Corsi più vivibili al primo anno

Aule affollate ma non straripanti, file accessibili per raggiungere i luoghi comuni: superata la prima fase di disagio, Giurisprudenza si assesta su ritmi sostenibili. “È tutto molto più calmo rispetto ai primi giorni – commenta Adriano Pugliese, matricola – Ai corsi introduttivi ho avuto paura che fosse sempre così, un caos incontrollato di ragazzi scalpitanti, pronti a rubare il posto. Non dico che ora sia facile farsi spazio, ma il peggio è passato. La folla dei primi momenti non c’è più”. Alcuni studenti hanno deciso di non seguire i corsi per studiare, altri ne seguono solo alcuni. “Andare a lezione per perdere tempo è una cosa che a Giurisprudenza proprio non ci si può permettere – racconta Maria Grazia Menna, matricola – Quando ho visto il manuale di Costituzionale con le sue 1000 pagine, ho capito che una scelta era doverosa. Inutile intestardirsi e raccontarsi la bugia che si possono studiare tutte e tre le discipline contemporaneamente. Dove vai con mattoni come Istituzioni e Costituzionale? Meglio seguire due corsi su tre che perdere il senso della realtà”. “Molti di noi – commenta Ludovica Mazzarella – hanno deciso di sostenere Storia e Costituzionale, tralasciando Istituzioni di diritto romano che prevede un programma corposo. Costituzionale è propedeutico e fondamentale, Storia è più semplice”. Le lezioni di Costituzionale, infatti, sono frequentatissime, così come Storia. “Seguo Costituzionale perché non voglio trascinarlo nel secondo semestre – afferma Nunzio D’Esposito – Il programma è vasto, ed affiancare questo studio a Privato successivamente sarebbe come voler ‘suicidare’ il primo anno. Sono nella cattedra del prof. Alberto Lucarelli e mi trovo benissimo. Il docente è molto chiaro e disponibile, certo capita che in alcuni giorni ci sia più folla, ma la situazione è sotto controllo”. “Da quando mi sono iscritto – dice Bruno Baldini – mi è capitato di seguire seduto per terra solo due volte e nelle prime settimane. Alcuni ragazzi si sono iscritti ad altri Corsi di Laurea, altri studiano a casa perché fuori sede. Tutto sommato si segue bene. Credo che quest’anno ci sia un forte calo di iscrizioni, le lauree giuridiche non assicurano più il futuro, e chi si iscrive è maggiormente motivato rispetto agli altri anni”. Entusiasta Chiara Massari: “Seguo Istituzioni perché preparo la strada a Privato – spiega la matricola – Non mi fa paura dover affrontare le discipline più toste. Sono del parere che con l’entusiasmo dell’inizio bisogna rincorrere le imprese impossibili. Per ora seguo tutte e tre i corsi, cercherò di non deludere le mie aspettative”. Scelta coraggiosa anche quella di Giovanna Malpede: “Studio tutti i giorni, tutte e tre le discipline contemporaneamente. A lezione cerco di apprendere il più possibile, una volta a casa rielaboro le idee. Spero di non restare indietro, il mio piano di dare tre esami è per spiriti forti”. “Sono molto soddisfatto delle prime settimane – commenta Paolo Natale – Escludendo i primi giorni infernali, i corsi ora sono vivibili. Certo, siamo sempre in tanti, capita di dover seguire in aule affollate dove porre una domanda è ancora utopia, ma tutto sommato non mi lamento. Ora mi preoccupano più i manuali da studiare che il posto a sedere in aula”. 
Solito caos
per Procedura Civile
Lezioni tranquille anche al II anno, le cattedre degli insegnamenti fondamentali sono ben 5 e la ripartizione aiuta a contrastare i disagi. “Riusciamo più o meno a trovare sempre posto – racconta un gruppo di studenti al corso di Economia Politica I cattedra – Avere un banco su cui poggiarsi e prendere appunti è vitale quando si affrontano formule e grafici. Per ora non possiamo lamentarci, gli scorsi anni a stento si riusciva ad entrare in aula, oggi invece troviamo pure la sedia libera”. Problemi di ‘incontinenza’, invece, si registrano al III anno, l’aula Ottagono ospita Procedura Civile (II cattedra A-L) e il suo variegato mondo. “Siamo alle solite – sbuffa infastidita Valeria Ercolano, studentessa al V anno – aula angusta, studenti stretti in panche uniche, un caldo soffocante. Pur di fare spazio ai colleghi, ci stringiamo fino a strizzarci. Il sacrificio però non serve, c’è gente appollaiata sulla scale pur di prendere appunti”. “Le lezioni del prof. Angelo Scala sono fondamentali e frequentate, non solo dai ragazzi del terzo anno ma anche da una moltitudine di fuori corso – sostiene Marzia Del Prete – Il numero di persone che si racchiude fra la lettera A e la lettera L è spropositato rispetto ai posti dell’aula. Procedura dovrebbe avere la precedenza su tutto, non possiamo seguire con attenzione se dopo un po’ si ha male alla schiena”. La situazione non accenna a cambiare. “Nonostante siano passate diverse settimane, seguire diventa sempre più pesante – fa notare Pietro De Dominicis – L’altro giorno, a metà lezione, sono andato via perché non respiravo più, la folla era tanta che mi sentivo come dentro una pressa. Eppure le aule grandi ci sono, ma sono destinate ai corsi del primo anno. Non si potrebbero tenere, ad esempio, alcune lezioni il giovedì, per recuperare spazi? Comprimere tutti i corsi ad inizio settimana è poco funzionale, soprattutto per discipline che accolgono studenti di tutte le età e di tutti gli anni accademici”. 
Una settimana
troppo corta….
Qualche disagio anche ai corsi di Diritto Penale del prof. Vincenzo Maiello: a far disperare i ragazzi non è la folla in aula ma l’orario delle lezioni. “Essere a Corso Umberto dalle 14.30 alle 16.30 va contro il diritto allo studio – afferma Marco Catuogno – Per chi come me abita lontano, è impossibile toccare libro tre giorni la settimana. La mattina bisogna correre per essere in aula e la sera si rincasa troppo tardi per mettersi sui libri in modo produttivo. Perché quest’orario così controproducente?”. “Molti hanno abbandonato il corso per questo motivo – sostiene Alba Capua – Mica c’è solo Penale da dover studiare per gennaio! Fra i mali conviene scegliere sempre il minore e, se essere in aula equivale a tralasciare altre materie, tanto vale arrangiarsi da soli. Il pensiero è condivisibile, anche se perdere le lezioni di Penale è davvero dura”. Alcuni studenti fanno notare che la mancanza di aule potrebbe essere superata allungando il calendario delle lezioni fino al venerdì. “Ho tanti amici che frequentano altri Dipartimenti che sono in aula fino al venerdì – racconta Antonio Castiglia – Non capisco perché la settimana a Giurisprudenza debba essere corta, limitando spazi ed orari flessibili. Le aule sono intasate ed incastrate fra le discipline in alcuni giorni e libere totalmente in altri. Cosa si cela dietro queste scelte sbagliate?”. 
Nessuna stonatura arriva dai corsi del IV e V anno: “Seppur le cattedre di Diritto dell’Unione Europea siano solo due, non ci sono grossi problemi da evidenziare – rivela Giuditta Del Giudice – L’esame è del V anno, ma molti ragazzi sono alle prese con Procedura Civile che si tiene negli stessi orari e negli stessi giorni. Facile capire dove si riversa la corrente in quelle ore”. “Meglio così – ribatte Aniello Ferrazzo, studente all’ultimo anno – si fa molta meno fatica a restare concentrati. Quest’anno, poi, anche i corsi di Diritto Civile sono diventati 5, aumentando le cattedre c’è minor affollamento. Siamo in controtendenza con quello che si è sempre detto sull’affollamento di Giurisprudenza, ma non dimentichiamo che in questo mese inizia una lunga sessione d’esame. Molti ragazzi sono alle prese con lo studio e, purtroppo, chi deve recuperare il tempo perduto – la maggior parte degli iscritti è indietro – preferisce saltare i corsi, pur di avere un esame in più”.
Susy Lubrano
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