Scossi dalla vicenda dei calcinacci caduti a Palazzo Pacanowski gli studenti di Giurisprudenza. È stata completamente ricoperta e transennata non solo la zona interessata, ma anche quella circostante: “ci ha sorpreso che l’edificio inaugurato da così poco tempo sia andato incontro a quest’inconveniente. Ci siamo sempre vantati della struttura e del panorama, peccato!”, afferma Raffaele Pellino, al quinto anno. “In ogni caso questa è una struttura ben organizzata, con corsi adatti alle nostre esigenze e docenti sempre disponibili”, aggiunge Carmine Oione, al terzo anno, che ha il sogno di diventare procuratore sportivo. Il sogno di Gianluigi invece è quello di entrare in Accademia militare: “si può anche laureandosi all’esterno. Ho scelto quest’Università e non altre, perché i suoi docenti vennero a fare orientamento nella mia scuola e mi sono subito piaciuti”. Anche Antonio si trova bene: “ma è un po’ pesante. Giurisprudenza toglie molto tempo libero. Studio sei ore al giorno quando non ho i corsi ed anche il sabato e la domenica, per conservare la media del 26”, confida. “Alcuni professori sono un po’ duri, come Bifulco di Diritto Pubblico, che ora non insegna più da noi, ma nella sostanza il percorso è fattibile”, stabilisce Domenico, al quarto anno.
Si studia anche in Dipartimento, ma le aule studio sono poche, sempre piene e rumorose, per cui è stato affisso un regolamento alla porta: “non si occupano i posti con borse, giacche o quaderni per poi andar via, si fa silenzio quando si è nelle aule e si tiene bassa la suoneria del cellulare, devono servire per studiare, non per altro”, sottolinea Raffaele.
Particolare il percorso di Anna Salemme, studentessa al quarto anno, ma già laureata in Filologia Moderna alla Federico II. Racconta: “qui i docenti ti seguono molto nella preparazione dell’esame, cosa che non accadeva alla Federico II. Puoi rivolgerti ad un tutor per un sostegno e rintracciarlo facilmente via mail, cercare un confronto con lui, non stabilire solo un rapporto di subordinazione. Ti segue capitolo per capitolo, ti spiega dove sbagli e ti aiuta a migliorare l’esposizione, poiché la Giurisprudenza richiede un formulario adatto, non basta saper parlare. In ogni caso, all’esame porti tutto il programma”, informa. Ha preso una seconda laurea: “per migliorare le mie prospettive nel contemporaneo. Lettere e Filologia ti conferiscono uno sguardo d’insieme sul mondo, ma non ti proiettano nella realtà quotidiana. Per capire cosa succede al telegiornale, quando si parla di rinvii di sentenze o di ordinanze, è necessario conoscere di che si tratta”. Altri aspetti positivi riscontrati alla Parthenope: “è garantita una vigilanza assidua, l’impresa di pulizie si occupa dei bagni, forniti di sapone e carta igienica, cosa mai vista a Porta di Massa. Gli interventi, in caso di problemi, sono tempestivi, come per la questione dei calcinacci”. Unica pecca: “c’è meno collaborazione tra gli studenti, poca propensione ad aiutarsi. A Lettere, se un giorno ero assente, c’era sempre qualcuno che portava gli appunti sulla lezione del giorno in copisteria, qui ognuno guarda al percorso individuale”.
Si studia anche in Dipartimento, ma le aule studio sono poche, sempre piene e rumorose, per cui è stato affisso un regolamento alla porta: “non si occupano i posti con borse, giacche o quaderni per poi andar via, si fa silenzio quando si è nelle aule e si tiene bassa la suoneria del cellulare, devono servire per studiare, non per altro”, sottolinea Raffaele.
Particolare il percorso di Anna Salemme, studentessa al quarto anno, ma già laureata in Filologia Moderna alla Federico II. Racconta: “qui i docenti ti seguono molto nella preparazione dell’esame, cosa che non accadeva alla Federico II. Puoi rivolgerti ad un tutor per un sostegno e rintracciarlo facilmente via mail, cercare un confronto con lui, non stabilire solo un rapporto di subordinazione. Ti segue capitolo per capitolo, ti spiega dove sbagli e ti aiuta a migliorare l’esposizione, poiché la Giurisprudenza richiede un formulario adatto, non basta saper parlare. In ogni caso, all’esame porti tutto il programma”, informa. Ha preso una seconda laurea: “per migliorare le mie prospettive nel contemporaneo. Lettere e Filologia ti conferiscono uno sguardo d’insieme sul mondo, ma non ti proiettano nella realtà quotidiana. Per capire cosa succede al telegiornale, quando si parla di rinvii di sentenze o di ordinanze, è necessario conoscere di che si tratta”. Altri aspetti positivi riscontrati alla Parthenope: “è garantita una vigilanza assidua, l’impresa di pulizie si occupa dei bagni, forniti di sapone e carta igienica, cosa mai vista a Porta di Massa. Gli interventi, in caso di problemi, sono tempestivi, come per la questione dei calcinacci”. Unica pecca: “c’è meno collaborazione tra gli studenti, poca propensione ad aiutarsi. A Lettere, se un giorno ero assente, c’era sempre qualcuno che portava gli appunti sulla lezione del giorno in copisteria, qui ognuno guarda al percorso individuale”.







