Due sit in di protesta: uno in occasione del prossimo Consiglio di Amministrazione (si svolgerà mentre Ateneapoli va in edicola) ed un altro durante la prossima riunione del Senato Accademico. Ed inoltre: una raccolta di firme tra gli studenti ed il personale non docente. Queste le prossime mosse dei ragazzi – una trentina circa – i quali hanno preso parte all’assemblea indetta il 23 marzo in aula Matteo Ripa, a palazzo Giusso, dal collettivo Sinistra in Movimento. “Al Senato Accademico presenteremo in forma scritta la richiesta dei sette appelli all’anno, per tutte le facoltà- ricordano i militanti del Collettivo- Come forse sapete quest’anno è stato concesso solo ai fuoricorso ed agli studenti del quarto anno per la facoltà di Scienze Politiche. Invece deve essere sancito il principio per cui l’attuale organizzazione degli appelli è inadeguata e penalizzante, per gli studenti”. Ai membri del Consiglio di Amministrazione i ragazzi del collettivo, i lavoratori che sono intervenuti all’assemblea e gli studenti i quali sottoscriveranno l’appello promosso dall’assemblea rinnoveranno le richieste per le quali si stanno battendo ormai da mesi: apertura fino alle 19.00 delle biblioteche e del Centro Telematico, un’aula studenti per ciascuno dei palazzi dell’Ateneo; aule attrezzate all’interno delle quali sia possibile svolgere la didattica in condizioni adeguate.
Nel corso della riunione prendono la parola anche il dottor Aldo Accurso e Luigi Di Blasio. Il primo, ex responsabile della segreteria, attualmente è a capo dell’Ufficio Patrimonio ed è rappresentante in Consiglio di Amministrazione dell’Ateneo. Tiene fede alla sua fama di ex sessantottino il quale non ha perso il gusto e la voglia di combattere. “Da anni all’Orientale si seguono logiche che nulla hanno a che fare con i servizi da offrire agli studenti. Quando ero alla segreteria stavo lavorando al progetto di Alma laurea: una banca dati sui laureati promossa dall’ateneo bolognese. L’Orientale fu ammesso nel consorzio e si stava andando avanti. Per quale motivo si è buttata a mare Alma Laurea ed è subentrata Napoli Ricerche, che sta fallendo? Avevamo cercato di portare a tre minuti il tempo di attesa di un certificato. Stavamo allestendo i touch screeen, ma non ci hanno permesso di andare oltre. Hanno smantellato il gruppo ed ognuno di noi è stato spostato altrove”. Il tempo di prendere fiato, poi riparte: “nell’ultimo Consiglio di amministrazione, quello della ratifica dell’acquisto sbagliato del rettorato di via Partenope, ho dovuto usare toni accesi, per ribadire l’esigenza di una programmazione edilizia seria e concertata tra tutte le componenti che costituiscono l’ateneo: docenti, studenti e personale non docente”. Lapidario l’esordio di Luigi Di Blasio, responsabile delle Rappresentanze Sindacali Unitarie dell’Orientale: “noi in ateneo negli ultimi tre anni servizi non ve ne diamo. Non avete niente. Le aule sono senza sedie; alcuni bagni senza tazza, se uno di voi vuole sapere in che aula si svolga la lezione o l’esame non ha nessuno al quale rivolgersi. Avevamo chiesto all’amministrazione l’assunzione di personale ausiliario, i bidelli, per essere chiari. Ci hanno detto che sono figure ormai superate. In un ateneo dove tutto sia organizzato bene, la biblioteca abbia una sede a sé stante, le aule e gli uffici non siano sparsi ai quattro angoli della città potrebbe anche essere vero. Ma la realtà dell’Orientale è ben diversa”. Gli fa eco Accurso: ”uscieri e bidelli, i quali prima erano 45, adesso sono dieci. Poi ci si lamenta che in ateneo nel tardo pomeriggio entrino gli spacciatori. La soluzione non sono le guardie giurate”. Interviene Francesco Locantore, studente e rappresentante in CdA: ”il pomeriggio le aule e gli spazi dell’Orientale restano deserti perché chiudono le biblioteche, il Centro Telematico, i dipartimenti. Se si offrissero servizi qualitativamente e quantitativamente adeguati studenti e professori frequenterebbero fino alle 19.00. Il problema sicurezza si risolverebbe da sé”. Il microfono passa ad uno studente fuorisede: “vengo da Potenza e devo dire che lì l’università è qualcosa di meraviglioso, sotto il profilo delle strutture e dell’organizzazione, rispetto all’Orientale. Mi trovo al cospetto di problemi che nella mia città non si concepiscono neanche: svegliarsi molto presto per fare la corsa al posto, pena rimanere fuori dall’aula; vagare per il palazzo Anmig alla ricerca dell’aula S1 e non trovare neanche un dipendente in grado di indicarmela; presentarmi alla prima lezione di Storia contemporanea e vedere che salta perché manca il microfono”.
Al termine dell’assemblea gli studenti hanno trasferito la mostra fotografica sugli spazi negati in ateneo ed il divertentissimo fumetto sulla riforma Zecchino nello spazio antistante la mensa, dove hanno iniziato la raccolta di firme a sostegno delle loro vertenze. Prossima assemblea a fine aprile. Si spera che nell’occasione partecipino più studenti e faccia capolino anche qualche docente. “Noi li avevamo invitati ed alcuni avevano anche promesso di venire- riferiscono i ragazzi del Collettivo- Poi non si è visto nessuno”.
Nel corso della riunione prendono la parola anche il dottor Aldo Accurso e Luigi Di Blasio. Il primo, ex responsabile della segreteria, attualmente è a capo dell’Ufficio Patrimonio ed è rappresentante in Consiglio di Amministrazione dell’Ateneo. Tiene fede alla sua fama di ex sessantottino il quale non ha perso il gusto e la voglia di combattere. “Da anni all’Orientale si seguono logiche che nulla hanno a che fare con i servizi da offrire agli studenti. Quando ero alla segreteria stavo lavorando al progetto di Alma laurea: una banca dati sui laureati promossa dall’ateneo bolognese. L’Orientale fu ammesso nel consorzio e si stava andando avanti. Per quale motivo si è buttata a mare Alma Laurea ed è subentrata Napoli Ricerche, che sta fallendo? Avevamo cercato di portare a tre minuti il tempo di attesa di un certificato. Stavamo allestendo i touch screeen, ma non ci hanno permesso di andare oltre. Hanno smantellato il gruppo ed ognuno di noi è stato spostato altrove”. Il tempo di prendere fiato, poi riparte: “nell’ultimo Consiglio di amministrazione, quello della ratifica dell’acquisto sbagliato del rettorato di via Partenope, ho dovuto usare toni accesi, per ribadire l’esigenza di una programmazione edilizia seria e concertata tra tutte le componenti che costituiscono l’ateneo: docenti, studenti e personale non docente”. Lapidario l’esordio di Luigi Di Blasio, responsabile delle Rappresentanze Sindacali Unitarie dell’Orientale: “noi in ateneo negli ultimi tre anni servizi non ve ne diamo. Non avete niente. Le aule sono senza sedie; alcuni bagni senza tazza, se uno di voi vuole sapere in che aula si svolga la lezione o l’esame non ha nessuno al quale rivolgersi. Avevamo chiesto all’amministrazione l’assunzione di personale ausiliario, i bidelli, per essere chiari. Ci hanno detto che sono figure ormai superate. In un ateneo dove tutto sia organizzato bene, la biblioteca abbia una sede a sé stante, le aule e gli uffici non siano sparsi ai quattro angoli della città potrebbe anche essere vero. Ma la realtà dell’Orientale è ben diversa”. Gli fa eco Accurso: ”uscieri e bidelli, i quali prima erano 45, adesso sono dieci. Poi ci si lamenta che in ateneo nel tardo pomeriggio entrino gli spacciatori. La soluzione non sono le guardie giurate”. Interviene Francesco Locantore, studente e rappresentante in CdA: ”il pomeriggio le aule e gli spazi dell’Orientale restano deserti perché chiudono le biblioteche, il Centro Telematico, i dipartimenti. Se si offrissero servizi qualitativamente e quantitativamente adeguati studenti e professori frequenterebbero fino alle 19.00. Il problema sicurezza si risolverebbe da sé”. Il microfono passa ad uno studente fuorisede: “vengo da Potenza e devo dire che lì l’università è qualcosa di meraviglioso, sotto il profilo delle strutture e dell’organizzazione, rispetto all’Orientale. Mi trovo al cospetto di problemi che nella mia città non si concepiscono neanche: svegliarsi molto presto per fare la corsa al posto, pena rimanere fuori dall’aula; vagare per il palazzo Anmig alla ricerca dell’aula S1 e non trovare neanche un dipendente in grado di indicarmela; presentarmi alla prima lezione di Storia contemporanea e vedere che salta perché manca il microfono”.
Al termine dell’assemblea gli studenti hanno trasferito la mostra fotografica sugli spazi negati in ateneo ed il divertentissimo fumetto sulla riforma Zecchino nello spazio antistante la mensa, dove hanno iniziato la raccolta di firme a sostegno delle loro vertenze. Prossima assemblea a fine aprile. Si spera che nell’occasione partecipino più studenti e faccia capolino anche qualche docente. “Noi li avevamo invitati ed alcuni avevano anche promesso di venire- riferiscono i ragazzi del Collettivo- Poi non si è visto nessuno”.







