No alla diga in Kurdistan

Una diga nel Kurdistan turco, che dovrebbe essere realizzata in otto anni a partire dal 2000 e che inonderà un’area di 313 kmq, costringendo 25000 persone a spostarsi. E’ l’ennesima strategia del governo e dell’esercito turco tesi ad annientare il popolo curdo. A denunciare il progetto, che vede la partecipazione di imprese italiane e che viola tutti gli standard internazionali, tra i quali la Convenzione Onu per la prevenzione di guerre tra stati che condividono risorse idriche, è stato un convegno organizzato il 4 maggio a Santa Maria La Nova. Hanno partecipato, tra gli altri: Gordon Poole, docente di Americanistica all’Orientale, un rappresentante dell’associazione Azad, Anna Marconi (Un Ponte per…Diyarbakir), Antonio Tricarico (Campagna per la Riforma della Banca Mondiale), Sirio Conte (Associazione per la pace), il presidente della Provincia Amato Lamberti e Walter De Cesaris, deputato di Rifondazione Comunista. 
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