“Il lungo e affascinante viaggio della ricerca sulle cellule staminali”, la frase con cui si apre il filmato di benvenuto dell’UniStem Day 2014. L’evento, tenutosi il 14 marzo, ha portata nazionale. Nel corso della stessa giornata, infatti, in ognuna delle 36 sedi universitarie italiane (tra queste la Federico II, la Seconda Università e il Parthenope) e 9 atenei stranieri coinvolti, si è svolta una manifestazione divulgativa alla quale hanno preso parte gli studenti delle scuole superiori, con lo scopo di avvicinarli al mondo della ricerca sulle cellule staminali. A testimoniare questa unione un collegamento via Skype, durante la giornata partenopea, con le Università di Cosenza, Ferrara e Padova.
Alla Federico II l’iniziativa si è svolta nell’aula Carlo Ciliberto del Complesso Universitario di Monte S. Angelo. Un’aula immensa ma che, tuttavia, è riuscita a stento ad ospitare gli innumerevoli studenti delle 14 scuole della Campania che hanno aderito. Dalle presentazioni ai fatti. Motivo di grande interesse per i ragazzi sono stati gli interventi dei ricercatori e degli esperti in materia. Il primo a prendere parola è stato Antonio Simeone, dell’Istituto di Genetica e Biofisica “ABT” di Napoli, che si è focalizzato sul ruolo delle cellule staminali durante lo sviluppo di un organismo. Dal titolo “Neuroni specchio, apprendimento sociale ed evoluzione”, invece, il contributo di Luca Bonini, dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) di Parma. Ultimo ma non per importanza, il medico Antonio Risitano della Federico II, che ha trattato il delicato argomento delle leucemie e dell’importanza ricoperta dalle cellule staminali nella cura della malattia.
Studenti non solo spettatori, ma anche protagonisti. Ad augurare buon compleanno all’UniStem Day, giunto ormai alla sesta edizione, ci sono i ragazzi del liceo scientifico Arturo Labriola e del liceo statale “Ischia”. Come regalo, le loro testimonianze sulla partecipazione alla precedente edizione e la presentazione del lavoro scaturito successivamente ad essa, il tutto con il supporto di video realizzati dagli studenti stessi.
“Raccontare sogni, soprattutto se si sono realizzati, è uguale alla potenza della cellula staminale”, è con queste parole che Rossella Costa, presentatrice dell’evento, introduce la seconda parte della giornata, intitolata “Noi StamiNAli di Napoli: musica, sogni e racconti dei ragazzi del quartiere Sanità”. A prendere parola è Vincenzo Porzio, uno dei membri storici della Cooperativa del Rione Sanità. La sua presentazione, “La certezza dei sogni”, mostra come, attraverso la bellezza del patrimonio storico-artistico e la forza dei giovani, sia possibile rivalutare una periferia al centro della città. Grazie all’impegno della cooperativa, ad oggi sono stati investiti 3 milioni di euro da privati e fondazioni per la realizzazione di progetti. Grazie alla forza di volontà e al credere nei propri sogni, ora diciannove giovani del Rione Sanità lavorano a tempo indeterminato. Ad incoraggiare questi ragazzi a non arrendersi mai, una frase di S. Agostino: “La speranza ha due bellissime figlie: lo sdegno e il coraggio. Lo sdegno per le cose come sono e il coraggio per cambiarle”. Una piacevole realtà all’interno di un rione difficile è anche la casa discografica Apogeo Records. Ne fanno parte 6 giovani talentuosi. Due di loro, Andrea De Rosa e Mario Di Giovanni, rallegrano gli animi degli studenti presenti in aula con canzoni scritte da loro e non. Infine, a conclusione di un’intensa giornata, l’intervento di un’altra potentissima cellula staminale vivente. Si tratta di Gianni Maddaloni, proprietario del Centro Sportivo Maddaloni di Scampia e padre di Pino, medaglia d’oro a Sidney. Lui e la sua palestra di judo rappresentano l’oro di Scampia, perché attraverso lo sport è stato possibile, e lo è tuttora, salvare tantissimi ragazzi dalla strada. Un centro sportivo simbolo di legalità in un quartiere dove regna illegalità.
Fabiana Carcatella
Alla Federico II l’iniziativa si è svolta nell’aula Carlo Ciliberto del Complesso Universitario di Monte S. Angelo. Un’aula immensa ma che, tuttavia, è riuscita a stento ad ospitare gli innumerevoli studenti delle 14 scuole della Campania che hanno aderito. Dalle presentazioni ai fatti. Motivo di grande interesse per i ragazzi sono stati gli interventi dei ricercatori e degli esperti in materia. Il primo a prendere parola è stato Antonio Simeone, dell’Istituto di Genetica e Biofisica “ABT” di Napoli, che si è focalizzato sul ruolo delle cellule staminali durante lo sviluppo di un organismo. Dal titolo “Neuroni specchio, apprendimento sociale ed evoluzione”, invece, il contributo di Luca Bonini, dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) di Parma. Ultimo ma non per importanza, il medico Antonio Risitano della Federico II, che ha trattato il delicato argomento delle leucemie e dell’importanza ricoperta dalle cellule staminali nella cura della malattia.
Studenti non solo spettatori, ma anche protagonisti. Ad augurare buon compleanno all’UniStem Day, giunto ormai alla sesta edizione, ci sono i ragazzi del liceo scientifico Arturo Labriola e del liceo statale “Ischia”. Come regalo, le loro testimonianze sulla partecipazione alla precedente edizione e la presentazione del lavoro scaturito successivamente ad essa, il tutto con il supporto di video realizzati dagli studenti stessi.
“Raccontare sogni, soprattutto se si sono realizzati, è uguale alla potenza della cellula staminale”, è con queste parole che Rossella Costa, presentatrice dell’evento, introduce la seconda parte della giornata, intitolata “Noi StamiNAli di Napoli: musica, sogni e racconti dei ragazzi del quartiere Sanità”. A prendere parola è Vincenzo Porzio, uno dei membri storici della Cooperativa del Rione Sanità. La sua presentazione, “La certezza dei sogni”, mostra come, attraverso la bellezza del patrimonio storico-artistico e la forza dei giovani, sia possibile rivalutare una periferia al centro della città. Grazie all’impegno della cooperativa, ad oggi sono stati investiti 3 milioni di euro da privati e fondazioni per la realizzazione di progetti. Grazie alla forza di volontà e al credere nei propri sogni, ora diciannove giovani del Rione Sanità lavorano a tempo indeterminato. Ad incoraggiare questi ragazzi a non arrendersi mai, una frase di S. Agostino: “La speranza ha due bellissime figlie: lo sdegno e il coraggio. Lo sdegno per le cose come sono e il coraggio per cambiarle”. Una piacevole realtà all’interno di un rione difficile è anche la casa discografica Apogeo Records. Ne fanno parte 6 giovani talentuosi. Due di loro, Andrea De Rosa e Mario Di Giovanni, rallegrano gli animi degli studenti presenti in aula con canzoni scritte da loro e non. Infine, a conclusione di un’intensa giornata, l’intervento di un’altra potentissima cellula staminale vivente. Si tratta di Gianni Maddaloni, proprietario del Centro Sportivo Maddaloni di Scampia e padre di Pino, medaglia d’oro a Sidney. Lui e la sua palestra di judo rappresentano l’oro di Scampia, perché attraverso lo sport è stato possibile, e lo è tuttora, salvare tantissimi ragazzi dalla strada. Un centro sportivo simbolo di legalità in un quartiere dove regna illegalità.
Fabiana Carcatella







