Caso Rossetti: il Tar si pronuncerà nel merito il 17 gennaio. E’ attesa per l’inizio del prossimo anno la decisione dei magistrati relativa al ricorso che Antonio Rossetti, sessanta anni, dal 1980 ricercatore confermato alla Facoltà di Architettura, ha presentato chiedendo l’annullamento del concorso per due posti di associato in Progettazione Architettonica. Nel frattempo, sulla vicenda, indaga anche la Procura della Repubblica di Napoli, che alcune settimane fa ha convocato, per identificarli, Rossetti ed il prof. Rolando Scarano, che era il presidente della commissione incaricata di valutare i concorrenti di quella prova. Il Tar non ha accolto, qualche tempo fa, la richiesta di sospensiva da parte del ricercatore.
Il caso è ormai noto ed è stato raccontato proprio da Ateneapoli, circa nove mesi fa. A settembre è stato ripreso dal quotidiano la Repubblica, che ha dedicato alla vicenda approfondimenti ed ampio spazio.
Maggio 2005: la Facoltà bandisce un concorso per due posti di associato. In commissione gli ordinari Scarano, D’Auria, Borrelli e gli associati Sajeva, di Roma, e Arcidiacono, da Reggio Calabria. Il concorso inizia a settembre 2006. Diciannove candidati. La Commissione ritiene che siano idonei, a valle delle prove e della valutazione dei titoli, Maria Rosaria Santangelo, figlia del vice sindaco di Napoli, e Gabriele Szaniszlò. Durante l’espletamento della prova – denuncia però ad Ateneapoli e poi a la Repubblica lo sconfitto Rossetti – si verificano anomalie ed irregolarità. In particolare, sottolinea la disparità che ci sarebbe tra i suoi titoli – “ho insegnato ininterrottamente dal 1990 ad oggi, ho partecipato a 30 concorsi di Progettazione architettonica, ottenendo un secondo ed un quinto posto, sono stato relatore di circa 600 tesi di laurea” – e quelli della Santangelo, “tecnico laureato contrattista e poi dottore di ricerca. Nulla si sa della sua produzione progettuale”. Rossetti segnala anche che la lezione pubblica dei candidati, decisiva ai fini della valutazione, è stata effettuata a porte chiuse, in difformità da quanto prevede la normativa: “ci siamo spostati in una camera senza sedie, porta chiusa a chiave e una addetta del dipartimento che vietava a chiunque di entrare”.
Il ricercatore ha presentato anche un esposto alla Procura e garantisce di avere prove e testimonianze per portare la sua denuncia fino al dibattimento. “Non che confidi in una rivolta morale in una facoltà come quella dove mi trovo -dice- perché c’è un sistema di potere radicato e le connivenze sono ovunque. Proseguo però la mia battaglia, sostenuto dalla solidarietà di alcuni colleghi e degli studenti i quali, in tanti anni, hanno apprezzato la mia correttezza e la mia preparazione”.
Il professore Scarano, che è finito al centro della bufera, come presidente di quella commissione di concorso, ha ripetutamente sostenuto che tutto si è svolto a norma e ha annunciato querele nei confronti del ricercatore che lo accusa. Ha inoltre messo in relazione la vicenda a presunte manovre legate alle prossime elezioni per la presidenza di Architettura. Sarà infatti uno dei candidati alla successione di Gravagnuolo. Sconcerto, stupore ed indignazione per le accuse ha espresso anche la vincitrice del concorso, la quale ha rivendicato titoli, competenze e regolarità delle procedure in base alle quali la commissione l’ha preferita a Rossetti. Alla Procura – indaga il Pm Melillo- ed al Tar spetterà il compito di fare luce sulla vicenda. Santangelo, intanto, vincitrice del concorso al centro della bufera, non è stata ancora chiamata ad insegnare. “Il segnale”, ipotizza qualcuno in Facoltà, che il Preside Gravagnuolo preferisce attendere gli sviluppi in sede penale ed amministrativa. “Nessuna prudenza”, obiettano altri docenti, “sono le normali lungaggini delle procedure amministrative all’università”.
Fabrizio Geremicca
Il caso è ormai noto ed è stato raccontato proprio da Ateneapoli, circa nove mesi fa. A settembre è stato ripreso dal quotidiano la Repubblica, che ha dedicato alla vicenda approfondimenti ed ampio spazio.
Maggio 2005: la Facoltà bandisce un concorso per due posti di associato. In commissione gli ordinari Scarano, D’Auria, Borrelli e gli associati Sajeva, di Roma, e Arcidiacono, da Reggio Calabria. Il concorso inizia a settembre 2006. Diciannove candidati. La Commissione ritiene che siano idonei, a valle delle prove e della valutazione dei titoli, Maria Rosaria Santangelo, figlia del vice sindaco di Napoli, e Gabriele Szaniszlò. Durante l’espletamento della prova – denuncia però ad Ateneapoli e poi a la Repubblica lo sconfitto Rossetti – si verificano anomalie ed irregolarità. In particolare, sottolinea la disparità che ci sarebbe tra i suoi titoli – “ho insegnato ininterrottamente dal 1990 ad oggi, ho partecipato a 30 concorsi di Progettazione architettonica, ottenendo un secondo ed un quinto posto, sono stato relatore di circa 600 tesi di laurea” – e quelli della Santangelo, “tecnico laureato contrattista e poi dottore di ricerca. Nulla si sa della sua produzione progettuale”. Rossetti segnala anche che la lezione pubblica dei candidati, decisiva ai fini della valutazione, è stata effettuata a porte chiuse, in difformità da quanto prevede la normativa: “ci siamo spostati in una camera senza sedie, porta chiusa a chiave e una addetta del dipartimento che vietava a chiunque di entrare”.
Il ricercatore ha presentato anche un esposto alla Procura e garantisce di avere prove e testimonianze per portare la sua denuncia fino al dibattimento. “Non che confidi in una rivolta morale in una facoltà come quella dove mi trovo -dice- perché c’è un sistema di potere radicato e le connivenze sono ovunque. Proseguo però la mia battaglia, sostenuto dalla solidarietà di alcuni colleghi e degli studenti i quali, in tanti anni, hanno apprezzato la mia correttezza e la mia preparazione”.
Il professore Scarano, che è finito al centro della bufera, come presidente di quella commissione di concorso, ha ripetutamente sostenuto che tutto si è svolto a norma e ha annunciato querele nei confronti del ricercatore che lo accusa. Ha inoltre messo in relazione la vicenda a presunte manovre legate alle prossime elezioni per la presidenza di Architettura. Sarà infatti uno dei candidati alla successione di Gravagnuolo. Sconcerto, stupore ed indignazione per le accuse ha espresso anche la vincitrice del concorso, la quale ha rivendicato titoli, competenze e regolarità delle procedure in base alle quali la commissione l’ha preferita a Rossetti. Alla Procura – indaga il Pm Melillo- ed al Tar spetterà il compito di fare luce sulla vicenda. Santangelo, intanto, vincitrice del concorso al centro della bufera, non è stata ancora chiamata ad insegnare. “Il segnale”, ipotizza qualcuno in Facoltà, che il Preside Gravagnuolo preferisce attendere gli sviluppi in sede penale ed amministrativa. “Nessuna prudenza”, obiettano altri docenti, “sono le normali lungaggini delle procedure amministrative all’università”.
Fabrizio Geremicca







