“L’Università italiana è sotto di quasi 2 miliardi di euro e fra poco non si sarà in grado di pagare neanche gli stipendi ai docenti. E’ possibile che nessuno dica niente?”. E’ questo l’appello sconsolato di Elio Cosentino, neo-confermato Presidente del Cus, che proprio in seguito alla carenza di fondi si è visto costretto a sospendere le attività notturne e domenicali. “E’ stata una necessità dopo aver verificato – spiega il prof. Cosentino – che il Ministero per l’Università non aveva scongelato quel 20% di fondi previsti dalla Finanziaria per la gestione delle attività sportive presso le Università”.
I bilanci del Cus per il 2007 erano stati costruiti su quelli dello scorso anno, prevedendo un afflusso economico simile con un’oscillazione del 1 o 2%: è stata invece di circa -20% la variazione sul bilancio 2006 con un buco attorno ai 70 mila euro.
“Noi ci batteremo col Ministero per far prevalere le nostre ragioni- aggiunge il Presidente- ma non sarà facile perché nei capitoli che riguardano le attività a favore degli studenti, lo sport è il primo a subire tagli, considerato come attività superflua”.
Le cattive sorprese non sono arrivate solo dal MIUR, ma anche da Regione e Università: lo scorso anno una delibera regionale aveva stanziato fondi per le attività sportive universitarie di circa 300 mila euro, di cui 150 mila destinati al Cus Napoli. “Anche quest’anno noi ci eravamo basati su questa delibera- conferma Cosentino- ma fino ad ora i soldi ancora non sono arrivati”.
Denaro che lo scorso anno era servito per coprire il buco lasciato dal taglio di circa 70% del fondo delle università napoletane per le attività sportive. Insomma, chiuso un buco, si apre una voragine. “Il problema- spiega anche il Segretario Generale, Maurizio Pupo – è che in Italia non c’è una cultura dello sport”.
“Eravamo partiti con una programmazione che prevedeva la chiusura domenicale- sottolinea Elio Cosentino- poi abbiamo pensato che quel 2 o 3% di spese in più avremmo potuto farlo uscire da qualche parte. A marzo poi abbiamo iniziato le nostre attività di apertura verso il quartiere, proprio in un’ottica di risanamento della zona e di funzione sociale dello sport, ma adesso è impossibile portarle avanti”.
Troppo costoso infatti tenere la struttura aperta nelle ore serali e la domenica, non solo per la manutenzione ma anche per le spese legate alle chiamate notturne e festive degli impiegati. “Siamo molto fortunati perchè abbiamo i giovani del servizio civile che ci danno una mano, ma certo non possono lavorare da soli”, dice Cosentino. “Noi non siamo una attività commerciale- sottolinea Pupo – Siamo spinti solo dalla passione, però non possiamo chiedere certi sacrifici al personale”.
Si è imposta così la sospensione dal 13 maggio di tutte le attività domenicali e della piscina notturna, per un risparmio di circa 10 mila euro.
“Se non arrivano i soldi- minaccia il Presidente Cosentino- non possiamo essere ritenuti responsabili del funzionamento della struttura: quest’anno abbiamo dovuto, persino, eliminare dal bilancio la manutenzione straordinaria”.
C’è però la possibilità che vengano riprese alcune attività che hanno bisogno di meno supporto logistico e che sono più facilmente gestibili, come il tennis.
Valentina Orellana
I bilanci del Cus per il 2007 erano stati costruiti su quelli dello scorso anno, prevedendo un afflusso economico simile con un’oscillazione del 1 o 2%: è stata invece di circa -20% la variazione sul bilancio 2006 con un buco attorno ai 70 mila euro.
“Noi ci batteremo col Ministero per far prevalere le nostre ragioni- aggiunge il Presidente- ma non sarà facile perché nei capitoli che riguardano le attività a favore degli studenti, lo sport è il primo a subire tagli, considerato come attività superflua”.
Le cattive sorprese non sono arrivate solo dal MIUR, ma anche da Regione e Università: lo scorso anno una delibera regionale aveva stanziato fondi per le attività sportive universitarie di circa 300 mila euro, di cui 150 mila destinati al Cus Napoli. “Anche quest’anno noi ci eravamo basati su questa delibera- conferma Cosentino- ma fino ad ora i soldi ancora non sono arrivati”.
Denaro che lo scorso anno era servito per coprire il buco lasciato dal taglio di circa 70% del fondo delle università napoletane per le attività sportive. Insomma, chiuso un buco, si apre una voragine. “Il problema- spiega anche il Segretario Generale, Maurizio Pupo – è che in Italia non c’è una cultura dello sport”.
“Eravamo partiti con una programmazione che prevedeva la chiusura domenicale- sottolinea Elio Cosentino- poi abbiamo pensato che quel 2 o 3% di spese in più avremmo potuto farlo uscire da qualche parte. A marzo poi abbiamo iniziato le nostre attività di apertura verso il quartiere, proprio in un’ottica di risanamento della zona e di funzione sociale dello sport, ma adesso è impossibile portarle avanti”.
Troppo costoso infatti tenere la struttura aperta nelle ore serali e la domenica, non solo per la manutenzione ma anche per le spese legate alle chiamate notturne e festive degli impiegati. “Siamo molto fortunati perchè abbiamo i giovani del servizio civile che ci danno una mano, ma certo non possono lavorare da soli”, dice Cosentino. “Noi non siamo una attività commerciale- sottolinea Pupo – Siamo spinti solo dalla passione, però non possiamo chiedere certi sacrifici al personale”.
Si è imposta così la sospensione dal 13 maggio di tutte le attività domenicali e della piscina notturna, per un risparmio di circa 10 mila euro.
“Se non arrivano i soldi- minaccia il Presidente Cosentino- non possiamo essere ritenuti responsabili del funzionamento della struttura: quest’anno abbiamo dovuto, persino, eliminare dal bilancio la manutenzione straordinaria”.
C’è però la possibilità che vengano riprese alcune attività che hanno bisogno di meno supporto logistico e che sono più facilmente gestibili, come il tennis.
Valentina Orellana







