Dal prossimo anno una nuova facoltà: Biotecnologie

Il Corso di Laurea in Biotecnologie diventa Facoltà, probabilmente già a partire dal prossimo anno accademico. Lo anticipa il professor Luciano Gaudio, docente a Scienze Biologiche e vice del preside Guido Trombetti. “C’è una proposta che viene a valle di posizioni esplicitamente assunte dal rettore Fulvio Tessitore e che dovrà essere discussa ed eventualmente approvata dalle facoltà che concorrono all’attuale articolazione di Biotecnologie: Scienze, Medicina, Veterinaria, Agraria. Il Rettore più volte ha detto che la localizzazione della facoltà di Biotecnologie dovrebbe essere a Scampia, in una delle Vele che è stata risparmiata dalle ruspe. Ovviamente, se la facoltà parte dall’anno accademico 2000/2001, sarà necessario trovare una sede provvisoria, in attesa dell’agibilità di quella prevista a Scampia. Ripeto: il documento è adesso all’esame delle singole facoltà, che dovranno dare il loro assenso, leggasi partecipazioni in termini di docenza ed impegno. Poi si passerà alla fase della realizzazione, che potrebbe iniziare già dal prossimo anno accademico”.
Con quale formula partirà la neonata facoltà di Biotecnologie, quella tradizionale oppure quella del tre più due? “Ancora non so, personalmente ritengo che sarebbe più opportuno iniziare con la laurea riformata, quella triennale di primo livello”. Non dovrebbe essere una facoltà a numero chiuso. Questo, almeno, è quanto auspica il professor Gaudio. “Non credo e spero che non lo sia. Io sono fermamente contrario al numero chiuso; penso tutt’al più ad un numero programmato sulla base della capacità di assorbimento occupazionale, valutata attraverso indagini di mercato. Che comunque è problematico quantificare ed ipotizzare. Piuttosto sottolineo quanto importante sia che la nascita di questa facoltà sia supportata adeguatamente con le risorse che occorrono. Serviranno professori, in parte quelli i quali già insegnano nelle facoltà che collaborano al progetto, in parte nuovi. Saranno indispensabili strutture ed attrezzature. Significa che occorrono finanziamenti adeguati, sia dall’Università, sia dal Ministero. La logica delle iniziative a costo zero non paga e non ha mai pagato. Anzi, ha fatto fallire iniziative che invece potevano essere utili ed interessanti. Spero vivamente che non capiti anche con questa. Al di là di questo timore, ho una sola perplessità, che è legata alla mia formazione, al mio background scientifico, politico e culturale. Sono stato abituato a pensare che il cemento ed il collante di tutto resti sempre la cultura di base, sulla quale poi si vanno ad innestare le tecnologie e le applicazioni. Nel caso di questa facoltà, invece, il cemento sarebbero le tecnologie, sulle quali, successivamente, si andrebbe ad innestare la formazione culturale di base”. Per quanto concerne le prospettive occupazionali, la nuova facoltà nasce sotto una buona stella. “E’ stato ipotizzato che nei prossimi anni le aziende di biotecnologie arriveranno a decuplicare il loro fatturato annuo”.
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