Il corpo docente chiede tutela delle specificità e delle unicità dell’Ateneo

Si voterà entro l’estate per il futuro Rettore de L’Orientale, che riceverà la staffetta dalla prof.ssa Lida Viganoni, in carica da sei anni. In attesa del decreto di indizione delle elezioni da parte del Decano prof. Adriano Rossi, continuiamo con le nostre interviste a raccogliere gli umori e le aspettative da parte della classe docente mentre prendono sempre più corpo le candidature degli attuali ProRettori Giuseppe Cataldi ed Elda Morlicchio. 
Sburocratizzazione e tutela dei settori orientalistici: sono due delle questioni che il prof. Sergio Baldi, docente di Lingua e Letteratura Hausa e delegato alle problematiche della Disabilità, indica come quelli che dovrebbero essere tra i primi punti nel programma del prossimo Rettore. Nell’evidenziare, così, le esigenze dell’Ateneo, il docente spiega come “la burocrazia eccessiva toglie tempo prezioso al lavoro dei docenti. Oltre agli impegni didattici e quelli legati ad incarichi diversi all’interno dell’Ateneo, una macchina amministrativa troppo farraginosa rende impossibile svolgere con serenità gli impegni di carattere scientifico. Il passaggio ad un’amministrazione sempre più centralizzata ha di fatto bloccato il sistema. Bisognerà, quindi, prestare attenzione a questo aspetto cercando di snellire, per quanto possibile, gli ingranaggi burocratici”. Rendere più efficiente l’amministrazione, aggiunge, “anche attraverso maggiori controlli, per andare ad intervenire in maniera incisiva là dove si trovano punte di inefficienza”. Altro aspetto che sta a cuore al prof. Baldi, così come a molti suoi colleghi, è “la tutela delle lingue orientali. Io sono rimasto l’unico docente di una lingua africana, e non perché non ci sia bisogno di esperti in questo settore, vista la forte presenza di immigrati sul nostro territorio e gli stretti rapporti con i Paesi del Mediterraneo. Ci sono norme nella Riforma Gelmini che non possono andare bene per settori scientifici come il mio. Andrebbero evitati doppioni e tutelate, invece, le cattedre che abbiamo, uniche in Italia. Il nostro Ateneo, a dispetto della sua vocazione, non ha un Rettore proveniente dall’area orientalista da circa venti anni. Spero che chiunque sia eletto alla guida dell’Ateneo abbia a cuore queste cose e operi in tal senso. Se si vuole continuare a far esistere questa Università, mantenendo il cuore della sua missione scientifica, non si può ignorare la tutela delle sue specificità linguistiche e culturali”.
“Mi aspetto che il nuovo Rettore continui sulla strada intrapresa in questi anni nel potenziamento dei servizi informatici”, auspica il prof. Michele Gallo, docente di Statistica e responsabile del Centro Telematico di Ateneo. Uno sguardo particolare, quindi, alle sedi e ai servizi in generale sembra essere essenziale nel piano di lavoro della prossima guida dell’Orientale: “In questi anni abbiamo costruito una infrastruttura telematica solida e abbiamo potuto offrire agli studenti servizi importanti. Oggi bisogna pensare ad attivare altri servizi e a sviluppare nuovi canali di informazione per semplificare ancora di più la vita ai nostri iscritti”. Innovare il portale di Ateneo, per una comunicazione sempre più immediata; presenza sui social network per creare una community degli studenti vecchi e nuovi; virtualizzazione dei servizi e adozione di nuovi software: sono alcuni esempi del lavoro che c’è da fare. “Accanto all’implementazione dei servizi telematici, mi aspetto anche un’attenzione alla situazione logistica. Sicuramente non si può prescindere dal fatto che ci troviamo in sedi storiche, dove le possibilità d’intervento sono minime, ma alcuni nostri edifici sono molto carenti su alcuni servizi essenziali: ci sono aule che non hanno la necessaria strumentazione per lo svolgimento della didattica e alcuni servizi igienici in pessime condizioni. Migliorare questi aspetti, insieme alla giusta gestione della nuova Residenza di cui l’Ateneo si è dotato, è un lavoro che, nonostante le ristrettezze economiche, va portato avanti in un’ottica di maggiore vivibilità per gli studenti”.
Occorre un “grande rilancio del nostro Ateneo, che ha potenzialità inespresse, e che invece detiene un ruolo importante da giocare nell’area del Mediterraneo e al servizio di una città come Napoli, che necessita di un respiro internazionale”, la prof.ssa Luigia Melillo, docente di Bioetica e Storia della Medicina, già Presidente del Centro di Lifelong Learning di Ateneo, pensa ad un “Rettore che sappia dialogare con le istituzioni, perché l’Università non può chiudersi in se stessa. Deve dimostrare che è possibile attrarre risorse se si è innovativi. Come responsabile del progetto di Lifelong Learning, ho potuto verificare che la capacità di dialogo e di interazione con realtà esterne può portare ottimi risultati. Un Ateneo di caratura internazionale come il nostro, non può essere gestito in maniera provinciale, ma deve sfruttare le sue specificità scientifiche come punta di forza e di rilancio per noi stessi e per il territorio. Di fronte alla carenza di risorse ministeriali, insomma, bisogna saper trovare nuove strade per intercettare finanziamenti”. Per lavorare in tal senso, spiega la docente, è necessario “un minore accentramento. Abbiamo bisogno di un Rettore in grado di dialogare con tutti, che sappia dare deleghe effettive per una maggiore corresponsabilità e coinvolgimento da parte di tutti i colleghi. Veniamo da una Riforma che ha molto accentrato, ma un Rettore illuminato deve agire per il rispetto della democrazia, con una lettura trasparente e un lavoro di squadra: l’università è il primo luogo dove praticare ed insegnare le basi della democrazia”. A questo proposito non deve mancare un’apertura verso studenti e personale: “Va motivato il personale amministrativo, che è una grande risorsa della nostra Università, e tenuto un dialogo sempre aperto con gli studenti, che dovrebbero potersi confrontare con i futuri candidati per essere pienamente coinvolti nel voto che andranno ad esprimere”.
“L’Orientale è un piccolo Ateneo che però ha una tradizione particolare molto specifica nel panorama universitario italiano. Il prossimo Rettore dovrà partire da questa sua unicità”, si augura il prof. Carlo Vecce, docente di Letteratura Italiana e Coordinatore del Dottorato di Studi Letterari, Linguistici e Comparati. Già coordinatore dell’Osservatorio sulla ricerca de L’Orientale, il prof. Vecce evidenzia: “abbiamo delle eccellenze nella ricerca che vanno valorizzate, perché rappresentano uno strumento per il reperimento di fondi, anche a livello internazionale. Bisogna, per questo, incentivare al massimo le attività scientifiche dei docenti, cercando di equilibrare perfettamente i due versanti della didattica e della ricerca, che rappresentano le due dorsali sulle quali si regge l’università”. A questo proposito, quello dell’internazionalizzazione è un aspetto che il prossimo rettorato non dovrà trascurare: “I rapporti internazionali sono una vena caratterizzante de L’Orientale. Noi abbiamo tantissime convenzioni con Paesi stranieri, soprattutto se si considerano le piccole dimensioni del nostro Istituto, e, grazie a queste, molti nostri studenti riescono a svolgere periodi di studio o stage fuori, e noi stessi siamo un polo di attrazione per ragazzi stranieri”. “Purtroppo – aggiunge – la politica del Governo degli ultimi anni è stata molto penalizzante e diventa sempre più urgente conquistare spazi di autonomia per il nostro Ateneo che rischia di snaturarsi: è necessaria maggiore autonomia nella ricerca e nella didattica. Già è stato fatto molto in tal senso in questi anni: ricordiamo che siamo tra i pochi ad avere una politica seria per i giovani ricercatori, nonostante le ristrettezze economiche. Spero che anche in futuro si continui a lavorare in questa direzione”.
Valentina Orellana
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