Come superare l’esame di Anatomia

‘Strafalcioni’ che potrebbero senza dubbio essere spunto per un libro del tipo “Io speriamo che me la cavo”. Episodi molto dolorosi: un candidato che in piena seduta di laurea scoppia in un pianto a dirotto e non vuole più andare avanti; con l’aiuto del docente riuscirà a raccontare il suo dramma -la morte della madre nella notte-. In quarant’anni di insegnamento tanti sono gli episodi da narrare. E il professor Giovanni Giordano Lanza, non si sottrae. Anzi. Va speditissimo nell’intervista realizzata da Kiss Kiss Napoli: l’anatomia, il rapporto con gli studenti di oggi e di qualche anno fa.
“La cosa più bella per noi docenti? Sentir dire da medici ormai affermati «professore, lei ci ha fatto soffrire ma la ringraziamo perché quel metodo di studio basato sulla visione diretta delle cose, ci è rimasto nella mente. Se oggi siamo dei buoni professionisti lo dobbiamo anche all’anatomia, insieme ad altre materie che abbiamo studiato con altrettanta serietà e dedizione»”. E poi “mi portano i figli, è una cosa  molto commovente. Io dico ai ragazzi: se sono stato un padre severo con papà, con i nipoti il nonno diventa più buono”.   Occorre creare un buon clima, dice il professore. “Io gli studenti li ricevo sempre. Sono in Istituto già dalle sette del mattino. Per chi vuole il contatto con me ed i miei collaboratori è possibile. La mia scuola di anatomia offre giornalmente agli studenti, attraverso gli studenti, la possibilità di aver un tutor, che li segue nello sviluppo della loro attività di discenti, a volte li interroga, a volte li consiglia e fa delle prove generali come si farebbe per attori esperti prima di una rappresentazione in teatro. C’è bisogno quindi che abituino gli studenti a parlare ed a sapersi ben esprimere in pochi minuti, quanto poi dura l’esame, le conoscenze dei vari capitoli oggetto di questo esame”.
Ma al momento dell’esame “si deve dimostrare di saper procedere. Il medico deve fare il medico. Non è come un laureato in giurisprudenza che può diventare avvocato -e in quel caso ha uguali responsabilità professionali al medico- o scegliere altro, ad esempio un impiego in banca dove la laurea è un dato culturale. Da noi il medico deve fare il medico. E il corpo umano lo deve conoscere. Altrimenti, quando si incorre in errori, si parla di malasanità”.  L’esame “è severo, nessuno lo mette in dubbio. Però bisogna che l’accoglienza dei docenti metta il candidato a suo agio. Altrimenti anche un bravo ragazzo può non rispondere, si blocca”.
Come affrontare la disciplina? “La prima cosa: è fondamentale partecipare alle lezioni, anche perché le nostre lezioni sono sempre improntate alla conoscenza dell’anatomia attraverso le immagini: lucidi, diapositive. L’anatomia fondamentalmente è una scienza per immagini. Lo studente prima di iniziare lo studio di un capitolo, per esempio l’apparato respiratorio, osservi attentamente le immagini che corredano i testi, e si faccia un’idea della forma, dei rapporti, dei volumi degli organi in modo tale che poi quando va a leggere questi capitoli abbia già l’immagine nella mente. Poi si passa alla struttura degli organi: cioè l’anatomia vista al microscopio. Quindi l’esame si svolge di una parte macroscopica, -la descrizione di un viscere, di un organo, di un apparato e i suoi principali rapporti topografici, la struttura di questo viscere, di questo organo e da ultimo,  la finalizzazione di questo organo”.
In sintesi: “assiduità nelle lezioni, che consente anche allo studente di poter interrogare il docente a fine lezione; la frequenza nelle sale delle esercitazioni per poter vedere de visu molte parti del corpo umano; le immagini con la radiologia che oggi sono fondamentali per la preparazione del futuro e moderno medico; il concetto di continui contatti con i docenti”.
Le difficoltà. Innanzitutto la terminologia: “vengono da un liceo dove non si fa più il greco e si fa male il latino. La terminologia medica ha le sue radici nel greco e nel latino, questo rende difficile la comprensione di termini che poi si ritroveranno nelle parti cliniche”. Un argomento particolarmente inviso: “il sistema nervoso. Il capitolo è complesso, tuttavia, nell’esperienza di tanti anni, l’ho visto dissolversi nelle mani degli studenti con facilità quando però essi abbiano seguito attentamente e fruttuosamente le lezioni impartite dal docente”.
Come si svolge l’esame -“che è complesso ma studiato bene diventa anche simpatico”-? Una prova scritta a quiz (60 domande) a risposta multipla, obiettivo centrato con la metà più uno. Questa rappresenta la base prima di accedere all’orale. “Lo studente preoccupato può venire in istituto prendere visione di temi precedentemente forniti, abituarsi anche allo stile della risposta. Che purtroppo è formulata in un tempo che non deve superare l’ora e venti”. L’orale si svolge a commissione completa e sono rivolte domande relative alla parte macroscopica, topografica, microscopica e sul grande capitolo del sistema nervoso.
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