Accesissimo il dibattito del 29 settembre nell’Assemblea degli Studenti di Economia. Il tema: le modifiche riguardanti il nuovo calendario accademico, che tanto sta facendo discutere corsisti e fuori corso. Le rappresentanze studentesche NOU-Nuovi Orizzonti Universitari e ListaGram si sono pertanto riunite per esporre agli studenti i vantaggi delle modifiche apportate e raccogliere firme per consentire maggiori agevolazioni ai fuori corso. La critica più aspra degli studenti riguarda lo slittamento delle sessioni d’esame di aprile e novembre: “decisione presa nei Consigli di Dipartimento di marzo e non comunicata a noi. Dov’erano i rappresentanti quando avrebbero dovuto renderci partecipi della novità? Ci troviamo di fronte ad un accorpamento delle sessioni di dicembre, gennaio e febbraio, perché non ne sapevamo niente? Le informazioni non si diffondono dietro un computer, l’Università è qui, in mezzo agli studenti. E, soprattutto, perché è stata votata questa discutibile decisione dalle rappresentanze in Consiglio?”, lamenta Luca. “I docenti avevano proposto quattro sessioni, invece delle sei attuali. In Consiglio la rappresentanza studentesca è troppo esigua per impedire decisioni, si può soltanto cercare di discuterne e arginare il problema al momento”, risponde Ruben Santopietro, presidente dell’Associazione ListaGram. “L’adeguamento del calendario accademico alle altre Università deriva da un’esigenza di ridurre i fuori corso, eliminando il salto d’appello. La percentuale di questi è elevatissima, circa il 40%, che fa di noi un Ateneo a basso gradimento nazionale. Questa che oggi sembra una privazione, a lungo termine porterà benefici”, afferma il rappresentante in Senato Accademico Tommaso Petito. La proposta alternativa all’attuale stato di cose, valida solo per i fuori corso, consiste in una raccolta firme cartacea, volta a ripristinare le sessioni di aprile e novembre, così com’erano prima del cambiamento: “entro la prima metà di ottobre dobbiamo raggiungere un numero di firme adeguato da sottoporre al Rettore. Organizzeremo banchetti all’entrata di Palazzo Pacanowski tutti i giorni. In più chiederemo, tramite comunicato e circolare ai Consigli di Dipartimento, per tutti gli studenti, un accordo bonario, cui i docenti si dovranno attenere per ridurre il problema dei fuori corso, nel nostro e nel loro interesse, ovvero: dovranno mostrare maggiore elasticità (specialmente con chi sta per laurearsi) nel concedere una data in più d’esame o una riduzione del programma, a seconda dei casi”, prosegue. Suscita qualche perplessità la raccolta firme: “spero non faccia la stessa fine della stessa raccolta per l’aggiunta di aule studio. Me ne sono occupato personalmente, insieme ad Ernesto Sica, e si è risolta in un nulla di fatto. La richiesta è stata ignorata dagli organi competenti cui era stata sottoposta”, ribatte Luca. “Protocolleremo nuovamente la richiesta di aule al Consiglio Nazionale degli Studenti, in modo che non possa più essere ignorata. Chiederemo inoltre nei Consigli, a lungo termine: la riduzione delle tasse per i fuori corso e una sessione speciale di laurea a dicembre”, risponde Petito.







