Filosofia e Ingegneria, nuove frontiere della conoscenza

Chi incontra per la prima volta il prof. Giuseppe Balido non può saper che di lì a poco verrà rapito e accompagnato nell’affascinante mondo del ragionamento scientifico-filosofico. E chi ha avuto modo di incontrarlo sa quale potenziale ha da trasmettere e come, in maniera molto semplice, sa offrire agli studenti mille spunti di riflessione, nuove finestre sul nostro mondo. Sono questi i punti di partenza del corso Logica e Metodo che si svolge ad Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio, di cui il professore è titolare. Nell’ambito dell’attività didattica sono stati realizzati diversi incontri su questo tema volti a chiarire i tanti perché di una scelta di questo tipo. L’ultimo lunedì 29 maggio dal titolo “Atomi e Monadi”.  Promotori della conferenza il prof. Raffaele Cioffi, docente di Chimica dei Materiali e dell’Ambiente e il prof. Rodolfo Maria Alessandro Napoli, docente di Ingegneria Sanitaria e Ambientale. Presenti, oltre ad alcuni studenti del primo anno che hanno preso parte al corso del prof. Balido e un folto gruppetto di ragazzi del secondo anno che invece non hanno potuto usufruire di questa opportunità, il prof. Catello Savarese, ordinario di Elettromagnetismo applicato. 
La conferenza si colora subito di toni molto intimi e familiari. “Ho insistito molto affinché gli amici del secondo anno potessero partecipare a questo incontro – spiega il prof. Cioffi- perché il mio desiderio era di condividere momenti meno aridi, in cui il nostro pensiero non è preso solo dalla concretezza, e desidero che il Filosofo ci induca a ragionare sulla realtà che ci circonda”.  Date queste premesse, forse è bene porsi prima una domanda: cosa ci fa un “Filosofo” alla Facoltà di Ingegneria? Il prof. Balido, che ha iniziato il suo percorso scolastico come perito industriale, poi, affascinato dalle tematiche filosofiche, ha cambiato percorso di vita diventando docente di Filosofia alla scuola superiore, subito mette in chiaro le cose: “Questa esperienza, mai realizzata altrove, ci fornisce di spunti di riflessione sulla nostra realtà, intesa come insieme armonico, una somma di tutte le sue parti. E questo non può che essere utile in una facoltà di questo tipo”.  Sulla scia di questa prima chiarificazione del ruolo di un filosofo in una facoltà tecnica, si parte con un viaggio che poco a poco porta in questo mondo controverso quanto affascinante.  Il percorso parte dal voler dare un ruolo ai ricordi personali del prof. Balido, ricordi che derivano dalla sua formazione scolastica di perito industriale, “l’elettricità come movimento di elettroni liberi lungo un conduttore”, e poi si snoda in una lunga carrellata di assunti e teorie che mira a fornire il quadro scientifico-filosofico essenziale, ma raccontato in una maniera semplice e intuitiva, comprensibile anche a chi è del tutto estraneo alla materia. Un lavoro che parte da diversi interrogativi e si conclude lasciandone aperti altri, perché lo scopo non è quello di avere la presunzione di dire come stanno le cose, ma di stimolo, di riflessione sulle vere o false verità del nostro mondo. Si parte dagli atomi, quali particelle che non possono essere osservate, e che quindi spingono a chiedersi se ciò che diciamo e conosciamo del mondo corrisponde a verità, e se la verità è solo quella che riusciamo ad osservare. Il discorso tocca i punti più svariati della tematica per poi approdare al cuore dell’incontro: le monadi, concetto introdotto da Leibniz, atomi spirituali, ovvero frazioni indivisibili dello spirito e della materia, per poi concludere che “dentro di noi è tutto già avvenuto, perché le monadi non hanno finestre”.  Conclusione questa che apre la strada ad un intenso dibattito, in cui viene alla luce la forte partecipazione degli studenti ad un tema per certi versi nuovo per alcuni, ma che mette ulteriormente in evidenza come due ambiti così diversi, quello scientifico e quello umanistico, possano unirsi per produrre un sapere che non agisce più a comparti, ma che è fluido e partecipe di ogni disciplina. “Chi si interessa di filosofia deve fare uno sforzo in più tentando di conciliare questi due mondi. Il problema del linguaggio viene così superato: non è più solo filosofico o tecnico, ma d’insieme – conclude il prof. Balido- Oggi abbiamo gettato un sasso nello spazio, ma è l’interesse personale a dover creare un ambito dove poterlo coltivare. Non basta sapere le cose, ma acquisire una metodologia per poterle applicare. Ecco perché nasce il nostro corso Logica e Metodo”. 
Nicla Abate
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