Tempo d’esami a Biotecnologie per la salute per gli studenti fuoricorso e per chi concluderà il terzo anno il prossimo marzo. Il 23 novembre non pochi studenti hanno affrontato la prova scritta di Patologia generale. Trenta domande a risposta multipla, con cinque opzioni per ogni quesito, hanno composto la prova preparata dai professori Gerolama Condorelli e Domenico Grieco. Nella stessa giornata: correzione dei compiti e comunicazione dei risultati. Ha portato a casa un ventotto Chiara, soddisfatta per un risultato che finalmente le spalanca le porte verso la corona d’alloro: “le domande erano poste in modo abbastanza chiaro. Penso di aver sbagliato qualcosa per distrazione, ma non importa. Sono felice perché è l’ultimo esame. Adesso posso pensare alla laurea”. Concluderà il percorso con Irene, sua compagna di studio arrivata allo sprint finale con un po’ di fiatone: “non ho studiato molto perché in concomitanza avevo da preparare anche altri esami. Per questo mi reputo soddisfatta di un ventiquattro ottenuto concentrandomi e sfruttando al meglio il tempo a disposizione. Sono felice perché era l’ultimo. Adesso si pensa alla laurea!”. Esame superato con ventisette da Mariagrazia: “per problemi di media non avrei accettato di meno. Non vorrei compromettere tutto il lavoro fatto finora. Adesso mi mancano gli ultimi due esami, poi potrò pensare alla tesi”. Sull’esame di Patologia: “non ho trovato un argomento particolarmente difficile. Le parti composte da più tipi di sintomatologie o più complesse a livello di strutture erano più ostiche, ma comunque fattibili”. La struttura della domanda il problema numero uno per Stefano Buonomo: “la risposta multipla è un aiuto nel momento in cui le alternative di risposta sono abbastanza chiare. Alcune, a mio avviso, non lo erano del tutto e possono aver creato confusione”. Ventidue il risultato ottenuto: “è stato difficile memorizzare tutte le molecole”. Si è fermata a ventitré una sua collega del terzo anno: “mi ha abbassato la media, ma l’importante adesso è finire”. Non manca il mea culpa: “l’esame era fattibile, bastava soltanto studiare di più per ottenere un risultato migliore. Mi ha messo in difficoltà soprattutto la parte di Fisiopatologia”. Spiega il perché: “lo studio individuale è stato concentrato sulle slide, quindi era più complesso mettere insieme tutti gli argomenti, a maggior ragione perché non ho avuto la possibilità di seguire assiduamente le lezioni. Sarebbe stato preferibile adottare un libro di testo”. Rammarico per un’altra studentessa, fermatasi a un passo dal traguardo: “ho preso diciassette. Avrei potuto fare di più ma l’ho preparato in poco tempo per problemi personali”. Le mancano tre esami alla laurea. Proposito per il futuro: “studiare bene tutto il programma. Credo che la parte di Patologia sia più fluida, l’altra, incentrata sulla Fisiopatologia, è un po’ più mnemonica”. Sulla risposta multipla: “è una difficoltà, soprattutto per me che non sono fortunata. Ho sbagliato quasi tutte quelle per le quali ero indecisa, complice anche l’ansia. Preferirei di gran lunga l’orale. Credo permetta di esprimere molto meglio ciò che si conosce. Purtroppo qui da noi questa è una modalità d’esame molto frequente già dal primo anno”.







