Alfabetizzare ai termini di finanza, uno degli obiettivi del corso di Economia Aziendale

“Negli ultimi anni gli studenti – il nostro bacino di utenza è prevalentemente composto da giovani di alcuni Istituti linguistici di Napoli e di Pomigliano d’Arco, dal Convitto Nazionale e dai licei scientifici di Napoli centro – sono sempre più educati ed attenti. L’utenza è migliorata di molto, a dispetto di quanto spesso si dice dei giovani di oggi!”, afferma il prof. Alessandro Scaletti, docente di Economia Aziendale al Corso di Laurea in Management delle Imprese Internazionali (Dipartimento di Studi Aziendali ed Economici). 
Le lezioni del professore sono seguite da circa 300 studenti. Nonostante i numeri elevati, si riesce a mantenere alto l’interesse grazie anche agli strumenti tecnologici. L’aula è capiente “ed attrezzata con videoproiettori, per cui per ogni blocco di 50 studenti c’è un pannello su cui vengono proiettate le slide, gli esercizi svolti alla lavagna o il materiale utilizzato per fare lezione”.
Non sono previste prove intercorso ma diverse esercitazioni in aula “durante le quali riesco a saggiare la preparazione degli studenti; le lezioni, inoltre, sono molto interattive”.
Tra le attività svolte durante il corso, che si conclude a dicembre, anche diversi seminari. L’ultimo con Rosario Napolano, dirigente di Banca Patrimoni, sul tema dell’alfabetizzazione dei termini di finanza, come spread e tassi d’interesse, cioè uno dei principali obiettivi formativi dell’insegnamento, in quanto, “ad eccezione dei ragazzi che provengono dagli istituti tecnici, dove però si fa soprattutto la parte tecnica, per gli altri si tratta di una materia completamente nuova. Così spesso l’utilizzo dei termini finanziari avviene in maniera impropria, anche perché la nostra lingua e la nostra cultura hanno  sedimentazioni di tipo giuridico e letterario. Termini come ‘imprenditore’ o ‘profitto’ spesso assumono addirittura un’accezione negativa”.
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