Memoria prospettica “un salvavita”

Oltre 150 studiosi provenienti da ogni parte del mondo – dall’Australia alla Cina, dall’India agli Stati Uniti, dal Canada ai principali paesi europei – si sono riuniti al Suor Orsola dal 27 al 30 maggio per la Quarta Conferenza Internazionale sulla Memoria Prospettica, un riconoscimento alla ricerca scientifica svolta presso il Laboratorio di Psicologia sperimentale diretto dalla prof.ssa Maria Antonella Brandimonte, Presidente dei due Corsi di Laurea in Psicologia dell’Ateneo ospite ed artefice, nel 1991, dell’introduzione del concetto di memoria prospettica in Italia. “Quando si parla di memoria – ha spiegato la docente – si è soliti far riferimento al ricordo di eventi e fatti del passato, tuttavia, negli ultimi tre decenni, si è consolidata tra gli studiosi di memoria la consapevolezza che ricordare significa anche, e, spesso, soprattutto, ricordarsi di portare a termine, nei modi e nei tempi prestabiliti, azioni precedentemente programmate, come le singole azioni quotidiane (appuntamenti, riunioni, ecc.). Questa forma di memoria delle intenzioni, nota come memoria prospettica, ha attratto l’attenzione di numerosi studiosi provenienti da diverse discipline ed è stata oggetto di innumerevoli ricerche che hanno fatto crescere esponenzialmente le nostre conoscenze sul funzionamento della memoria umana. A volte, il buon funzionamento della memoria prospettica diventa quasi un ‘salvavita’, basti pensare alla necessità di prendere una pillola per un cardiopatico o ad un possibile errore di memoria di un controllore di volo”. Così, nel corso del convegno, sono stati toccati temi di approfondimento e novità scientifiche da ogni angolazione: dalle neuroscienze alla psicologia, dalla farmacologia alla genetica, fino agli aspetti applicativi.
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