“L’iniziativa di oggi è una tessera di quel mosaico che vi consentirà di scegliere la facoltà che frequenterete in maniera informata. Prendete il materiale informativo che abbiamo messo a vostra disposizione, ascoltate gli interventi dei relatori, fatevi un giro per la facoltà in maniera da capire quello che siamo o non siamo in grado di offrirvi. Poi cercate di assumere informazioni anche sulle altre facoltà. Infine potrete scegliere a ragion veduta. Oggi siamo qui per informarvi, non per vendere il prodotto Economia. Avevamo anche invitato due laureati da un anno e mezzo, i quali sono ancora disoccupati. Purtroppo si sono vergognati e non sono venuti. La loro presenza sarebbe stata importante per capire quali fattori aiutano e quali no, a mettere a frutto la laurea in Economia nel migliore dei modi”. Il preside Massimo Marrelli introduce così l’iniziativa svoltasi il 16 maggio e finalizzata ad illustrare agli studenti delle scuole superiori le strutture della facoltà, l’offerta didattica e la sua efficacia. A questo scopo sono stati convocati alcuni laureati di successo -Federico Pepe, amministratore delegato del Banco di Napoli; Vincenzo Vitelli, amministratore delegato della Henkel Italia; Raffaele Cercola, Commissario dell’ente Mostra d’Oltremare; Achille Coppola, commercialista con studio a Napoli ed a Milano – ma soprattutto sono stati mobilitati i ragazzi del Servizio Informativo Studenti e del progetto Porta, trasformati in altrettanti Cicerone con l’incarico di mostrare ai più giovani colleghi i segreti di Monte Sant’Angelo. Qualcosa la anticipa lo stesso Marrelli: “sappiate che il nostro sforzo è avvicinare la facoltà al mondo del lavoro. Cinquecento nostri laureati stanno svolgendo stage formativi in aziende”.
Apre le testimonianze eccellenti Federico Pepe. “Ricordo che quando io dovetti scegliere l’Università cercai di prendere il maggior numero di informazioni possibili da parenti e familiari. Poi decisi io, in base a quello che volevo fare. Scelsi bene, perché Economia è una delle facoltà più vicine alla complessità della realtà. Da studente io avevo grandissima curiosità. Ebbi anche la fortuna di avere grandissimi docenti: ascoltare alcune delle loro lezioni era per me piacevole quanto andare al cinema. A volte, superato l’esame, continuavo a studiare la stessa materia, perché mi appassionava e mi piaceva. Cercate sempre di mantenere viva la curiosità e sfruttate la possibilità che Economia vi offre di acquisire un metodo. Oggi c’è bisogno di qualità e la laurea ha valore se ad essa corrisponde questo requisito. Molti giovani laureati nel sud ce l’hanno; ne abbiamo assunti 500 negli ultimi anni”.
Fa un salto indietro con la memoria anche Vincenzo Vitelli. “Quando io frequentavo in via Partenope già cercavo opportunità di acquisire una qualità di apprendimento che poi mi consentisse di cercare il successo professionale, inteso come realizzazione delle ambizioni, di qualunque tipo esse siano. Già all’epoca quella di Economia era una offerta formativa molto aperta. Era quello che chiedevo e che ho riscontrato: tante alternative da poter portare avanti. Ma soprattutto, è una facoltà capace di darvi un metodo di affrontare i problemi, che è poi quello che caratterizza lo studente che ha ben approfondito. Voi dovete chiederle di mettervi a disposizione anche quegli strumenti aggiuntivi che possano arricchire la vostra preparazione: tirocini, seminari, laboratori, biblioteche fornite, attrezzature informatiche”. Considerazioni che offrono a Marrelli lo spunto per una precisazione: “io ho insegnato anche a San Diego, negli Stati Uniti. Ebbene, posso dirvi in onestà che il livello di informatizzazione di Economia della Federico II è superiore”.
Dalla questione degli spazi prendono le mosse anche le riflessioni del dottor Achille Coppola. “Io mi sono laureato nel 1981 e l’anno seguente ho conseguito l’abilitazione. Frequentavo in via Partenope, splendida sede sotto il profilo scenografico. Questa lo è meno, ma mi sembra estremamente funzionale. Nella professione mi sono confrontato con colleghi di tutti gli atenei, compresi i mitici bocconiani. Ebbene, chi studia bene e si laurea alla Federico II non è inferiore a nessuno. I docenti, adesso come quando ero studente, sono tutti di grande spessore. Ricordo che per seguire le lezioni del professor Domenico Amodeo ci si aggrappava alle transenne e che Augusto Graziani ci ha offerto gli strumenti per capire la politica economica. A chi di voi si iscriverà ad economia per svolgere la professione di Commercialista dico che non è facile e richiede una solida preparazione strategico manageriale. La facoltà la offre”.
Da un commercialista ad un manager di un ente pubblico, approdato a questo ruolo direttamente dall’Università. La parola passa al professor Raffaele Cercola: “io sono stato fortunato. Ho seguito le lezioni di docenti i quali mi anticipavano quello che sarebbe accaduto dieci o venti anni più tardi. Ho fatto parte dell’Associazione degli Studenti di Economia, che esiste ancora oggi, attraverso la quale nel lontano 1970 ho avuto l’opportunità di svolgere uno stage in azienda, in un periodo in cui ancora non si sapeva bene neanche cosa fossero. Infine, ho appreso applicando. Parlo di fortuna perché le mie scelte sono state dettate più dall’intuizione che da precise informazioni. Oggi, invece, voi avete la possibilità di progettare il vostro futuro, perché circolano più informazioni”.
Interviene di nuovo il preside Marrelli: “vi affidiamo ai nostri studenti, i quali vi aiuteranno a capire meglio cosa offre e cosa non offre la facoltà. Per esempio, non abbiamo la mensa, anche se stiamo costruendo una tensostruttura che speriamo possa ospitarla sin dal prossimo anno. Vi prego di rivolgere loro tutte le domande che magari non volete fare a noi”.
In contemporanea a quello con i laureati eccellenti si è svolto ad Economia un incontro con il direttore del Mattino Paolo Gambescia sul ruolo dell’informazione ed un seminario di Luigi Roth, amministratore delegato di Ansaldo Breda, professore a contratto ad Economia. ”Un incontro per far capire come è il sistema che sta fuori dall’Università”, ha sottolineato in apertura, introducendo l’intervento di Roth, il professor Riccardo Mercurio.
Apre le testimonianze eccellenti Federico Pepe. “Ricordo che quando io dovetti scegliere l’Università cercai di prendere il maggior numero di informazioni possibili da parenti e familiari. Poi decisi io, in base a quello che volevo fare. Scelsi bene, perché Economia è una delle facoltà più vicine alla complessità della realtà. Da studente io avevo grandissima curiosità. Ebbi anche la fortuna di avere grandissimi docenti: ascoltare alcune delle loro lezioni era per me piacevole quanto andare al cinema. A volte, superato l’esame, continuavo a studiare la stessa materia, perché mi appassionava e mi piaceva. Cercate sempre di mantenere viva la curiosità e sfruttate la possibilità che Economia vi offre di acquisire un metodo. Oggi c’è bisogno di qualità e la laurea ha valore se ad essa corrisponde questo requisito. Molti giovani laureati nel sud ce l’hanno; ne abbiamo assunti 500 negli ultimi anni”.
Fa un salto indietro con la memoria anche Vincenzo Vitelli. “Quando io frequentavo in via Partenope già cercavo opportunità di acquisire una qualità di apprendimento che poi mi consentisse di cercare il successo professionale, inteso come realizzazione delle ambizioni, di qualunque tipo esse siano. Già all’epoca quella di Economia era una offerta formativa molto aperta. Era quello che chiedevo e che ho riscontrato: tante alternative da poter portare avanti. Ma soprattutto, è una facoltà capace di darvi un metodo di affrontare i problemi, che è poi quello che caratterizza lo studente che ha ben approfondito. Voi dovete chiederle di mettervi a disposizione anche quegli strumenti aggiuntivi che possano arricchire la vostra preparazione: tirocini, seminari, laboratori, biblioteche fornite, attrezzature informatiche”. Considerazioni che offrono a Marrelli lo spunto per una precisazione: “io ho insegnato anche a San Diego, negli Stati Uniti. Ebbene, posso dirvi in onestà che il livello di informatizzazione di Economia della Federico II è superiore”.
Dalla questione degli spazi prendono le mosse anche le riflessioni del dottor Achille Coppola. “Io mi sono laureato nel 1981 e l’anno seguente ho conseguito l’abilitazione. Frequentavo in via Partenope, splendida sede sotto il profilo scenografico. Questa lo è meno, ma mi sembra estremamente funzionale. Nella professione mi sono confrontato con colleghi di tutti gli atenei, compresi i mitici bocconiani. Ebbene, chi studia bene e si laurea alla Federico II non è inferiore a nessuno. I docenti, adesso come quando ero studente, sono tutti di grande spessore. Ricordo che per seguire le lezioni del professor Domenico Amodeo ci si aggrappava alle transenne e che Augusto Graziani ci ha offerto gli strumenti per capire la politica economica. A chi di voi si iscriverà ad economia per svolgere la professione di Commercialista dico che non è facile e richiede una solida preparazione strategico manageriale. La facoltà la offre”.
Da un commercialista ad un manager di un ente pubblico, approdato a questo ruolo direttamente dall’Università. La parola passa al professor Raffaele Cercola: “io sono stato fortunato. Ho seguito le lezioni di docenti i quali mi anticipavano quello che sarebbe accaduto dieci o venti anni più tardi. Ho fatto parte dell’Associazione degli Studenti di Economia, che esiste ancora oggi, attraverso la quale nel lontano 1970 ho avuto l’opportunità di svolgere uno stage in azienda, in un periodo in cui ancora non si sapeva bene neanche cosa fossero. Infine, ho appreso applicando. Parlo di fortuna perché le mie scelte sono state dettate più dall’intuizione che da precise informazioni. Oggi, invece, voi avete la possibilità di progettare il vostro futuro, perché circolano più informazioni”.
Interviene di nuovo il preside Marrelli: “vi affidiamo ai nostri studenti, i quali vi aiuteranno a capire meglio cosa offre e cosa non offre la facoltà. Per esempio, non abbiamo la mensa, anche se stiamo costruendo una tensostruttura che speriamo possa ospitarla sin dal prossimo anno. Vi prego di rivolgere loro tutte le domande che magari non volete fare a noi”.
In contemporanea a quello con i laureati eccellenti si è svolto ad Economia un incontro con il direttore del Mattino Paolo Gambescia sul ruolo dell’informazione ed un seminario di Luigi Roth, amministratore delegato di Ansaldo Breda, professore a contratto ad Economia. ”Un incontro per far capire come è il sistema che sta fuori dall’Università”, ha sottolineato in apertura, introducendo l’intervento di Roth, il professor Riccardo Mercurio.
Fabrizio Geremicca







