Optima, la Google del Meridione, in aula

“L’incontro ha l’obiettivo di presentare l’azienda, la sua storia e la filosofia che la sta animando, soprattutto in vista di un eventuale reclutamento di risorse umane tra i più giovani, sia per attività di stage sia per un eventuale successivo inserimento lavorativo”, illustra la prof.ssa Simona Catuogno, titolare dell’insegnamento di Economia dei Gruppi nell’ambito del Corso di Laurea Magistrale in Economia Aziendale, nell’aprire, il 26 maggio, l’incontro con Optima, già per molti ribattezzata la ‘Google del Meridione’, “realtà di eccellenza che abbiamo il vanto di avere sul nostro territorio”.
Optima nasce nel 1999 grazie all’impegno di due giovani imprenditori napoletani, Danilo Caruso e Alessio Matrone, decisi a sfruttare la liberalizzazione del mercato delle comunicazioni. La multiutility italiana vanta oggi una rete vendita di oltre 200 consulenti, una sede commerciale a Milano e un quartier generale al centro di Napoli, con un fatturato importante e in costante crescita. Un successo fondato su idee vincenti, impegno costante, determinazione e voglia di crederci, basti pensare ai primi passi di Optima, una piccola start up formata da poche persone fidate che lavoravano all’interno di un sottoscala. Un destino, questo, che si augurano tutti gli studenti presenti all’incontro, desiderosi un giorno di poter svolgere il lavoro per il quale hanno studiato. “Vorrei lavorare nel Marketing perché rispetto a un altro lavoro non mi spegnerebbe come persona e mi consentirebbe di andare incontro sempre a nuove cose, so che magari in Italia c’è poca scelta, ma spero comunque di trovare un’occupazione inerente al mio ambito una volta finiti gli studi”, racconta Nunzia Petacca, studentessa al secondo anno della Magistrale di Economia Aziendale, che evidenzia quello che per lei è uno dei punti di forza del suo corso: “aver portato avanti tanti progetti diversi attraverso il lavoro di gruppo, stare all’interno di un team di persone con caratteri diversi ci ha messo nella prospettiva di come sia realmente lavorare con altre persone”. Diverso è il pensiero di Maria Costanzo, stesso anno e Corso di Laurea, che avrebbe preferito aver dedicato più tempo ad attività pratiche: “c’è sempre un approccio molto teorico e poco pratico. Invece di spendere 3-4 mesi per un lavoro di gruppo, magari sarebbe stato meglio impiegarli per uno stage presso qualche azienda. Mi piacerebbe fare il manager e per questo mi sposterò da Napoli sicuramente, forse all’estero, anche perché penso che al Nord già vi siano più opportunità rispetto al Sud”.
Proprio in merito alla disoccupazione giovanile nel Mezzogiorno, Danilo Caruso, Presidente del CdA Optima, ha fornito agli studenti una testimonianza importante: “avevamo la totale consapevolezza che dopo 3-5 anni avremmo potuto vendere l’azienda, cambiando attività, oppure immaginare di realizzare un modello molto forte sotto il profilo del capitale umano, più forte degli altri”. Obiettivo centrato, nella sede napoletana di Optima lavorano, infatti, circa 150 giovani, con un’età media di ventotto anni, e il desiderio dei fondatori resta quello di dare una possibilità concreta ai più meritevoli e capaci di poter restare a lavorare nella propria città senza dover necessariamente pensare all’estero.
Arianna Piccolo
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