Entro fine giugno la Scuola di Agraria e Veterinaria avrà il suo Presidente. Subentrerà al professore Luigi Zicarelli, Direttore del Dipartimento di Veterinaria, che ha assunto, in quanto decano, l’incarico pro tempore. Il Presidente sarà eletto nell’ambito del Consiglio che sarà costituito a breve (sempre a seguito di una consultazione) e che si comporrà di 22 membri. Il Presidente non potrà essere uno dei due Direttori di Dipartimento in carica. Al momento, l’ipotesi più accreditata è che la scelta si indirizzi sul professore Pasquale Lombardi, che insegna a Portici ‘Economia e Estimo Rurale’ ed è coordinatore del Corso di Laurea in Tecnologie Alimentari. Andrà, dunque, con molta probabilità ad Agraria la Presidenza della Scuola. Senza particolari conflitti, peraltro, con Veterinaria, ma sulla base di un accordo le basi del quale sono state gettate già da tempo.
Il Presidente della Scuola avrà un ruolo di coordinamento e lo eserciterà in particolare nell’ambito di Scienze delle produzioni animali, Corso di Laurea trasversale ai due Dipartimenti che, tra l’altro, nel disegno originale dell’Ateneo, avrebbero dovuto essere insieme a Farmacia, nella Scuola di Scienze della Vita. Farmacia, però, non ha aderito. Scienze della Vita non è dunque mai nata ed Agraria e Veterinaria si sono unite nella Scuola che riprende il nome dei due Dipartimenti costitutivi. Dove, peraltro, non mancano dubbi e riserve circa l’utilità di questo organo di coordinamento. Li riassume il professore Masi: “Sono strutture che di sicuro possono avere un significato nell’ambito di certe aggregazioni complesse. Per esempio a Medicina, a Scienze o ad Ingegneria. Per le ex Facoltà che si sono sistemate come singoli Dipartimenti – tutte le altre, comprese Agraria e Veterinaria – la presenza delle Scuole mi pare che crei organismi che non hanno molto significato. Anche perché io ho sempre sostenuto che l’Ateneo è fatto di tante realtà che non vanno normalizzate. Bisogna tenere conto di specificità e peculiarità”. Riprende il concetto: “Si immagini il problema di gestire le aule ad Ingegneria. Senza una struttura centrale di coordinamento tra i vari Corsi di Laurea, che era un tempo la Facoltà ed oggi è la Scuola, sarebbe il caos. Io non ho questi problemi. Certamente se ho bisogno di aule non vado da Portici a Veterinaria ed altrettanto sicuramente, se gli amici di Veterinaria necessitano di aule, non se le vengono a cercare qui a Portici”. Non saranno neanche varati, secondo quello che dice il prof. Masi, dottorati in comune: “Al momento non c’è un progetto”. A cosa servirà dunque la Scuola della quale sta per essere eletto il Presidente? Secondo il professore Masi, “considerando il fatto che siamo cugini di sangue, credo che le sinergie potranno aiutare a fare massa critica per portare la nostra voce nell’ambito dell’Ateneo. Per darci voce in un contesto nel quale manca qualunque coordinamento e collegamento tra i Direttori di Dipartimento e gli organi di Ateneo: Senato Accademico e Consiglio di Amministrazione. Colpa, quest’ultima situazione, di una governance sballata introdotta dalla legge Gelmini. Prima tutti i Presidi erano parte decisionale ed avevano informazioni in tempo reale. Io ora apprendo le decisioni del Senato Accademico a cose fatte, e spesso in notevole ritardo”.
Al nuovo Presidente della Scuola spetterà anche il ruolo di stimolare il Rettore che sta per essere eletto ad affrontare e risolvere decisamente l’annosa questione del trasferimento delle sedi delle due ex Facoltà. Veterinaria, tramontata ormai da tempo l’ipotesi Monterusciello, andrà a Napoli in una parte dell’ex Ospedale psichiatrico Leonardo Bianchi, al Frullone. Agraria passerà in gran parte nelle ex officine Fiore, tra Ercolano e Portici. Ma occorrerà recuperare i ritardi provocati dal fallimento Firema, proprietaria dei locali che erano stati destinati al Dipartimento e per i quali l’Ateneo aveva già avviato una trattativa di acquisto. “Tra dieci anni vado in pensione – commenta Masi – e mi auguro che per allora la problematica sia risolta. Se ne parla ormai da un ventennio. Ultimo intoppo è stato il fallimento Firema. Il cespite che intendevamo acquistare è entrato nell’asse fallimentare, a disposizione dei creditori della società. Si è dovuto superare anche questo problema. Ora pare che la situazione si sia chiarita ed andiamo avanti. Del resto il candidato al Rettorato, il professore Manfredi, segnala nella lettera che ha inviato ai docenti tre opere di edilizia fondamentali: il passaggio di Agraria nelle ex Officine Fiore, Veterinaria al Bianchi, parte di Ingegneria a San Giovanni”.
Ecco, invece, la situazione di Veterinaria, così come la racconta il Direttore di Dipartimento Zicarelli. “I tempi per l’inizio dei lavori dell’Ospedale veterinario – annuncia – non dovrebbero essere molto lunghi. Mi dicono che forse la prima pietra sarà posta entro dicembre e sarebbe un fatto molto importante. Per il trasferimento della sede del Dipartimento, saremo fortunati se si impiegheranno 4 o 5 anni. La somma è stanziata, ma bisogna realizzare alcuni lavori, e pare che non si riesca a fare prima per le gare di appalto e per l’aggiudicazione delle opere”. Sull’utilità della Scuola che temporaneamente presiede, è un po’ meno pessimista rispetto al suo collega di Agraria. “Serve – dice – soprattutto ad avere un rappresentante in Senato Accademico”. Conferma che il nome più accreditato alla presidenza è quello del professore Lombardi.
Fabrizio Geremicca
Il Presidente della Scuola avrà un ruolo di coordinamento e lo eserciterà in particolare nell’ambito di Scienze delle produzioni animali, Corso di Laurea trasversale ai due Dipartimenti che, tra l’altro, nel disegno originale dell’Ateneo, avrebbero dovuto essere insieme a Farmacia, nella Scuola di Scienze della Vita. Farmacia, però, non ha aderito. Scienze della Vita non è dunque mai nata ed Agraria e Veterinaria si sono unite nella Scuola che riprende il nome dei due Dipartimenti costitutivi. Dove, peraltro, non mancano dubbi e riserve circa l’utilità di questo organo di coordinamento. Li riassume il professore Masi: “Sono strutture che di sicuro possono avere un significato nell’ambito di certe aggregazioni complesse. Per esempio a Medicina, a Scienze o ad Ingegneria. Per le ex Facoltà che si sono sistemate come singoli Dipartimenti – tutte le altre, comprese Agraria e Veterinaria – la presenza delle Scuole mi pare che crei organismi che non hanno molto significato. Anche perché io ho sempre sostenuto che l’Ateneo è fatto di tante realtà che non vanno normalizzate. Bisogna tenere conto di specificità e peculiarità”. Riprende il concetto: “Si immagini il problema di gestire le aule ad Ingegneria. Senza una struttura centrale di coordinamento tra i vari Corsi di Laurea, che era un tempo la Facoltà ed oggi è la Scuola, sarebbe il caos. Io non ho questi problemi. Certamente se ho bisogno di aule non vado da Portici a Veterinaria ed altrettanto sicuramente, se gli amici di Veterinaria necessitano di aule, non se le vengono a cercare qui a Portici”. Non saranno neanche varati, secondo quello che dice il prof. Masi, dottorati in comune: “Al momento non c’è un progetto”. A cosa servirà dunque la Scuola della quale sta per essere eletto il Presidente? Secondo il professore Masi, “considerando il fatto che siamo cugini di sangue, credo che le sinergie potranno aiutare a fare massa critica per portare la nostra voce nell’ambito dell’Ateneo. Per darci voce in un contesto nel quale manca qualunque coordinamento e collegamento tra i Direttori di Dipartimento e gli organi di Ateneo: Senato Accademico e Consiglio di Amministrazione. Colpa, quest’ultima situazione, di una governance sballata introdotta dalla legge Gelmini. Prima tutti i Presidi erano parte decisionale ed avevano informazioni in tempo reale. Io ora apprendo le decisioni del Senato Accademico a cose fatte, e spesso in notevole ritardo”.
Al nuovo Presidente della Scuola spetterà anche il ruolo di stimolare il Rettore che sta per essere eletto ad affrontare e risolvere decisamente l’annosa questione del trasferimento delle sedi delle due ex Facoltà. Veterinaria, tramontata ormai da tempo l’ipotesi Monterusciello, andrà a Napoli in una parte dell’ex Ospedale psichiatrico Leonardo Bianchi, al Frullone. Agraria passerà in gran parte nelle ex officine Fiore, tra Ercolano e Portici. Ma occorrerà recuperare i ritardi provocati dal fallimento Firema, proprietaria dei locali che erano stati destinati al Dipartimento e per i quali l’Ateneo aveva già avviato una trattativa di acquisto. “Tra dieci anni vado in pensione – commenta Masi – e mi auguro che per allora la problematica sia risolta. Se ne parla ormai da un ventennio. Ultimo intoppo è stato il fallimento Firema. Il cespite che intendevamo acquistare è entrato nell’asse fallimentare, a disposizione dei creditori della società. Si è dovuto superare anche questo problema. Ora pare che la situazione si sia chiarita ed andiamo avanti. Del resto il candidato al Rettorato, il professore Manfredi, segnala nella lettera che ha inviato ai docenti tre opere di edilizia fondamentali: il passaggio di Agraria nelle ex Officine Fiore, Veterinaria al Bianchi, parte di Ingegneria a San Giovanni”.
Ecco, invece, la situazione di Veterinaria, così come la racconta il Direttore di Dipartimento Zicarelli. “I tempi per l’inizio dei lavori dell’Ospedale veterinario – annuncia – non dovrebbero essere molto lunghi. Mi dicono che forse la prima pietra sarà posta entro dicembre e sarebbe un fatto molto importante. Per il trasferimento della sede del Dipartimento, saremo fortunati se si impiegheranno 4 o 5 anni. La somma è stanziata, ma bisogna realizzare alcuni lavori, e pare che non si riesca a fare prima per le gare di appalto e per l’aggiudicazione delle opere”. Sull’utilità della Scuola che temporaneamente presiede, è un po’ meno pessimista rispetto al suo collega di Agraria. “Serve – dice – soprattutto ad avere un rappresentante in Senato Accademico”. Conferma che il nome più accreditato alla presidenza è quello del professore Lombardi.
Fabrizio Geremicca








