Il Consiglio di Facoltà di Economia che si è svolto qualche giorno prima della sosta per le vacanze di Pasqua aveva, all’ordine del giorno: approvazione del budget di facoltà; relazioni delle Commissioni; programmazione didattica della facoltà e nuovi corsi di laurea. In realtà la discussione sul primo dei punti in questione si è protratta fino ad occupare praticamente tutta la durata della riunione. Il preside Massimo Marrelli, anche alla luce dei recenti decreti ministeriali che individuano per Economia quattro aree didattiche fondamentali -Aziendale, Economica, Giuridica, Matematico applicativa- ed altre, per così dire, complementari, ha portato in Consiglio una proposta sulla quale si è aperta una discussione particolarmente vivace. Hanno preso la parola, tra gli altri, Giuseppe Ferraro, Giancarlo Guarino, Michele Bernasconi. La proposta del Preside è stata approvata con 36 voti favorevoli e 18 contrari, emendata da una postilla che impone di monitorare la ripartizione da qui a 12 mesi.
“Per la prima volta, in una Università italiana, è stato approvato un budget non discrezionale”, commenta a mente fredda il preside Marrelli. “In genere, nelle facoltà si dirottano risorse all’una od all’altra area disciplinare sulla base di necessità contingenti. Invece noi abbiamo approvato un budget e distribuito le risorse per aree, prefigurando il modello che sarà introdotto dalla riforma. Ritengo che sia un elemento di certezza e di pianificazione”. Secondo il Preside, anche le critiche che in Consiglio hanno accompagnato la discussione della proposta sono da valutare in maniera positiva. “Partiamo dal presupposto che per deformazione professionale ogni collega ritiene che la sua disciplina sia la più importante. Questo è normale ed è umano. Ebbene, nonostante questo, anche i colleghi delle aree che si ritengono penalizzate hanno palesato un ottimo spirito di cooperazione e sono stati propositivi”.
“Per la prima volta, in una Università italiana, è stato approvato un budget non discrezionale”, commenta a mente fredda il preside Marrelli. “In genere, nelle facoltà si dirottano risorse all’una od all’altra area disciplinare sulla base di necessità contingenti. Invece noi abbiamo approvato un budget e distribuito le risorse per aree, prefigurando il modello che sarà introdotto dalla riforma. Ritengo che sia un elemento di certezza e di pianificazione”. Secondo il Preside, anche le critiche che in Consiglio hanno accompagnato la discussione della proposta sono da valutare in maniera positiva. “Partiamo dal presupposto che per deformazione professionale ogni collega ritiene che la sua disciplina sia la più importante. Questo è normale ed è umano. Ebbene, nonostante questo, anche i colleghi delle aree che si ritengono penalizzate hanno palesato un ottimo spirito di cooperazione e sono stati propositivi”.








