Esami, domande ricorrenti e stress da cronometro agli scritti

C’è chi va avanti e indietro nel corridoio e chi ripete a bassa voce, chi fuma  in cortile e chi segna le domande del professore. Triennale o Magistrale, primo o ultimo anno, l’esame è sempre fonte di ansia, anche per la persona più tranquilla al mondo. Si nota subito fermento a Palazzo Pacanowski per i primi esami della sessione estiva. Attendono la docente Chiara Cannavale per la prova, gli studenti del primo anno del corso di Cross Cultural Management, per la Magistrale in Management Internazionale e del turismo. “Abbiamo studiato vari paesi del mondo a livello imprenditoriale, per creare ponti tra cultura italiana e straniera. Portiamo solo un manuale”, spiega Alessandro Gemini. “Dopo aver vagliato caso per caso ogni cultura, bisogna adattarne il tipo di marketing, ad esempio nei paesi islamici si dovranno produrre bambole col burqa. Durante il corso ho approfondito un caso sulla cultura cinese, ovvero ho ipotizzato una scelta d’internazionalizzazione adattando il prodotto al contesto. Il corso ci è piaciuto molto, speriamo che l’esame vada altrettanto bene”, aggiunge Laura Sorge.  Al primo anno di Management delle Imprese Internazionali in tanti ritentano gli esami andati male. “Il fatto che qui ci siano molte sessioni, aiuta. Mi ha dato qualche problema l’esame di Matematica con il prof. D’Onofrio, anche se è molto disponibile, lo puoi contattare addirittura su facebook per esporgli i tuoi problemi. La prima volta non l’ho superato, nonostante avessi studiato come un matto. Ho gestito male il tempo. In un’ora e mezza dovresti completare cinque esercizi, mentre io mi sono concentrato solo su uno, e ho perso di vista il resto”, rivela Antonio Villano. L’esame presenta sempre la stessa struttura: “quindi non è difficilissimo. Il primo esercizio è una funzione, poi c’è la matrice, seguono infinito e infinitesimo campione. Non è necessario provenire dallo Scientifico per passarlo, basta un buon metodo di studio e una corretta organizzazione del tempo durante la prova”. La collega Livia Silvestre è invece alle prese con l’integrazione di Storia Economica: “è un esame da tre crediti formativi, nonostante ciò, la volta scorsa non l’ho passato. Ho chiesto via mail alla docente se potevo sostenere l’esame senza prova intercorso, ma non ho mai ricevuto risposta. Per parlare con lei devi andare a ricevimento. Ho più paura di quest’esame che di Diritto Commerciale, almeno lì sai cosa ti possono chiedere”. Luigi Parisi, terzo anno di Economia Aziendale, ha già sostenuto Diritto Commerciale e può confermare che “è un esame piacevole, una materia importante, perché ti fa capire realmente come funziona l’economia societaria. Occorrono almeno quattro mesi per prepararlo. Non fai esercizi e basta”. Difficoltà in tal senso l’ho riscontrata per l’esame di Statistica con la prof.ssa D’Agostino: “sono tre moduli da studiare, per ognuno allo scritto ci sono nove domande con opzioni vero o falso, e un esercizio. Il tutto in un’ora”. Anche le colleghe Gaetana Napolano e Maristella De Gregorio l’hanno sostenuto. Non sono molto soddisfatte del risultato, ma confessano: “è un esame di difficoltà media, per noi era un’integrazione, con un esercizio composto da cinque quesiti a risposta aperta ed opzioni vero o falso. Nonostante sia un’integrazione c’è pericolo di bocciatura, non bisogna prenderlo sotto gamba; in più, fa media con quello precedentemente sostenuto”, affermano.
Entrano un po’ alla volta nelle aule d’esame del piano terra, a causa della calca che si è formata, gli studenti del primo anno di Magistrale in Amministrazione e Consulenza Aziendale, pronti per l’esame in Profili giuridici e gestionali delle imprese internazionali. “Non è molto difficile in sè,  è il materiale didattico che è pesante. Dobbiamo illustrare la normativa europea in tema di libertà di stabilimento, concorrenza con imprese e società a livello europeo”, fa presente Raffaele Spasano. “Abbiamo affrontato la prova intercorso a maggio, quindi per chi ha seguito non occorre molto tempo sui libri. Nel giro di un paio di settimane lo si completa. È stato interessante studiare il rapporto delle imprese italiane a livello comunitario”, prosegue Angelo Avino. “La prova intercorso scritta verteva sui profili gestionali, con domande a risposta aperta su: come si gestisce un’azienda all’estero, teorie di globalizzazione e internazionalizzazione.  Ora portiamo la parte orale e fa media con il voto della prova scritta”, conclude Giovanni Riccitelli.
Si preparano per la fine di giugno le studentesse iscritte al quinto anno di Giurisprudenza, intente nello studio del Diritto della Navigazione: “studiamo le strutture del porto, la zona contigua, le responsabilità del comandante, i sistemi di carico e scarico”, illustra Anna Olivieri. “Ci intimorisce un po’ per la mole: sono 660 pagine per nove crediti, con tante cose da ricordare. Penso che lo daremo il 18 giugno”, continua Maria Teresa Cirelli. Solo Maria Manganiello sta preparando Diritto Amministrativo, conosce già le domande più frequenti: “è un volume da 500 pagine circa. I quesiti ricorrenti all’orale riguardano la distinzione tra ente pubblico e privato e l’amministrazione. Spaventa perché ci sono elementi particolari in commissione, anche se il prof. Sergio Capozzi è bravissimo”.
Allegra Taglialatela
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