: “è un modo per ricominciare a studiare e ritrovarmi in gruppo. Non seguendo più il corso è un modo per ripetere insieme”. Gli esercizi sono la spada di Damocle di Giuseppe: “Fisica e Statistica mi preoccupano particolarmente per l’approccio. Il tutorato è utile, ma dipende anche dal numero dei frequentanti. Al primo incontro eravamo in tanti e non c’erano posti per tutti”. Stesso problema per Anna Teresa Iervolino che ha già raccolto preziose indicazioni per Statistica: “mi è stato detto di non farmi spaventare dalle formule, ma di valutare bene le variabili e capire il vero significato delle operazioni. Sono qui soprattutto per gli esercizi”. Per il momento non si avvarrà dell’opportunità Francesco: “ho seguito solo una lezione, spinto dalla curiosità. Lo ritengo un supporto utile e fondamentale che non solo andrebbe previsto per tutte le materie, ma dovrebbe essere articolato in più di un incontro a settimana. In aula il professore in poche ore cerca di trasferire le basi. Il tutor può favorire l’approfondimento”. Individua altri punti di forza Anna: “ti obbliga a studiare di volta in volta. Qui chiariamo i dubbi che sorgono durante la settimana”. Esponendo agli altri alcuni argomenti imparati a casa: “è un modo per fissare meglio i concetti e abituarsi all’esposizione”.







