Messi da parte i libri, gli aspiranti archeologi del Dipartimento di Lettere e Beni Culturali (DILBEC) son pronti a cimentarsi con pala e piccone. Prenderà il via, dal 7 luglio all’8 agosto, la seconda campagna di scavo nel sito di Monte Santa Croce, Comune di Piana di Monteverna. Organizzata dalla cattedra di Archeologia cristiana e medievale in collaborazione con la Soprintendenza archeologica per le province di Salerno, Avellino, Benevento e Caserta, l’iniziativa, giunta alla sua seconda edizione, appare ormai collaudata in tutte le sue fasi, come spiega il prof. Nicola Busino, afferente alla cattedra promotrice dell’evento: “l’anno scorso è stato una sorta di esperimento, abbiamo tastato il terreno e curato le relazioni con la Soprintendenza. Insomma, si è trattato quasi di un’edizione di preparazione rispetto a quella che sta per iniziare”. Le attività di scavo quest’anno saranno organizzate nell’arco di 5 settimane, durante le quali i partecipanti potranno usufruire di un alloggio gratuito messo a disposizione dal Comune di Piana e vivere l’esperienza a 360 gradi: “la campagna intende non solo dare un supporto pratico alla teoria che i ragazzi apprendono sui libri, ma vuole anche continuare un percorso di ricerca, portando alla luce un antico complesso monasteriale che sorgeva in questo territorio nel decimo secolo”, aggiunge il prof. Busino. La struttura in questione, un convento benedettino, ha dato parecchie soddisfazioni anche nelle passate campagne di scavo: “abbiamo già fatto un ottimo lavoro con la chiesa, totalmente riportata alla luce lo scorso anno, ma restano altri edifici su cui lavorare, come il refettorio e i dormitori”. Di fronte a ritrovamenti così importanti, la risposta degli studenti non ha tardato a farsi attendere, anche perché l’attività potrà rientrare nell’ambito dei crediti previsti dal piano di studi: “siamo partiti abbastanza in anticipo con volantini e comunicati proprio perché tutti venissero a conoscenza dell’evento. Chiunque voglia può partecipare. Non è prevista nessuna selezione perché tradirebbe lo spirito dell’iniziativa”, spiega sempre Busino. Eppure potrebbe presentarsi qualche problema in fatto di numeri con la struttura ospitante: “nel caso in cui le richieste superino il numero di posti letto a nostra disposizione, provvederemo a realizzare dei turni di 2 settimane, in modo tale che grazie al turn over tutti possano fare l’esperienza desiderata”. Accorgimenti importanti proprio per dar modo a tutti gli aspiranti archeologi di avere un piccolo assaggio della loro futura professione: “l’archeologia è una disciplina che necessariamente ha bisogno di una dimensione pratica. Certo, ci sono dei manuali in cui si spiega, ed anche in maniera piuttosto dettagliata, come effettuare uno scavo, ma credo che un futuro archeologo debba necessariamente confrontarsi con un’esperienza diretta. Anzi, a maggior ragione, viste le ristrettezza economiche in cui si trova in questo momento l’università italiana, un’occasione del genere, più unica che rara, andrebbe colta al volo”.








