Premio Cozzarelli ad un gruppo di entomologi del Dipartimento di Agraria della Federico II. Istituito dalla National Academy of Sciences degli Stati Uniti d’America, accademia più prestigiosa al mondo nel settore scientifico, dal 2005 viene attribuito ogni anno a sei lavori pubblicati sulla rivista ‘Proceedings of the National Academy of Sciences USA’. “Qui hanno scritto i più importanti Premi Nobel. È una rivista paragonabile a Science, cui vengono sottoposti 4.000 lavori l’anno. Il nostro è stato il migliore al mondo nell’area scientifica applicata al settore biologico, agricolo e delle scienze ambientali, risultato mai raggiunto prima in Italia”, afferma il prof. Francesco Pennacchio, coordinatore dell’importante ricerca che ha visto protagonisti Gennaro Di Prisco, Paola Varricchio, assegnisti presso l’Ateneo, ed Emilio Caprio, ricercatore, che hanno lavorato in collaborazione con studiosi delle Università di Bologna e Udine: Valeria Cavaliere, Desiderato Annoscia, Francesco Nazzi, Giuseppe Gargiulo. I vincitori voleranno a Washington il 27 aprile per ricevere l’ambitissimo Premio. Il titolo inglese della fortunata ricerca è ‘Neonicotinoid clothianidin adversely affects insect immunity and promotes replication of a viral pathogen in honey bees’. “L’argomento ha interessato per anni l’opinione pubblica e la comunità scientifica. Il nostro lavoro è stato visualizzato più di 20 mila volte. Abbiamo ricevuto richieste d’interviste da tutto il mondo”, continua il docente, che spiega in parole povere in cosa consiste. “Le api hanno un ruolo fondamentale negli ecosistemi, poiché senza di loro non avremmo l’impollinazione. In più parti del mondo, ormai da diversi anni, a fine inverno scompaiono. La nostra ricerca fa luce sulle modalità con cui una molecola insetticida, appartenente alla classe dei neonicotinoidi, limitando le difese immunitarie dell’ape, favorisce l’insorgenza di gravi infezioni virali che provocano la morte degli insetti”. L’argomento ha generato un acceso dibattito tra case farmaceutiche e ambientalisti. “Le api da miele sono esposte a diversi fattori di stress biotici e abiotici, che possono indurre perdita di colonie, spesso associata ad elevati livelli di infezione di agenti patogeni. In ogni caso, il collegamento tra esposizione all’insetticida e la possibile alterazione immunitaria delle api resta sfuggente”. Nella ricerca viene pertanto descritto il meccanismo molecolare attraverso il quale “l’esposizione al neonicotinoide Clothianidin influisce negativamente sulle difese immunitarie degli insetti, inducendo a replicare questi agenti patogeni virali, che determinano infezioni mortali”. Grande soddisfazione dunque per il team che lavora da anni al progetto: “per ogni ricercatore è ordinario scoprire qualcosa. Ricevere un tale riconoscimento per il proprio lavoro invece è straordinario, va al di là delle più rosee aspettative ed è motivo d’orgoglio per il nostro Ateneo”.
Api e insetticida: prestigioso premio per un gruppo di entolomologi di Agraria
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