Signori, si cambia. La Commissione Didattica si rinnova nelle persone e, pare, nelle competenze. Tutto allo scopo di dare nuovo impulso all’opera di ‘riforma silenziosa’ iniziata bene ma arenatasi drammaticamente nelle paludi del disinteresse generale e delle lungaggini burocratiche. Ne parliamo con il professor Bruno Jossa, presidente del consesso.
“Nell’ultimo Consiglio di Facoltà non si è parlato di didattica -si amareggia il docente-, è seccante dover protestare per questo. Di conseguenza anche la discussione sulle tesi di laurea è stata rinviata. Quel che è importante è la nuova impronta data alla Commissione ed il nuovo ciclo di discussione che va ad aprirsi a partire dal prossimo mese, con problematiche completamente nuove da affrontare, come la riforma del ‘3+2’, ad esempio. E’ previsto, dunque, l’ingresso di tre nuovi effettivi nell’organigramma: i professori Gian Franco Campobasso, Francesco Sclafani e Flavia Petroncelli Hubler. In particolare il professor Campobasso è molto critico nei confronti della didattica attuale; il professor Sclafani, poi, non scopriamo noi che è davvero molto amato dagli studenti. Sono condizioni, queste, che dovrebbero permetterci di lavorare al meglio e proficuamente, in futuro. Provo invece delusione per la totale assenza dei rappresentanti degli studenti. Tra laureati, dimessi e disinteressati non ce n’è neanche uno, su dieci, a cui importa più sapere cosa si decide in commissione. Eppure solo loro avrebbero il potere di far sentire la voce della ‘base’, né al Collettivo né ad altri organismi è stato dato infatti il permesso di prendere parte ai lavori dell’organo. Il lavoro nasceva dall’esigenza di dar voce proprio agli studenti, se questi non vengono il danno è tutto loro. Non è un mistero che la commissione è aperta e costantemente a caccia di spunti di discussione e argomenti sui quali poter decidere qualcosa di importante”.
“Nell’ultimo Consiglio di Facoltà non si è parlato di didattica -si amareggia il docente-, è seccante dover protestare per questo. Di conseguenza anche la discussione sulle tesi di laurea è stata rinviata. Quel che è importante è la nuova impronta data alla Commissione ed il nuovo ciclo di discussione che va ad aprirsi a partire dal prossimo mese, con problematiche completamente nuove da affrontare, come la riforma del ‘3+2’, ad esempio. E’ previsto, dunque, l’ingresso di tre nuovi effettivi nell’organigramma: i professori Gian Franco Campobasso, Francesco Sclafani e Flavia Petroncelli Hubler. In particolare il professor Campobasso è molto critico nei confronti della didattica attuale; il professor Sclafani, poi, non scopriamo noi che è davvero molto amato dagli studenti. Sono condizioni, queste, che dovrebbero permetterci di lavorare al meglio e proficuamente, in futuro. Provo invece delusione per la totale assenza dei rappresentanti degli studenti. Tra laureati, dimessi e disinteressati non ce n’è neanche uno, su dieci, a cui importa più sapere cosa si decide in commissione. Eppure solo loro avrebbero il potere di far sentire la voce della ‘base’, né al Collettivo né ad altri organismi è stato dato infatti il permesso di prendere parte ai lavori dell’organo. Il lavoro nasceva dall’esigenza di dar voce proprio agli studenti, se questi non vengono il danno è tutto loro. Non è un mistero che la commissione è aperta e costantemente a caccia di spunti di discussione e argomenti sui quali poter decidere qualcosa di importante”.







