Sperimentare circoli di lettura per il semplice gusto di leggere è la motivazione che si cela dietro l’iniziativa proposta da alcuni studenti del Corso di Laurea Magistrale in Letterature e Culture Comparate. Libera circolazione di idee e confronto, le parole d’ordine. L’idea è maturata quasi per caso: “qualche settimana fa mentre catalogavamo i libri nella biblioteca del Russkiy Mir, parlavamo di letteratura… come sempre! Ripensando al clima culturale accademico della Roma degli anni ’80, quando un gruppo di docenti di slavistica in voga a quei tempi organizzò circoli di lettura, abbiamo pensato di prendere spunto perché ci interessava affrontare l’analisi scientifica dei testi”, spiegano Vincenzo Torromacco e Carlotta La Floresta, entrambi iscritti a Letterature e Culture Comparate. “Alla fine del percorso universitario, è assolutamente necessario affiancare alle competenze linguistiche quelle tecniche di interpretazione, traduzione e discussione di un testo. Qui abbiamo trovato l’occasione per mettere in pratica le nostre idee – aggiunge Carlotta – Il piacere del testo, la letteratura, è il fine a cui vogliamo tendere”.
“L’idea di organizzare circoli di lettura per quanti sono interessati alla letteratura russa è nata da loro”, conferma la prof.ssa Michaela Bohmig, docente di Letteratura russa e promotrice del Centro Russkiy Mir. Fedele alla promessa lanciata ai suoi studenti durante l’inaugurazione della struttura di “vagliare con attenzione le proposte studentesche”, la docente sin da subito ha accolto positivamente l’iniziativa.
Il primo incontro, svoltosi il 29 maggio nella sala lettura del Centro russo, ha avuto come oggetto “Le notti egiziane” di Puskin. Alla lettura di gruppo precede quella individuale. “Lavoreremo sul testo, contesto, forma, analizzando insieme i punti critici per l’interpretazione del testo”, spiega la docente. L’obiettivo: “sviluppare un approccio critico ad un testo letterario facendo acquisire agli studenti gli strumenti di lavoro necessari”. Il materiale bibliografico sarà fornito di volta in volta dalla docente.
Per ribadire l’assenza di un fine pratico e il genuino interesse per la lettura, gli incontri non prevedono l’attribuzione di crediti formativi: “la partecipazione è svincolata dal riconoscimento dei CFU. Lavorare in gruppi dai piccoli numeri consente una maggiore e più efficace interazione tra i presenti, senza essere intralciati dalla massa spesso inerte interessata solo al raggiungimento dei crediti”.
A sottolineare i benefici del libero scambio di idee, il commento di Irina Harbar, altro membro del neonato Circolo di lettura e studentessa del Corso di Laurea Magistrale in Lingue e Letterature europee e americane, curriculum Traduzione letteraria: “Prendere parte ad incontri di questo tipo arricchisce l’orizzonte culturale attraverso il confronto, la discussione con gli altri. Chi ama la letteratura, si approccia al suo studio in modo spontaneo, proprio come l’abbiamo inteso noi in questo Circolo”. Tuttavia, il percorso di chi si accinge ad un’opera di traduzione e interpretazione di un testo letterario non è immune da difficoltà: “Quando non si conosce bene il contesto storico in cui è calato il testo, risulta difficile darne una giusta interpretazione. Leggere i classici consente di acquisire una buona base per approcciarsi alla conoscenza della letteratura, cultura di una nazione”. Un altro punto da approfondire durante gli incontri: “sarebbe utile imparare un sistema innovativo e alternativo di traduzione: spesso nel passaggio dalla lingua di partenza a quella di arrivo si rischiano di perdere sfumature del lessico, o perché non vi è un ritorno semantico o per la differenza del genere dei nomi o ancora la perdita del ritmo quando si traducono poesie”.
Il prossimo appuntamento, aperto a tutti gli interessati, si svolgerà mercoledì 18 giugno alle ore 12 presso la sala lettura del Russkiy Mir. I lettori si dedicheranno all’analisi di “Gospodin iz San Frantsisko” di Bunin. In itinere le prossime attività in agenda. “Il Centro non è ancora ufficialmente aperto per lungaggini burocratiche, nel frattempo proviamo a fare quello che possiamo”, conclude la prof.ssa Bohmig.
Rosaria Illiano
“L’idea di organizzare circoli di lettura per quanti sono interessati alla letteratura russa è nata da loro”, conferma la prof.ssa Michaela Bohmig, docente di Letteratura russa e promotrice del Centro Russkiy Mir. Fedele alla promessa lanciata ai suoi studenti durante l’inaugurazione della struttura di “vagliare con attenzione le proposte studentesche”, la docente sin da subito ha accolto positivamente l’iniziativa.
Il primo incontro, svoltosi il 29 maggio nella sala lettura del Centro russo, ha avuto come oggetto “Le notti egiziane” di Puskin. Alla lettura di gruppo precede quella individuale. “Lavoreremo sul testo, contesto, forma, analizzando insieme i punti critici per l’interpretazione del testo”, spiega la docente. L’obiettivo: “sviluppare un approccio critico ad un testo letterario facendo acquisire agli studenti gli strumenti di lavoro necessari”. Il materiale bibliografico sarà fornito di volta in volta dalla docente.
Per ribadire l’assenza di un fine pratico e il genuino interesse per la lettura, gli incontri non prevedono l’attribuzione di crediti formativi: “la partecipazione è svincolata dal riconoscimento dei CFU. Lavorare in gruppi dai piccoli numeri consente una maggiore e più efficace interazione tra i presenti, senza essere intralciati dalla massa spesso inerte interessata solo al raggiungimento dei crediti”.
A sottolineare i benefici del libero scambio di idee, il commento di Irina Harbar, altro membro del neonato Circolo di lettura e studentessa del Corso di Laurea Magistrale in Lingue e Letterature europee e americane, curriculum Traduzione letteraria: “Prendere parte ad incontri di questo tipo arricchisce l’orizzonte culturale attraverso il confronto, la discussione con gli altri. Chi ama la letteratura, si approccia al suo studio in modo spontaneo, proprio come l’abbiamo inteso noi in questo Circolo”. Tuttavia, il percorso di chi si accinge ad un’opera di traduzione e interpretazione di un testo letterario non è immune da difficoltà: “Quando non si conosce bene il contesto storico in cui è calato il testo, risulta difficile darne una giusta interpretazione. Leggere i classici consente di acquisire una buona base per approcciarsi alla conoscenza della letteratura, cultura di una nazione”. Un altro punto da approfondire durante gli incontri: “sarebbe utile imparare un sistema innovativo e alternativo di traduzione: spesso nel passaggio dalla lingua di partenza a quella di arrivo si rischiano di perdere sfumature del lessico, o perché non vi è un ritorno semantico o per la differenza del genere dei nomi o ancora la perdita del ritmo quando si traducono poesie”.
Il prossimo appuntamento, aperto a tutti gli interessati, si svolgerà mercoledì 18 giugno alle ore 12 presso la sala lettura del Russkiy Mir. I lettori si dedicheranno all’analisi di “Gospodin iz San Frantsisko” di Bunin. In itinere le prossime attività in agenda. “Il Centro non è ancora ufficialmente aperto per lungaggini burocratiche, nel frattempo proviamo a fare quello che possiamo”, conclude la prof.ssa Bohmig.
Rosaria Illiano








