Pallavolo femminile, gruppo affiatato e risultati

Sei partite vinte per un Campionato di pallavolo di serie C iniziato con il migliore degli auspici: “portiamo a casa la sesta vittoria consecutiva. Non ci aspettavamo tanto, abbiamo raggiunto punteggio pieno contro squadre che puntano ai playoff. Un inizio di campionato incoraggiante direi. Merito delle ragazze nuove, molto unite tra loro. È una squadra giovane compresa tra i 20 e i 26 anni”, afferma Andrea Gambardella, allenatore della squadra di pallavolo femminile del CUS, che mentre andiamo in stampa si prepara a giocare contro Cava dei Tirreni. “La squadra è forte, ma per vincere c’è bisogno di voglia, motivazione e allenamenti”.
“Siamo un bel gruppo. Io ho ventinove anni e sono la più grande. Non molliamo un pallone e ci aiutiamo fino alla fine. È importante anche la parte tattica della partita, gestita dall’allenatore, molto bravo. L’obiettivo playoff è più che raggiungibile”, conferma Virna Rosato che poi descrive il suo percorso sportivo e universitario. “Ho iniziato a giocare a dieci anni e ho continuato fino ai venti, poi ho preso una pausa perché ero un po’ stanca. Tre allenamenti a settimana e gioco a livello agonistico, con partite nei week end, sono un impegno non indifferente. Non uscivo con gli amici, né col fidanzato. Mi sono iscritta a scuola di ballo per tre anni, dopo la pallavolo, ma poi non ce l’ho fatta e sono tornata a giocare al CUS, come quando ero bambina”. Altrettanto particolari le scelte di vita: “ho studiato Farmacia, al quinto anno ho mollato per diventare educatore cinofilo. Ho tre cani e ho scoperto un nuovo mondo. Non è facile lasciare una strada accreditata per inseguire una passione. Le mie sono due: i cani e la pallavolo”.
Nuovo acquisto della squadra, che gioca sempre nel ruolo di Centrale, Francesca Autiero, al quinto anno di Ingegneria Edile-Architettura alla Federico II. “È il mio primo anno al CUS, ma gioco a pallavolo dal minivolley. Ho iniziato seguendo le orme di mia sorella. Provengo dalla squadra ‘Centro Ester’ di Ercolano, ma ora qui mi trovo bene. Il CUS ha tutti i comfort che si possano desiderare. È una struttura ben organizzata, con ampia palestra, sala attrezzi e pista accessibile a chi, come noi, necessita della parte atletica dell’allenamento”. È la più alta della squadra: “sono alta 1,86 metri e da sempre gioco come attaccante. Le partite vinte sono frutto dell’equilibrio della squadra: ognuna dà il giusto contributo, nessuna prevale sulle altre. Miglioriamo di partita in partita. Per le prossime non sono spaventata, abbiamo vinto contro una squadra competitiva come quella di Castellammare, non sarà difficile battere le altre”. La vita da giocatrice è un po’ sacrificata: “mi aiuta la vicinanza del CUS all’Università, per cui sto tutta la giornata fuori, perché la sera mi toccano gli allenamenti. Ho scelto il nuovo indirizzo di Edile-Architettura perché desidero diventare progettista”.
Francesca Pelella è già alla seconda laurea, conseguita quest’anno in Scienze della Formazione Primaria, dopo Scienze dell’Infanzia, Specializzazione in sostegno. Gioca come attaccante dai sette anni: “sono alta 1,78 metri. Quest’anno ho cambiato ruolo, passando a banda, perché devo prepararmi alla serie B, dove sono troppo bassa per giocare da Centrale, quindi mi devo allenare nel nuovo ruolo in questo Campionato. Gioco per divertimento, ma lo sport mi ha costretto a molti sacrifici per conciliare studio e allenamenti”. Ora che lavora paradossalmente è tutto più facile: “fare l’insegnante ti permette di avere tempo per altro. All’inizio non è stato facile ambientarmi nella squadra, poiché non conoscevo il gioco delle compagne e avevo da poco cambiato ruolo. Infatti a settembre non abbiamo passato il turno per la Coppa Campania. Il Campionato partito a ottobre invece è iniziato molto bene perchè è migliorata la visione di gioco”.
Allegra Taglialatela
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