“Non mi sono mai laureato, anche se la mia passione è sempre stata per le materie umanistiche. Mi iscrissi a Sociologia senza mai portare a termine gli studi, proprio perché volevo già avere un contatto diretto con il mondo del lavoro, infatti già collaboravo ad alcuni uffici stampa, a qualche periodico. Insomma il mio sogno nel cassetto era la comunicazione: il mio chiodo fisso” racconta Marcello Tortora, ventinove anni. “Qualche anno fa venni a conoscenza delle opportunità offerte dalla IG. Decisi che bisognava tentare, era davvero un’occasione che non andava sprecata. Presentai un progetto. Un’idea buona non deve essere, per forza di cose, la migliore in assoluto ma deve esprimere quello che realmente si ha intenzione di realizzare. Dopo un mese fui chiamato e partecipai al primo corso di formazione attivato nel ’98. Adesso ho un’impresa, la Medias, che si occupa di comunicazione. Per essere più precisi cura l’immagine di convegni, eventi, prepara loghi pubblicitari. Con i miei soci ho chiuso un bilancio in attivo nel ’99 di circa quattrocento milioni. E pensare che all’inizio ho cominciato con i cinquanta offerti dal prestito d’onore e solo nel dicembre del ’98 ho versato la prima rata. È stata una grande sfida, ma ce l’ho fatta. Non mi sembra vero di essere qui a raccontarlo. Invito tutti a provare: ne vale veramente la pena”. Entusiasta è anche Maria Toledo, titolare con altri soci della Pelagus, una società che si occupa di servizi turistici, della valorizzazione del territorio, della via del mare, organizzando gite ed escursioni con le barche, offrendo un panorama alternativo ai classici pacchetti turistici. “Anch’io -racconta- non mi sono mai laureata. Ero iscritta a Giurisprudenza ma non era quella la mia strada; però provengo da una formazione umanistica, dal liceo classico. Ho approfittato dei fondi della 236 e, nel giro di un anno dalla richiesta, ho ottenuto il finanziamento di centotrenta milioni, come società di servizi. Né io né gli altri che lavorano in questa impresa, avevamo conoscenze di marketing o di economia. Tutto ci è stato insegnato nel corso della IG. Finalmente ho realizzato il mio sogno”.
L’attività imprenditoriale non è, pertanto, esclusiva risorsa di chi è laureato in Ingegneria o in discipline scientifiche. Si può fare impresa anche se si ha in tasca un corso di studi umanistico. A parlare così è la dott.ssa Maria Panico, attualmente impegnata nel progetto PorTa come tutor, ma a capo di una cooperativa, la Napoli Planet, che si occupa di multimedialità. I soci: cinque laureati impegnati a trasformare le vecchie biblioteche in mediateche, con l’utilizzo della rete informatica. E la conferma di tentare la strada dell’impresa arriva anche da Daniela Cammarota. Una laurea in Lettere classiche è stato il suo punto di partenza. Ora è nella cooperativa Pus nata nel ’95, con lo scopo di collaborare ai cantieri aperti dalla Soprintendenza sia a Napoli che a Caserta. Le richieste sono tante; si lavora attraverso regolari gare d’appalto; ora si punta a consolidare il circuito d’affari sul mercato regionale. Una strada che Daniela consiglia un po’ a tutti. Sarà questo il futuro di Lettere?
L’attività imprenditoriale non è, pertanto, esclusiva risorsa di chi è laureato in Ingegneria o in discipline scientifiche. Si può fare impresa anche se si ha in tasca un corso di studi umanistico. A parlare così è la dott.ssa Maria Panico, attualmente impegnata nel progetto PorTa come tutor, ma a capo di una cooperativa, la Napoli Planet, che si occupa di multimedialità. I soci: cinque laureati impegnati a trasformare le vecchie biblioteche in mediateche, con l’utilizzo della rete informatica. E la conferma di tentare la strada dell’impresa arriva anche da Daniela Cammarota. Una laurea in Lettere classiche è stato il suo punto di partenza. Ora è nella cooperativa Pus nata nel ’95, con lo scopo di collaborare ai cantieri aperti dalla Soprintendenza sia a Napoli che a Caserta. Le richieste sono tante; si lavora attraverso regolari gare d’appalto; ora si punta a consolidare il circuito d’affari sul mercato regionale. Una strada che Daniela consiglia un po’ a tutti. Sarà questo il futuro di Lettere?







