Aule T: bagni sporchi ed allagati, piove a lezione

T come trascurato, t come tralasciato, t come Aule T. Sembra proprio che nella lettera utilizzata per identificare le aule ubicate nell’edificio 8, aulario B, del complesso universitario di Monte Sant’Angelo sia racchiusa la realtà stessa del luogo. A raccontare il disagio che si vive nelle aule che vanno dalla T7 alla T10 e nel frequentarne gli ambienti circostanti sono gli studenti del primo anno dei Corsi di Laurea in Ingegneria Chimica e in Ingegneria Navale. Marco, di Ingegneria Chimica, afferma: “A livello didattico non abbiamo alcun problema. I professori sono sempre disponibili e disposti a rendere la lezione il più semplice possibile. I calendari dei corsi sono organizzati bene perché consentono di riposare e di non seguire troppe ore di lezione nello stesso giorno. I corsi, inoltre, non sono troppo affollati e il posto a sedere si trova sempre”. L’entusiasmo dello studente, però, si affievolisce quando si parla delle strutture: “ci sono delle perdite dal soffitto in tutta la zona che ospita le aule T e i bagni emanano un cattivo odore anche se vengono puliti”.
A confermare le condizioni non ottimali dei servizi igienici, Iolanda, iscritta ad Ingegneria Navale: “Sì, è vero. I bagni vicino alle aule T sono sporchi, puzzolenti, non curati. Il cattivo odore si sente addirittura a qualche metro di distanza dall’entrata del bagno. Le mie colleghe ed io, quando possiamo, siamo costrette a raggiungere i bagni adiacenti alle aule di Economia, che sono molto più decenti”.
Tra le aule, quella più disagiata sembra essere la T10. “Seguo soprattutto in quest’aula, in cui vi è una grande infiltrazione d’acqua. Ogni volta che piove, alcuni posti a sedere non possono essere utilizzati”, racconta Maria, studentessa di Ingegneria Chimica. Poi, continua, “la situazione è resa ancora più grave e stomachevole dalla puzza che proviene dai bagni. È possibile avvertire il tanfo già dalla mia aula (che si trova al capo opposto del corridoio) in tutte le ore, dalla mattina alla sera. Non è un problema di sporcizia quotidiana, ma è causato dal degrado in cui versano quei locali e, probabilmente, da qualche tubatura andata. L’odore è così insopportabile che, talvolta, siamo costretti ad utilizzare i bagni al piano inferiore. Per chi come me passa gran parte del suo tempo all’Università, frequentare dei luoghi che siano almeno in condizioni accettabili dovrebbe essere un requisito basilare”.
Valerio, matricola di Ingegneria Chimica, fornisce una vera e propria lista di problemi: “Mancanza di impianti di riscaldamento per l’inverno. Mancanza di finestre apribili per far passare l’aria specialmente in estate. Siamo costretti ad aprire le porte di emergenza. Spesso mancano le sedie, non quelle fisse degli studenti, ma quelle dei docenti. Nella nostra aula piove quando è maltempo. I bagni sono sporchi e allagati ogni giorno”. Poi ci riflette un po’ su e la lista si allunga: “Anche se è un disagio meno importante, ho notato che c’è un solo distributore automatico di caffè per più di 1500 ragazzi del plesso delle aule T. Durante la pausa ci sono le code e si rischia di perdere i primi minuti della lezione successiva. Nelle aule, inoltre, gli appendiabiti per i giubbini sono insufficienti e non mancano banchi rotti”, conclude lo studente.
Federica, stesso Corso di Laurea, infine, fa notare come tutto ciò possa costituire un pericolo: “Le aule T sono in situazioni pessime. Quando piove l’acqua filtra dal soffitto e dalle pareti. Nella T10 l’acqua attraversa addirittura le luci. Non so quante scivolate ho preso nei corridoi a causa delle pozzanghere di acqua stagnante. Parlando di corridoio, dal soffitto pendono anche piante rampicanti. Per concludere in bellezza le aule T sono lontane dall’ingresso e non vi è alcun servizio navetta che garantisca di raggiungerle in modo rapido. Molti studenti non solo devono già raggiungere il complesso di Monte Sant’Angelo con i mezzi pubblici, ma devono arrivare anche alle aule con il fiatone”.
Fabiana Carcatella
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