Dalle stelle alle stalle

“Se si potesse associare un aggettivo alla sede di via Claudio sarebbe proprio disastrata”, afferma Erasmo con aria demoralizzata. Per lui e per chi come lui è iscritto al III anno di Ingegneria Informatica, questo secondo semestre ha portato con sé una brutta sorpresa. Non solo, infatti, questi studenti devono ricominciare tutto da capo con nuove materie, ma hanno dovuto affrontare anche un drastico spostamento: dalla sede di Agnano a quella di via Claudio. Ecco perché, alla domanda su quali siano le difficoltà di questo semestre, Erasmo non parla di professori severi, programmi troppo vasti o lezioni prive di contenuto, ma di aule, banchi e attrezzature: “L’aula C2A, nella quale seguiamo solitamente, ha vari problemi, ma diciamo che sono quelli di un po’ tutto il plesso: i banchi sono vecchi e le panche sono quasi arcaiche, con una seduta a 90° esatti. Il proiettore, inoltre, funziona solo in bianco e nero. Sciocchezze rispetto a tutta la struttura: i soffitti non ci sono, nel senso che abbiamo l’ossatura in ferro scoperta, le luci sono agganciate con il fil di ferro, non c’è aria condizionata, i bagni sono talmente piccoli che per aprire la porta devi salire in piedi sul water”. Un ambiente poco confortevole che i ragazzi sono costretti a frequentare per tantissime ore: “Gli orari sono un po’ pesanti. Ci sono giornate in cui si segue di mattina, per poi riprendere il pomeriggio dopo 4 ore di nulla”. L’unico sollievo è dato dai professori: “Non c’è da lamentarsi, sono sempre disponibili, anche fuori orario di ricevimento. Che alcune lezioni non siano comprensibili è pure normale. In genere, per chiarirsi le idee, basta chiedere”. Erasmo ha appena concluso la sessione esami in maniera piuttosto positiva: “Ho dato due esami e mezzo: ho superato Introduzione ai circuiti con 26 e Reti di calcolatori con 27, mentre ho rifiutato il 23 di Sistemi operativi (perciò dico mezzo)”.
Altro studente, stessa versione. “Corsi problematici in questo semestre non ce ne sono e i professori sembrano essere molto bravi. La condizione delle aule in via Claudio, invece, non è delle migliori. La C2A non è messa peggio di altre: le cose che saltano subito all’occhio sono un buco tra i posti a sedere e il proiettore mal funzionante, che proietta in scala di grigio. Ci sono, però, anche aule che non hanno un soffitto, o meglio, un tempo avevano dei controsoffitti che ora non ci sono più. Non mancano posti che non presentano il banchetto”, racconta Catello. Lo studente, nonostante durante la sessione invernale non sia riuscito a sostenere due esami per mancanza di tempo, dichiara: “Tutto sommato non penso di essere in cattive condizioni con gli esami”.
Alfonso, parlando dell’aula C2A, ne fa una questione di abitudine: “Veniamo da Agnano, dove le aule sono nettamente superiori e, quindi, non siamo abituati”. Per lo studente, però, una cosa è certa: “Il proiettore fa pena e andrebbe cambiato”.
Più che la struttura, ad incidere negativamente su Antonio è l’organizzazione degli orari delle lezioni: “Gli orari sono terribili, infinite ore di spacco che costringono a buttare giornate e tempo all’università, senza poterle sfruttare in modo opportuno. Il mercoledì, ad esempio, abbiamo 2 ore di Sistemi multimediali, dalle 10.30 alle 12.30, poi 4 ore, e sottolineo 4, di buco e, infine, altre 2 ore di Intelligenza artificiale. Non si può fare avanti e indietro perché la benzina costa, quindi ci tocca restare in sede e, spesso e volentieri, non si riesce a studiare, almeno io non riesco come vorrei”. Lo studente è contento per gli esami sostenuti: “Durante la sessione invernale ho sostenuto Metodi, che mi portavo dietro da un po’, e Sistemi operativi. Se non fosse che tra questi esami c’è Metodi, non sarei soddisfatto. Questo esame mi ha tolto tanto tempo ed energie, quindi l’averlo superato mi rende nel complesso contento”.
Non proprio soddisfatta del bottino, Fabrizia: “Mi aspettavo di dare tre esami, ma sono riuscita a darne solo due. A novembre ho sostenuto Fondamenti di sistemi dinamici e a gennaio Introduzione ai circuiti. Avrei voluto dare anche Metodi matematici, ma non sono passata per pochissimo alle due date dello scritto. Spero alla sessione estiva per questo esame e, ovviamente, anche per altri!”. Poi, la studentessa passa ai disagi attuali: “Quest’anno, purtroppo, seguo nella struttura in via Claudio, nella C2A. Come struttura non è paragonabile assolutamente a quella di Agnano. Qui ci sono delle panche di legno anche rotte e alcuni hanno difficoltà a vedere la lavagna perché siamo troppo ammassati”.
C’è chi, poi, sottolinea come strutture e apparecchiature non adeguate possano incidere negativamente sulla qualità dell’insegnamento. “L’aula C2A ha un problema fondamentale: è vecchia, del resto come tutte le aule di via Claudio. Farei, invece, presente la questione dei laboratori che, a mio parere, risultano inadeguati per una Facoltà come la nostra. È diventato tutto troppo teorico e poco pratico: è questa la pecca più grande!”, afferma Samantha con tono dispiaciuto.
Bottino corposo quello di Francesco: “Avevo in programma quattro esami e quattro ne ho dati”. Qualcosa, però, intacca la sua soddisfazione: “Diciamo che non sono stato contento fino alla fine poiché mi sono dovuto confrontare con assistenti non proprio il massimo sul piano umano. Alla fine, comunque, si deve star zitti e accettare il voto, no?”, afferma con tono sarcastico. Anche lui, come Samantha, è molto preoccupato per quello che riuscirà realmente ad apprendere durante le lezioni. “La cosa disastrosa è la totale assenza di proiettori ben funzionanti. Che si segue un po’ scomodi non è la fine del mondo, ma che non si riesca a seguire per bene è una cosa molto più problematica”.
Fabiana Carcatella
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