Se informare voleva essere la priorità assoluta di Lettere, la Facoltà di Porta di Massa ha superato tutte le aspettative. Innanzitutto la Guida dello studenti che sarà disponibile da ottobre. Fin dal 4 settembre è partito il consueto sportello per le matricole (il Com, tanto per intenderci), un’iniziativa, inserita nell’ambito del progetto PorTa – responsabile il prof. Gennaro Luongo- che, da quest’anno, è diventato ancora più efficiente e funzionale, con il reclutamento di quindici studenti part-time i quali prestano servizio alternandosi nell’arco di tutta la settimana, escluso il sabato. E’ già affollatissima la sala degli studenti, al piano terra della Facoltà, concessa al PorTa dallo stesso Consiglio studentesco. Ogni giorno arrivano in media dalle trenta alle cinquanta richieste. Sono le potenziali matricole intimidite dell’impatto con l’università ma meno indecise e confuse rispetto a qualche anno fa. A rassicurare ci pensano gli angeli custodi del PorTa che dispensano assistenza, condita da una buona dose di incoraggiamento. Paolo De Lisio, iscritto al secondo anno di Lingue, ancora impegnato con gli ultimi studenti, mentre sta per concludersi la sua giornata di lavoro, racconta: “quest’anno ci sono molte novità. Il nostro lavoro non si fermerà con l’inizio delle lezioni ma lo sportello sarà aperto per tutto l’anno, diventando sempre di più un punto di riferimento non solo per le matricole”. “Da quando abbiamo aperto -continua Paolo- abbiamo avuto tante richieste: ci sono studenti che hanno già scelto il loro corso di laurea e quindi chiedono notizie sui piani di studio o sugli esami, altri, ancora confusi, chiedono informazioni più generiche”. Al top delle preferenze tra i Corsi di laurea rimane Lettere, meglio se con l’indirizzo moderno e con un’attenzione particolare al giornalismo e al mondo della comunicazione. Un sogno accarezzato da tutti che deve fare i conti con la realtà del mondo del lavoro. Lo sa anche Daniela Esposito, a novembre si iscriverà al quarto anno del Corso di Laurea in Filosofia, adesso è impegnata come gli altri quindici collaboratori del part-time nel progetto di orientamento. “Bisogna scegliere Lettere solo per passione o perché si è veramente motivati, non ci si può iscrivere ad una facoltà pensando solo a quanto si potrà guadagnare un domani. Lo dico sempre a chi chiede la mia opinione”. Concorda Sergio Russo, altro studente impiegato nel servizio: “quando mi chiedono se è conveniente iscriversi a Lettere, io rispondo che la soluzione è dentro di loro: la strada migliore per riuscire in questi studi è una forte motivazione, una grande passione. Certo, è importante anche pensare a che cosa fare dopo ma non deve essere l’unica preoccupazione”. “Penso – ha aggiunto Daniela Esposito-che gli studenti di oggi siano più fortunati rispetto a quelli di qualche anno fa. Quando mi iscrissi io non c’erano tante occasioni di orientamento, si andava un po’ a scatola chiusa. L’unica consolazione era la disponibilità dei professori. Quella è rimasta, ma accanto a questa adesso si può contare su una maggiore informazione, in fondo anche noi siamo qui proprio per questo”. Intanto anche l’offerta didattica si è fatta più ricca e risponde meglio alle esigenze degli studenti. “Prima il Corso di Laurea in Filosofia era diviso in due settori: quello filosofico e l’altro psico-pedagogico. Oggi lo schema dei bienni resta in vigore, ma esistono aree disciplinari che catturano da subito l’interesse degli iscritti, con materie come Fotografia, Spettacolo, Musica. Insomma una maggiore possibilità di scelta”. Teresa Calvanese aggiunge: “la maggior parte degli studenti chiede informazioni sulle annualità, la periodicità degli esami, giusto per avere una visione d’insieme: più che altro una rassicurazione, una guida”. A spaventare è, ancora una volta, è l’esame di latino scritto: la versione in lingua, obbligatoria sia per l’indirizzo classico che moderno, che non si esagera a definire, a detta degli studenti, come la bestia nera. Ma spaventa anche l’approccio con i testi , con i professori. “Dopo tutto-interviene Immacolata Matrone, sempre del progetto PorTa-sono le stesse cose che ci chiedevamo al momento dell’iscrizione, con la differenza che non avevamo risposta. Allora le notizie, quelle poche che riuscivamo a mettere insieme, ce le scambiavamo. Abbiamo imparato sulla nostra pelle. Se ne è accorto anche chi ha il potere di far cambiare le cose. E, per fortuna, stanno cambiando”.
Elviro Di Meo
Elviro Di Meo







