Coordinamento Didattico, il Dipartimento elegge il prof. Aurelio Cernigliaro

Il prof. Aurelio Cernigliaro è stato eletto Coordinatore della Commissione di Coordinamento Didattico (“so che la denominazione è strana e risulta cacofonica ma posso assicurare che non l’ho scelta io”) il 27 ottobre, in seno al Consiglio di Dipartimento, con 117 voti favorevoli su 119 votanti. Il docente si appresta a ricoprire il ruolo con la stessa determinazione, passione e serietà che da sempre contraddistinguono la sua lunga carriera universitaria. “Per chi come me è abituato alle vecchie terminologie – racconta – si può dire che sono il nuovo Presidente del Corso di Laurea in Giurisprudenza. Vorrei esprimere la mia gioia sulla fiducia manifestata dai colleghi in sede di elezione. Gli studenti ed i docenti presenti hanno dimostrato di apprezzare l’impegno da me profuso in questi anni e ciò è molto lusinghiero. Allo stesso tempo, voglio che sia chiaro che alla base del nuovo progetto vi dovrà essere un patto reciproco. Dal canto mio continuerò ad impegnarmi con la stessa tenacia, dall’altra parte richiedo un lavoro costante e dinamico”. In parole povere: si lavorerà di concerto per perseguire obiettivi comuni. “La formalizzazione dell’incarico mi ha attribuito di sicuro ulteriori responsabilità – continua – In pratica, però, sarò dalla mattina alla sera all’Università come faccio da anni, non  cambierà nulla”. Il lavoro da svolgere è tanto e complesso. Ad esempio, la “programmazione didattica sempre da aggiornare”, punto su cui la Commissione di Coordinamento Didattico sta già lavorando da un po’. “Stiamo valutando come è andato lo scorso anno accademico. Il riesame richiede molta attenzione, aiuta ad avere un’idea di dove si sta andando. Ad esempio, ora siamo interessati agli esiti degli esami di Diritto Privato della sessione autunnale”. In questo modo: “Valuteremo se i corsi di sostegno, che hanno riscosso molto successo e partecipazione, sono stati efficaci o meno. Dobbiamo capire che frutti hanno dato e in che modo – magari con qualche miglioramento – riproporli il prossimo anno. Mi piacerebbe estendere l’offerta dei corsi di sostegno anche al secondo anno, per discipline che destano preoccupazioni ai nostri ragazzi. Però c’è bisogno di trovare fondi e, quindi, risulta prematuro parlarne”. Poi un invito ai colleghi: “prestare maggiore attenzione alla didattica che si fa in aula. So che la nostra offerta formativa è molto competitiva e appetibile, ma questo non vuol dire che non si possano incrementare seminari ed esercitazioni pratiche. Dobbiamo essere più efficaci ed incisivi. Rapidità, efficacia e qualità della didattica saranno le cose per cui mi batterò”. In questo contesto si inserisce il ‘sogno’ di un progetto all’avanguardia: “Un sistema di didattica multimediale che consenta ai pendolari o agli studenti in difficoltà di seguire le lezioni. Venire in Dipartimento comporta una spesa notevole fra trasporti, alloggi e quant’altro. Molte famiglie, a malincuore, sono costrette a rinunciare ad una possibile iscrizione per questi motivi”. Se, però, da casa uno studente potesse collegarsi ad una piattaforma multimediale, “magari tramite chiavetta personale, per tutto quello di cui ha bisogno, senza spese aggiuntive, sarebbe veramente bello. Da sempre mi batto per gli studenti e le loro esigenze quotidiane. Migliorare questi aspetti vuol dire anche ridurre i tempi di permanenza all’università”. Altro obiettivo sarà, infatti, quello di accorciare il percorso che porta alla laurea: “Uno studente al massimo può restare 6 anni in questa Università, poi deve andare via. Più tempo si resta parcheggiati, maggiori saranno le difficoltà in futuro. Raggiungere risultati soddisfacenti è possibile, occorre solo un impegno concreto da parte di chi è dentro queste dinamiche, me compreso”. Un impegno: restituire solennità alle sedute di laurea. “Mi piacerebbe svolgere l’esame di laurea in un clima adeguato alla proclamazione. Gli studenti debbono essere soddisfatti del percorso universitario, dalla A alla Z. Quindi il giorno del traguardo non può essere vissuto come una formalità da espletare”. Attenzione anche al post-laurea: “I laureati sono la nostra risorsa più grande, è nostro compito indirizzarli nel mondo del lavoro”.
Susy Lubrano
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