Ricerca e attività di laboratorio. Sono alcuni degli sbocchi principali per chi si laurea in Biotecnologie per la Salute. Il Corso di Laurea Triennale, che afferisce alla Scuola di Medicina, dà agli studenti delle competenze in materia di “applicazione di tecniche sviluppate nell’ambito dell’ingegneria genetica e della microbiologica”, come spiega il prof. Giovanni Paolella, coordinatore del Corso. Agli studenti vengono fornite le competenze necessarie per usare sistemi biologici al fine di risolvere problemi come lo sviluppo di farmaci o lo studio di patologie, lavorando nelle industrie o in ambienti accademici. Il biotecnologo, quindi, interviene “in ambito medico, da intendere in senso lato perché le attività del biotecnologo riguardano problematiche relative alla salute, quindi alla medicina umana, ma anche a quella veterinaria e a settori riguardanti l’alimentazione”. Dopo la Triennale si può decidere se fermarsi o se continuare con la Magistrale, visto che “con la Triennale c’è un’acquisizione di competenze che permette già di lavorare. Tuttavia, la maggior parte degli studenti preferisce proseguire, perché, dopo i tre anni, la preparazione è parziale”. Proseguire portandosi dietro delle lacune, in discipline come questa, non è semplice: “questo è un settore di elevata competenza tecnologica. Molti studenti proseguono perché sono interessati alla materia e vogliono prepararsi per lavorare in laboratorio, per fare ricerca o un dottorato”.
Alla Triennale il percorso di studio è diviso in due parti. Dei sei semestri totali, i primi tre (e quindi il primo anno e mezzo) sono concentrati su principi scientifici di base, cioè su “discipline come Chimica, Fisica, Biologia e Biochimica”. Si cambia registro nei successivi tre semestri caratterizzati da “discipline vicine all’ambito della diagnostica di laboratorio e della bioinformatica”. Durante questa seconda parte, quindi, ci saranno materie a carattere più applicativo come Biotecnologie Cellulari, Molecolari e Computazionali, Farmacologia e Tossicologia, Patologia Generale e altri. Gli esami si differenziano in monodisciplinari e integrati. I primi sono costituiti da “un modulo, un unico docente e un titolo. Riguardano materie più vaste che richiedono un maggior tempo per concentrarsi su un argomento”. Quelli integrati, invece, sono costituiti da più moduli di insegnamento seguiti da una verifica finale unica. A tal proposito, il professor Paolella aggiunge: “in alcuni casi è utile associare più moduli. Si accorpano, tenendo conto che c’è una relazione tra i diversi corsi. È un lavoro maggiore per gli studenti, ma dà anche più crediti”. Gli studenti hanno anche la possibilità di personalizzare il proprio cammino. Entro la fine del primo anno, infatti, devono scegliere tra i quattro percorsi. Le opzioni sono: curriculum Medico, Farmaceutico, Alimentare e Veterinario.
L’appuntamento con i corsi, per le matricole, è in via De Amicis, dove si trova la sede dell’Area Didattica dedicata alle Biotecnologie in area Medica e Farmaceutica. La struttura, inaugurata nel 2011, ospita aule studio, laboratori nuovi e segreteria, ma non accoglierà tutti gli aspiranti biotecnologi. Per iscriversi, infatti, è necessario passare il test di ammissione. I posti disponibili sono 375: “in genere ci sono circa mille richieste. Un numero consistente entra con lo scorrimento”. Per la prova, che dovrebbe tenersi anche quest’anno nella struttura di Monte Sant’Angelo, a Fuorigrotta, il professore consiglia: “in genere i test si sono concentrati su materie come Matematica, Chimica, Fisica e principi di base necessari per selezionare persone che siano a proprio agio con certi argomenti. Il suggerimento per il test è quello di studiare da un buon manuale di liceo”. Prepararsi per iniziare “un Corso impegnativo ma molto soddisfacente perché dà la possibilità di comprendere i processi biologici sia per gli aspetti fisiologici sia per quelli patologici. I ragazzi devono pensare che si stanno preparando per qualcosa che è impegnativo, ma anche remunerativo in termini culturali”.
Alla Triennale il percorso di studio è diviso in due parti. Dei sei semestri totali, i primi tre (e quindi il primo anno e mezzo) sono concentrati su principi scientifici di base, cioè su “discipline come Chimica, Fisica, Biologia e Biochimica”. Si cambia registro nei successivi tre semestri caratterizzati da “discipline vicine all’ambito della diagnostica di laboratorio e della bioinformatica”. Durante questa seconda parte, quindi, ci saranno materie a carattere più applicativo come Biotecnologie Cellulari, Molecolari e Computazionali, Farmacologia e Tossicologia, Patologia Generale e altri. Gli esami si differenziano in monodisciplinari e integrati. I primi sono costituiti da “un modulo, un unico docente e un titolo. Riguardano materie più vaste che richiedono un maggior tempo per concentrarsi su un argomento”. Quelli integrati, invece, sono costituiti da più moduli di insegnamento seguiti da una verifica finale unica. A tal proposito, il professor Paolella aggiunge: “in alcuni casi è utile associare più moduli. Si accorpano, tenendo conto che c’è una relazione tra i diversi corsi. È un lavoro maggiore per gli studenti, ma dà anche più crediti”. Gli studenti hanno anche la possibilità di personalizzare il proprio cammino. Entro la fine del primo anno, infatti, devono scegliere tra i quattro percorsi. Le opzioni sono: curriculum Medico, Farmaceutico, Alimentare e Veterinario.
L’appuntamento con i corsi, per le matricole, è in via De Amicis, dove si trova la sede dell’Area Didattica dedicata alle Biotecnologie in area Medica e Farmaceutica. La struttura, inaugurata nel 2011, ospita aule studio, laboratori nuovi e segreteria, ma non accoglierà tutti gli aspiranti biotecnologi. Per iscriversi, infatti, è necessario passare il test di ammissione. I posti disponibili sono 375: “in genere ci sono circa mille richieste. Un numero consistente entra con lo scorrimento”. Per la prova, che dovrebbe tenersi anche quest’anno nella struttura di Monte Sant’Angelo, a Fuorigrotta, il professore consiglia: “in genere i test si sono concentrati su materie come Matematica, Chimica, Fisica e principi di base necessari per selezionare persone che siano a proprio agio con certi argomenti. Il suggerimento per il test è quello di studiare da un buon manuale di liceo”. Prepararsi per iniziare “un Corso impegnativo ma molto soddisfacente perché dà la possibilità di comprendere i processi biologici sia per gli aspetti fisiologici sia per quelli patologici. I ragazzi devono pensare che si stanno preparando per qualcosa che è impegnativo, ma anche remunerativo in termini culturali”.








