“Questi studi richiedono un impegno notevole e, se non ti piacciono, può diventare difficile andare avanti”, dice Rocco Colacicco, studente di Matematica, che parla della sua grande passione per la scienza: “comprendere il linguaggio matematico, il linguaggio della natura ti fa andare lontano. È molto stimolante”. “L’Università non si può fare se non si ama”, sottolinea Pasquale Riccardi, studente di Scienze della Natura. “Ci vogliono tempo e pazienza per riuscire a vedere dei risultati. Si studiano materie complicate, tecniche, che richiedono logica e ragionamento. Se non hai fatto una buona scuola superiore è ancora più difficile – dice Veronica Guarino, studentessa di Chimica -. I primi tempi in una facoltà scientifica sono sempre molto belli. Le lezioni sono interessanti, gli argomenti affascinanti. Non sempre a tutto questo entusiasmo corrisponde un approccio adeguato allo studio. Bisogna avere, fin dal primo giorno, una grande disciplina. Lasciarsi anche una sola lezione arretrata può significare non riuscire più a cogliere, in aula, tutti i passaggi di un ragionamento. Gli insegnamenti scientifici sono basati essenzialmente sul metodo e acquisirlo richiede un lavoro quotidiano”. “Non si deve mai sottovalutare niente. Bisogna studiare giorno per giorno, con calma, con metodo e, soprattutto, lavorare in gruppo, confrontarsi. Con i ritmi del nuovo ordinamento anche per poche lezioni, rischi di perdere un anno”, afferma Paola Casale, studentessa al secondo anno di Scienze Biologiche.
A Monte Sant’Angelo i dipartimenti scientifici dispongono di belle biblioteche, dove è possibile studiare e consultare testi. I libri, però, si possono prendere in prestito solo per pochi giorni. È utile, invece, procurarsi il tesserino della biblioteca centrale di Scienze, che si trova ai Centri Comuni in quanto il prestito è consentito anche per una quindicina di giorni ed possibile il rinnovo. Ad ogni modo, non è difficile procurarsi materiale, dai colleghi o dai professori.
Ad eccezione di quelli biologici, i Corsi di Laurea scientifici hanno un limitato numero di iscritti. Questo permette di instaurare con i docenti un fervido rapporto di lavoro. “Se non si capisce qualche argomento bisogna prendere contatto subito con i professori che, in genere, sono molto disponibili. Trovarli è abbastanza facile, se non sono in studio sono in laboratorio e, quasi sempre, si trattengono fino a tardi”, consiglia Paolo D’Isanto, studente di Fisica Teorica. “Non abbiamo problemi di organizzazione. C’è un bel rapporto con i professori. Spesso, la data d’esame viene stabilita insieme e capita anche che venga spostata perché non siamo ancora preparati. La disponibilità dei professori è completa”, conferma Domenico Cuozzo, studente di Fisica del Vecchio Ordinamento. Non è raro che i docenti consentano ai loro studenti di sostenere gli esami anche nei mesi in cui non sono previsti appelli. Vengono registrati poi nella sessione successiva.
Nonostante la disponibilità dei docenti, l’impostazione del 3+2 non raccoglie consensi tra gli studenti. “Non permette di approfondire gli argomenti. Ci bombardano di esami. Al primo anno ce ne sono 7 o 8. I programmi, forse, saranno stati leggermente ridotti rispetto al passato, ma è difficilissimo approcciarsi ogni volta ad una nuova materia. Così non si riesce ad essere in regola”, dice Romina Rega, studentessa a contratto, iscritta al quarto anno di Fisica. “Non ci sono abbastanza appelli; dovrebbero essercene almeno due al mese. Spesso le date sono vicine tra loro e non c’è la possibilità di preparare due esami in un mese”, dice Fiorenza Petruzzi, iscritta al secondo anno di Biologia Generale e Applicata che racconta una delle difficoltà che ha incontrato lungo il suo cammino. “Gli esami di Chimica sono i più difficili da affrontare, perché, se segui il laboratorio senza avere approfondito la teoria, fai molta fatica a comprendere. A me è capitato di seguire il laboratorio di Biochimica dalle 9 alle 16, con solo mezz’ora di pausa, e, non avendo studiato a fondo la teoria, ho dovuto imparare molte cose al momento”. Molti studenti, anche se seguono tutti i corsi, preferiscono preparare un esame alla volta. Secondo alcuni, questa strategia può diventare controproducente con il nuovo regime. “Bisogna cambiare mentalità. Noi professori dobbiamo imparare a ‘sdrammatizzare’ gli esami, trasformandoli in interrogazioni, come quelle che si fanno a scuola. Gli studenti dovrebbero riuscire a studiare più di una cosa alla volta, per ottimizzare i tempi”, suggerisce il prof. Fedele Lizzi, docente di Fisica Teorica.
La Facoltà organizza, ormai da diversi anni, dei corsi preliminari che si svolgono in entrambe le sedi della facoltà, Monte Sant’Angelo e il centro storico. Sono lezioni che aiutano gli studenti a familiarizzare con il metodo universitario. Inizieranno l’11 settembre e dureranno tre settimane circa. “I precorsi sono importanti. Aiutano a seguire meglio i corsi veri e propri. E’ un ripasso ed un approfondimento di quanto abbiamo appreso alle superiori e aiuta a familiarizzare con il linguaggio universitario”, suggerisce Francesco Ferone, studente iscritto al primo anno di Informatica.
(Si.Pa.)
A Monte Sant’Angelo i dipartimenti scientifici dispongono di belle biblioteche, dove è possibile studiare e consultare testi. I libri, però, si possono prendere in prestito solo per pochi giorni. È utile, invece, procurarsi il tesserino della biblioteca centrale di Scienze, che si trova ai Centri Comuni in quanto il prestito è consentito anche per una quindicina di giorni ed possibile il rinnovo. Ad ogni modo, non è difficile procurarsi materiale, dai colleghi o dai professori.
Ad eccezione di quelli biologici, i Corsi di Laurea scientifici hanno un limitato numero di iscritti. Questo permette di instaurare con i docenti un fervido rapporto di lavoro. “Se non si capisce qualche argomento bisogna prendere contatto subito con i professori che, in genere, sono molto disponibili. Trovarli è abbastanza facile, se non sono in studio sono in laboratorio e, quasi sempre, si trattengono fino a tardi”, consiglia Paolo D’Isanto, studente di Fisica Teorica. “Non abbiamo problemi di organizzazione. C’è un bel rapporto con i professori. Spesso, la data d’esame viene stabilita insieme e capita anche che venga spostata perché non siamo ancora preparati. La disponibilità dei professori è completa”, conferma Domenico Cuozzo, studente di Fisica del Vecchio Ordinamento. Non è raro che i docenti consentano ai loro studenti di sostenere gli esami anche nei mesi in cui non sono previsti appelli. Vengono registrati poi nella sessione successiva.
Nonostante la disponibilità dei docenti, l’impostazione del 3+2 non raccoglie consensi tra gli studenti. “Non permette di approfondire gli argomenti. Ci bombardano di esami. Al primo anno ce ne sono 7 o 8. I programmi, forse, saranno stati leggermente ridotti rispetto al passato, ma è difficilissimo approcciarsi ogni volta ad una nuova materia. Così non si riesce ad essere in regola”, dice Romina Rega, studentessa a contratto, iscritta al quarto anno di Fisica. “Non ci sono abbastanza appelli; dovrebbero essercene almeno due al mese. Spesso le date sono vicine tra loro e non c’è la possibilità di preparare due esami in un mese”, dice Fiorenza Petruzzi, iscritta al secondo anno di Biologia Generale e Applicata che racconta una delle difficoltà che ha incontrato lungo il suo cammino. “Gli esami di Chimica sono i più difficili da affrontare, perché, se segui il laboratorio senza avere approfondito la teoria, fai molta fatica a comprendere. A me è capitato di seguire il laboratorio di Biochimica dalle 9 alle 16, con solo mezz’ora di pausa, e, non avendo studiato a fondo la teoria, ho dovuto imparare molte cose al momento”. Molti studenti, anche se seguono tutti i corsi, preferiscono preparare un esame alla volta. Secondo alcuni, questa strategia può diventare controproducente con il nuovo regime. “Bisogna cambiare mentalità. Noi professori dobbiamo imparare a ‘sdrammatizzare’ gli esami, trasformandoli in interrogazioni, come quelle che si fanno a scuola. Gli studenti dovrebbero riuscire a studiare più di una cosa alla volta, per ottimizzare i tempi”, suggerisce il prof. Fedele Lizzi, docente di Fisica Teorica.
La Facoltà organizza, ormai da diversi anni, dei corsi preliminari che si svolgono in entrambe le sedi della facoltà, Monte Sant’Angelo e il centro storico. Sono lezioni che aiutano gli studenti a familiarizzare con il metodo universitario. Inizieranno l’11 settembre e dureranno tre settimane circa. “I precorsi sono importanti. Aiutano a seguire meglio i corsi veri e propri. E’ un ripasso ed un approfondimento di quanto abbiamo appreso alle superiori e aiuta a familiarizzare con il linguaggio universitario”, suggerisce Francesco Ferone, studente iscritto al primo anno di Informatica.
(Si.Pa.)








