Già pronte per il tre giugno, prima data dell’esame a scelta di Paleontologia e Paleoecologia, le quattro studentesse al secondo anno del Corso di Laurea Triennale in Cultura e Amministrazione dei Beni Culturali che hanno trascorso quattro giorni a Capri, proprio per prepararsi al meglio alla prova. L’esame consiste in una parte orale, una dedicata all’individuazione delle tipologie di rocce, una all’esame delle carte geografiche volto al riconoscimento delle zone dove i materiali permettono lo scavo. L’ultima: “sulla produzione di un poster con il programma adobe Illustrator, riguardo argomenti affidati dal docente”, spiega Valentina Monsurrocco, una delle protagoniste dell’esperienza vissuta ai primi di dicembre, alla scoperta di rocce e fossili nella meravigliosa isola, insieme al prof. Filippo Barattolo, titolare di cattedra. “La mia passione per l’archeologia è nata al Liceo, visitando gli scavi di Pompei ed Ercolano. Ho pertanto preferito il percorso storico archeologico, dato che mi affascinava molto di più rispetto agli altri, in quanto poco consueto”, continua Valentina, che con le colleghe Bianca De Luca, Assunta De Crescenzo e Sara Lombardo (uniche su dieci corsisti del Nuovissimo Ordinamento a partecipare all’esperienza didattica a proprie spese) ha seguito la particolare disciplina, articolata in lezioni frontali e laboratoriali: “bisogna innanzitutto distinguere le rocce metamorfiche da quelle vulcaniche con una lente d’ingrandimento, a seconda del tipo di solidificazione. Dopodichè si può analizzare il fossile”. La Paleoecologia è invece lo studio dei fossili e del loro rapporto con la natura: “in questo caso si analizza il modo di conservazione della foglia o dell’albero. Di sicuro una cosa è studiare sui libri, un’altra toccare con mano. Nel secondo caso riesci a comprendere davvero ciò che studi”. Le ragazze si alzavano presto ogni mattina: “e con il professore andavamo in cerca di affioramenti sparsi per l’isola, riconoscendovi i fossili e il loro ciclo di vita. L’oggetto di ricerca non è dei più semplici, consiste in un esame degli stessi, attraverso le scienze moderne. Ha indubbiamente ampliato il nostro bagaglio culturale”. Oltre alla ricerca dei fossili, le quattro esploratrici, guidate dal prof. Barattolo, hanno perlustrato tutta l’isola, godendone le mille bellezze: “abbiamo ammirato lo splendore dei Faraglioni, l’Arco Naturale, il sentiero di Pizzolungo che conduce alla Grotta Matermania, le stalattiti di Anacapri, la scala fenicia e il Faro”. Significativa e stimolante è stata, inoltre, l’attività svolta presso il Museo Caprense Ignazio Cerio, da poco riaperto: “di cui il nostro docente è direttore. Ci ha chiesto di sistemarne il sito. Dopo aver scattato foto alle opere, pubblicavamo una breve descrizione spiegando di cosa si trattasse”. Il percorso universitario è iniziato e prosegue bene per Valentina: “i docenti sono preparati e facilitano il lavoro tramite prove intercorso. Un po’ di problemi li ho riscontrati studiando il Diritto amministrativo, poiché il prof. Gambardella richiede molti approfondimenti. Dopo la Triennale, mi piacerebbe proseguire con la Specialistica in Archeologia Classica alla Federico II, o in Preistoria e Protostoria a Roma o Firenze”.








