“Seguire, esercitare la logica, sfruttare l’intelligenza e mettercela tutta”: la ricetta suggerita dalla professoressa Valeria Viparelli ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli (l’intervista è andata in onda il 20 giugno, il giorno prima quella del prof. De Vivo) per dominare uno degli esami scoglio per gli studenti della Facoltà: Letteratura Latina. Insiste sulla necessità della frequenza il prof. Arturo De Vivo: “bisogna giungere all’esame con una consuetudine con il docente. Buona parte dei problemi si potrebbero risolvere se gli studenti avessero un po’ più di fiducia, un po’ più di dimestichezza con il docente. Questo consentirebbe di affrontare con serenità l’esame”. Gli studenti non vanno a ricevimento, “oppure pongono domande banali, senza arrivare a volte a sciogliere dei nodi fondamentali”.
Ma quali sono le difficoltà? “Purtroppo sono tante. Perché prima di tutto gli studenti devono fare i conti con un’antipatia verso il latino che nasce nel mondo della scuola inteso come lingua che ha un sistema di regole terribile da apprendere e noioso da mettere in atto. Mentre non è questo il metodo per apprendere il latino”, sintetizza la professoressa Viparelli. Certo –aggiunge- il professor De Vivo “è avvantaggiato chi ha dei prerequisiti, cioè gli studenti che hanno già dimestichezza con la lingua latina partono ovviamente in una posizione di maggiore sicurezza e tranquillità. Però, e qui mi rivolgo soprattutto a quegli studenti i quali provengono da scuole in cui non hanno mai studiato il latino, oppure non sono particolarmente brillanti nella preparazione della lingua latina, occorre frequentare le lezioni, porre i problemi perché abbiamo la possibilità di mettere in atto strategie didattiche che consentano, anche nel corso della lezione e delle esercitazioni, di recuperare gli handicap. Ancora, abbiamo la possibilità di attivare corsi per studenti che non hanno mai studiato latino. Quest’anno, grazie anche all’appoggio ed all’interesse della presidenza, sono stati organizzati dei corsi –finanziati dall’Edisu- attualmente in atto e che arriveranno fino ad ottobre. Corsi di latino che si svolgono in un momento in cui la didattica è sospesa”.
L’esame “si svolge in maniera differente se si ha a che fare con alunni che hanno seguito o con alunni che non hanno seguito. Per quelli che hanno seguito è solo un accertamento di quello che si è fatto insieme nel corso di lunghi mesi e non è una vera e propria prova. Il discorso è diverso per chi non ha mai seguito, in quel caso l’esame diventa veramente una difficile ricerca perlomeno del possesso da parte del candidato delle nozioni indispensabili per poter essere promossi”, afferma la prof. Viparelli.
E’ importante partire da un quadro storico adeguato: “avere chiaro le linee di sviluppo del mondo romano, essere in grado di cogliere immediatamente relazioni tra lo svolgimento della letteratura e quello della storia. Uno studio della letteratura che non abbia solide basi storiche diventa arida ripetizione o uno sforzo mnemonico spesso improbo”, specifica il prof. De Vivo il quale fornisce un’altra informazione: “invitiamo alla lettura di un’antologia – che può essere anche in italiano-. Sull’antologia non c’è accertamento ma la possibilità di leggere con gusto pagine di autori di letteratura latina, rende più chiara la trattazione letteraria e probabilmente interessa di più lo studente che ha modo di apprezzare alcuni aspetti che magari fino a questo momento gli sfuggivano”. Un altro suggerimento: “è importante non comprimere la preparazione in tempi eccessivamente angusti, perché è opportuno leggere i testi in latino, comprenderli, poi una volta compresi rivederli con calma”. Un esempio di quanto l’esame sia temuto “superato l’esame, alcuni studenti scappano via senza firmare lo statino e magari dimenticano libri, portafogli. Dobbiamo rincorrerli per invitarli e regolare gli atti formali e per restituire i loro beni che ci hanno lasciato come atto liberatorio dell’esame concluso”.
Ma quali sono le difficoltà? “Purtroppo sono tante. Perché prima di tutto gli studenti devono fare i conti con un’antipatia verso il latino che nasce nel mondo della scuola inteso come lingua che ha un sistema di regole terribile da apprendere e noioso da mettere in atto. Mentre non è questo il metodo per apprendere il latino”, sintetizza la professoressa Viparelli. Certo –aggiunge- il professor De Vivo “è avvantaggiato chi ha dei prerequisiti, cioè gli studenti che hanno già dimestichezza con la lingua latina partono ovviamente in una posizione di maggiore sicurezza e tranquillità. Però, e qui mi rivolgo soprattutto a quegli studenti i quali provengono da scuole in cui non hanno mai studiato il latino, oppure non sono particolarmente brillanti nella preparazione della lingua latina, occorre frequentare le lezioni, porre i problemi perché abbiamo la possibilità di mettere in atto strategie didattiche che consentano, anche nel corso della lezione e delle esercitazioni, di recuperare gli handicap. Ancora, abbiamo la possibilità di attivare corsi per studenti che non hanno mai studiato latino. Quest’anno, grazie anche all’appoggio ed all’interesse della presidenza, sono stati organizzati dei corsi –finanziati dall’Edisu- attualmente in atto e che arriveranno fino ad ottobre. Corsi di latino che si svolgono in un momento in cui la didattica è sospesa”.
L’esame “si svolge in maniera differente se si ha a che fare con alunni che hanno seguito o con alunni che non hanno seguito. Per quelli che hanno seguito è solo un accertamento di quello che si è fatto insieme nel corso di lunghi mesi e non è una vera e propria prova. Il discorso è diverso per chi non ha mai seguito, in quel caso l’esame diventa veramente una difficile ricerca perlomeno del possesso da parte del candidato delle nozioni indispensabili per poter essere promossi”, afferma la prof. Viparelli.
E’ importante partire da un quadro storico adeguato: “avere chiaro le linee di sviluppo del mondo romano, essere in grado di cogliere immediatamente relazioni tra lo svolgimento della letteratura e quello della storia. Uno studio della letteratura che non abbia solide basi storiche diventa arida ripetizione o uno sforzo mnemonico spesso improbo”, specifica il prof. De Vivo il quale fornisce un’altra informazione: “invitiamo alla lettura di un’antologia – che può essere anche in italiano-. Sull’antologia non c’è accertamento ma la possibilità di leggere con gusto pagine di autori di letteratura latina, rende più chiara la trattazione letteraria e probabilmente interessa di più lo studente che ha modo di apprezzare alcuni aspetti che magari fino a questo momento gli sfuggivano”. Un altro suggerimento: “è importante non comprimere la preparazione in tempi eccessivamente angusti, perché è opportuno leggere i testi in latino, comprenderli, poi una volta compresi rivederli con calma”. Un esempio di quanto l’esame sia temuto “superato l’esame, alcuni studenti scappano via senza firmare lo statino e magari dimenticano libri, portafogli. Dobbiamo rincorrerli per invitarli e regolare gli atti formali e per restituire i loro beni che ci hanno lasciato come atto liberatorio dell’esame concluso”.







