“La navetta 603 è un lavoro che parte da tempo addietro”, racconta il prof. Piero Salatino, Presidente della Scuola Politecnica e delle Scienze di Base, a proposito della nuova linea Anm che collega i plessi universitari di Piazzale Tecchio, Monte Sant’Angelo, via Claudio e via Nuova Agnano. E continua: “Abbiamo un programma di mobilità studentesca che ho fortemente voluto. In un momento così complicato, siamo riusciti a valicare la difficoltà di smuovere le amministrazioni comunali. Abbiamo anche potuto contare su una certa sensibilità da parte di un assessore a noi molto vicino come Mario Calabrese. In questo momento qualsiasi intervento sui trasporti pubblici è impossibile perché lo stato dell’Anm, come di qualunque azienda, è, dal punto di vista finanziario, di grande complessità”. Essere riusciti ad avere un piccolo segnale di ripresa, sottolinea Salatino, “è già un traguardo, nonostante la navetta passi ogni mezz’ora e il servizio termini alle 15.40. La conferma definitiva della partenza di questo esercizio sperimentale l’abbiamo avuta tre giorni prima. In questa palude in cui ci ritroviamo, mi rendo conto che si riscontrano problemi interni, nonché problemi di contesto. Per invertire tutto questo, però, dobbiamo fare delle piccole iniezioni di fiducia nei confronti dei miglioramenti anche minimi”.
Nella sede di via Claudio sono in corso lavori di ristrutturazione, per i quali sono state raccolte lamentele da parte degli studenti. “È vero, a causa dei lavori in corso, gli studenti di via Claudio stanno subendo tantissimi disagi. Si tratta di un lotto di lavori di manutenzione straordinaria e messa a norma dell’aulario. Un piano di interventi dovuto e improcrastinabile perché non riguarda l’abbellimento o la realizzazione di un’infrastruttura, ma la possibilità per le persone di frequentare delle strutture su cui ci siano degli interventi a norma. Quando la struttura tecnica della Federico II mi ha segnalato che questi lavori andavano fatti, ci siamo impegnati per cercare di rendere il crono programma dei lavori e il crono programma della didattica il più compatibili possibili, devo dire con un grande sforzo da parte di tutti, inclusa la stessa impresa. Arrivare al 6 ottobre per l’inizio dei corsi degli anni successivi al primo è stata una misura necessaria perché non potevamo fare diversamente. L’unica alternativa sarebbe stata chiedere ai nostri studenti di andare al cinema Med in sale non adeguate, come pure abbiamo ipotizzato. Incidentalmente abbiamo fatto delle valutazioni per le quali sono state coinvolte anche le rappresentanze studentesche. In tutto ciò c’è molta ragionevolezza”.
Nella sede di via Claudio sono in corso lavori di ristrutturazione, per i quali sono state raccolte lamentele da parte degli studenti. “È vero, a causa dei lavori in corso, gli studenti di via Claudio stanno subendo tantissimi disagi. Si tratta di un lotto di lavori di manutenzione straordinaria e messa a norma dell’aulario. Un piano di interventi dovuto e improcrastinabile perché non riguarda l’abbellimento o la realizzazione di un’infrastruttura, ma la possibilità per le persone di frequentare delle strutture su cui ci siano degli interventi a norma. Quando la struttura tecnica della Federico II mi ha segnalato che questi lavori andavano fatti, ci siamo impegnati per cercare di rendere il crono programma dei lavori e il crono programma della didattica il più compatibili possibili, devo dire con un grande sforzo da parte di tutti, inclusa la stessa impresa. Arrivare al 6 ottobre per l’inizio dei corsi degli anni successivi al primo è stata una misura necessaria perché non potevamo fare diversamente. L’unica alternativa sarebbe stata chiedere ai nostri studenti di andare al cinema Med in sale non adeguate, come pure abbiamo ipotizzato. Incidentalmente abbiamo fatto delle valutazioni per le quali sono state coinvolte anche le rappresentanze studentesche. In tutto ciò c’è molta ragionevolezza”.
Una nuova aula
studio al piano
seminterrato
studio al piano
seminterrato
Salatino ribadisce: “Lo sappiamo che c’è disagio, che ci sono gli scalpelli. È come quando uno arriva in autostrada e trova la restrizione di carreggiata e il cartello ‘stiamo lavorando per voi, vi preghiamo di scusarci’. Il mio appello agli studenti è ‘stiamo lavorando per voi, per darvi in un lasso di tempo ragionevole un aulario fruibile, vi preghiamo di scusarci’. Abbiamo ogni 15 giorni incontri con la Ripartizione Tecnica e con rappresentanti dell’impresa per monitorare l’avanzamento dei lavori. Per ora, è stato fatto un primo intervento di messa in sicurezza, terminato il 29 settembre e che ci ha permesso, rimontati i banchi e fatte le pulizie, di far riammettere i nostri studenti in aula il 6 ottobre. Adesso sta proseguendo quella che è la normale ristrutturazione. Abbiamo stabilito un crono programma che porterà i lavori a completarsi definitivamente alla fine del I semestre 2015. Avremo, però, una situazione di frazionamento: adesso sono interessate dai lavori solamente alcune aule piccole, poi si passerà ad un secondo lotto di aule piccole e, poi, verranno affrontati i lavori di adeguamento delle aule grandi. Avremo ancora disagio, perché questa coesistenza durerà per un anno. Non sarà, però, un disagio così marcato. Nell’arco di una quindicina di giorni recupereremo tutti i bagni ristrutturati al seminterrato. Anche gli interventi dell’ultimo piano, dove ci sono la biblioteca di matematica e le sale studio, saranno abbastanza circoscritti. La nostra speranza è, con la conclusione del I semestre, di poter rendere di nuovo fruibili gli spazi dell’ultimo piano”. Rilevanti saranno i risultati: “ultimata questa prima fase di lavori, ci sarà un altro spazio studio per gli studenti al piano seminterrato, grazie al recupero di un laboratorio didattico che un Dipartimento ci ha reso disponibile. Purtroppo, per ora gli studenti continueranno ad entrare nelle aule e a vedere che non c’è la controsoffittatura. La controsoffittatura è parte di quei lavori di intervento che riguardano le aule grandi e che verranno fatti in seguito. In questo momento la nostra disponibilità di aulario complessivo non ci consente di fare a meno di 6 aule grandi con la capienza di quelle di via Claudio. Siamo quindi costretti, in una situazione esteticamente non gradevole, ma funzionalmente del tutto sicura”.
Gli studenti segnalano, però, anche sedie senza banchetti… “Per quanto riguarda le sedie senza banchetti, quelle ci sono sempre state. Quando abbiamo segnalazioni, le giriamo immediatamente all’Ufficio Tecnico che attua degli interventi. Devo constatare, purtroppo, che non c’è solo un aspetto di normale usura, ma anche atti di vandalismo molto ricorrenti. Abbiamo una platea degli studenti di 17 mila persone, di cui 10 mila frequentanti. Se in una popolazione studentesca di 10 mila frequentanti c’è anche solamente il 2% di persone che hanno istinti vandalici, ce n’è a sufficienza per mettere in ginocchio una struttura come la nostra. Noi stiamo continuamente a fare reintegri e segnalazioni. C’è un mio impegno molto forte affinché tutta quanta la procedura di segnalazione dell’intervento e riparazione sia completamente revisionata, accorciando tantissimo i tempi della catena decisionale e di intervento”.
Il primo anno della maggior parte dei Corsi di Laurea in Ingegneria vede la compresenza di discipline molto difficili che limitano le possibilità di arrivare al II anno senza esami da recuperare. Cosa si sta facendo in tal senso? “Dai primi di luglio ho aperto una nuova stagione per riprogettare. Vorrei che ritornassimo ad avere una struttura dell’apprendimento delle materie di base meno congestionata di quella attuale. Ho dato due input. Prima di tutto dobbiamo arrivare ad avere, almeno per classe, un I anno comune, al fine di agevolare la strutturazione dei primi anni ed eventualmente anche la scelta dello studente, il quale sa che, se fa un I anno comune, può sempre reindirizzare la propria scelta senza pagare nessun tipo di pedaggio. L’altro input è di ragionare su una struttura delle materie di base che, invece di andare sul primo anno, vada su tre semestri. Prima di diventare Presidente della Scuola, sono stato coordinatore didattico dell’Ingegneria Chimica. Questo Corso di Laurea è un po’ un unicum perché ha Fisica I posizionata al II semestre del I anno e Fisica II posizionata al I semestre del II anno, cioè slittata di un semestre. Il concetto è che affronti Fisica I più facilmente se hai gli strumenti formali dell’Analisi I, mentre la Fisica II la si fa slittare, alleggerendo, così, il I anno. Non a caso abbiamo un tasso di regolarità che pone Ingegneria Chimica al vertice dal punto di vista della regolarità degli studi. Forte di questo argomento, quando sono diventato Preside, ho ripreso in mano la questione”.
Delicata anche la questione orari e sedi delle lezioni… “Abbiamo fatto un grande lavoro anche sulla questione orari. Abbiamo stabilito il principio che ogni corso debba avere un’aula o due aule contigue come riferimento. Ora la classe è al centro e i docenti ruotano. Se si deve spostare qualcuno non è lo studente, ma è il docente. Abbiamo adottato questo modello dell’aula di riferimento e abbiamo avuto dei grandi progressi, anche se è un processo ancora in fieri. Negli anni c’è stato un notevole dimezzamento delle aule di riferimento per ogni anno di laurea. È chiaro che, quando avremo più aule, la situazione migliorerà ulteriormente”.
Gli studenti segnalano, però, anche sedie senza banchetti… “Per quanto riguarda le sedie senza banchetti, quelle ci sono sempre state. Quando abbiamo segnalazioni, le giriamo immediatamente all’Ufficio Tecnico che attua degli interventi. Devo constatare, purtroppo, che non c’è solo un aspetto di normale usura, ma anche atti di vandalismo molto ricorrenti. Abbiamo una platea degli studenti di 17 mila persone, di cui 10 mila frequentanti. Se in una popolazione studentesca di 10 mila frequentanti c’è anche solamente il 2% di persone che hanno istinti vandalici, ce n’è a sufficienza per mettere in ginocchio una struttura come la nostra. Noi stiamo continuamente a fare reintegri e segnalazioni. C’è un mio impegno molto forte affinché tutta quanta la procedura di segnalazione dell’intervento e riparazione sia completamente revisionata, accorciando tantissimo i tempi della catena decisionale e di intervento”.
Il primo anno della maggior parte dei Corsi di Laurea in Ingegneria vede la compresenza di discipline molto difficili che limitano le possibilità di arrivare al II anno senza esami da recuperare. Cosa si sta facendo in tal senso? “Dai primi di luglio ho aperto una nuova stagione per riprogettare. Vorrei che ritornassimo ad avere una struttura dell’apprendimento delle materie di base meno congestionata di quella attuale. Ho dato due input. Prima di tutto dobbiamo arrivare ad avere, almeno per classe, un I anno comune, al fine di agevolare la strutturazione dei primi anni ed eventualmente anche la scelta dello studente, il quale sa che, se fa un I anno comune, può sempre reindirizzare la propria scelta senza pagare nessun tipo di pedaggio. L’altro input è di ragionare su una struttura delle materie di base che, invece di andare sul primo anno, vada su tre semestri. Prima di diventare Presidente della Scuola, sono stato coordinatore didattico dell’Ingegneria Chimica. Questo Corso di Laurea è un po’ un unicum perché ha Fisica I posizionata al II semestre del I anno e Fisica II posizionata al I semestre del II anno, cioè slittata di un semestre. Il concetto è che affronti Fisica I più facilmente se hai gli strumenti formali dell’Analisi I, mentre la Fisica II la si fa slittare, alleggerendo, così, il I anno. Non a caso abbiamo un tasso di regolarità che pone Ingegneria Chimica al vertice dal punto di vista della regolarità degli studi. Forte di questo argomento, quando sono diventato Preside, ho ripreso in mano la questione”.
Delicata anche la questione orari e sedi delle lezioni… “Abbiamo fatto un grande lavoro anche sulla questione orari. Abbiamo stabilito il principio che ogni corso debba avere un’aula o due aule contigue come riferimento. Ora la classe è al centro e i docenti ruotano. Se si deve spostare qualcuno non è lo studente, ma è il docente. Abbiamo adottato questo modello dell’aula di riferimento e abbiamo avuto dei grandi progressi, anche se è un processo ancora in fieri. Negli anni c’è stato un notevole dimezzamento delle aule di riferimento per ogni anno di laurea. È chiaro che, quando avremo più aule, la situazione migliorerà ulteriormente”.
Test di
autovalutazione
e tutorato
autovalutazione
e tutorato
Dal 3 all’8 novembre c’è il blocco delle attività didattiche per dare spazio a test di valutazione. Quali sono gli obiettivi? “Io ho una fissazione per il I anno dei Corsi di studio. Sono perfettamente consapevole che una cerniera importantissima per il successo degli studi universitari è il I anno, in particolare il I semestre. Il problema del I semestre del I anno è che ancora da parte degli studenti non c’è la consapevolezza che la metodologia degli studi universitari è diversa da quella degli studi superiori. Mentre alle scuole superiori c’è una certa continuità tra momento dell’apprendimento e momento della verifica, sappiamo benissimo che all’università quest’ultimo è molto più in là. Quindi abbiamo cercato di dare un ritmo agli studenti sin da subito, chiedendo loro di fare un test di autovalutazione di Analisi Matematica I in corrispondenza di una finestra di interruzione dei corsi. Lo studente non dovrà aspettare gennaio per capire se ha sbagliato tutto, ma avrà un primo modo per misurarsi già da questo test di autovalutazione. È un test commisurato a quello che è stato fatto nella prima parte del corso. C’è da tener presente che un’altra iniziativa intrapresa è stata quella di varare i cosiddetti assegni di tutorato, cioè la possibilità di coinvolgere allievi di dottorato, post doc o anche allievi delle Magistrali nella fase molto avanzata in azioni di tutorato a favore dei loro fratelli minori. Sulla base di quello che verrà fuori da questo test di valutazione, potremmo varare delle attività di tutorato. Chi ha gli OFA, inoltre, può cogliere questa come un’occasione per estinguerli”.
Altre novità in cantiere? “Stiamo partendo con una grande azione di orientamento nelle scuole. Il 5 novembre è previsto un incontro con tutti i coordinatori didattici della Scuola, in cui presenterò una mia linea. Vorremmo evitare che l’orientamento avvenga attraverso mille rivoli e che la Scuola Politecnica, che rappresenta tutta l’area tecnico-scientifica, avesse un programma chiaro da inviare alle scuole. Terremo sicuramente un incontro con i docenti delle scuole superiori per illustrare il nostro punto di vista. Prevista anche un’iniziativa di Porte Aperte. Riadotteremo, infine, i test di ammissione anticipati all’ultimo anno delle superiori”.
Fabiana Carcatella
Altre novità in cantiere? “Stiamo partendo con una grande azione di orientamento nelle scuole. Il 5 novembre è previsto un incontro con tutti i coordinatori didattici della Scuola, in cui presenterò una mia linea. Vorremmo evitare che l’orientamento avvenga attraverso mille rivoli e che la Scuola Politecnica, che rappresenta tutta l’area tecnico-scientifica, avesse un programma chiaro da inviare alle scuole. Terremo sicuramente un incontro con i docenti delle scuole superiori per illustrare il nostro punto di vista. Prevista anche un’iniziativa di Porte Aperte. Riadotteremo, infine, i test di ammissione anticipati all’ultimo anno delle superiori”.
Fabiana Carcatella








